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Vitamina D – Scopriamo i benefici

Importanza della Vitamina D per la salute.

Il nostro corpo ha bisogno ogni giorno di 90 nutrienti, di questi, 60 sono minerali, di cui 17 essenziali, 16 sono vitamine, 11 sono aminoacidi essenziali, 3 sono gli acidi grassi essenziali, sono 4 i gruppi di micronutrienti. Non sono solo vitamine, non sono solo i minerali, sono questi quattro gruppi e ogni quanto li necessiti? Ne abbiamo bisogno TUTTI i giorni. Non c’è una sola funzione del tuo corpo nella quale non sia coinvolto uno di questi micronutrienti. Il corpo funziona grazie a loro, tutte le reazioni e tutte le strutture hanno bisogno di micronutrienti per stare bene.

Oggi vediamo in concreto a cosa serve la vitamina D e quali sono le proprietà e i benefici per la salute. La vitamina D, una volta era legata solo alle patologie ossee, come  il rachitismo e l’osteoporosi, ora è riconosciuta come uno dei principali fattori per la salute umana.

Vitamina D: a cosa serve  I benefici per la salute

Tutti conosciamo i benefici della vitamina D, ovvero che fa bene alle ossa e tutti sappiamo che il sole svolge un determinato ruolo. Ma oltre questo? Cos’altro sappiamo della vitamina D? A cosa serve e soprattutto dove si trova?

Sapete ad esempio che fa bene anche al cuore ed al cervello? Esattamente sapete in quali cibi si trova? E quanto tempo è necessario restare al sole perché se ne assorba la giusta quantità?

Esistono 5 forme differenti di vitamina D, vitamina D1, D2, D3, D4 e D5. Due sono più importanti: una è la D2 che viene sintetizzata dalle piante ed una è la D3 che viene sintetizzata dall’uomo quando questi si espone ai raggi del sole.

Suggerimento. La carenza di vitamina D può influenzare 36 diversi organi del corpo umano, la sua presenza influenza 2000 dei 30000 geni presenti nel nostro corpo.

I benefici per la salute

Vediamo in concreto a cosa serve la vitamina D e quali sono le proprietà e i benefici per la salute:

  • mantiene costanti i livelli di calcio e fosforo;
  • favorisce l’assorbimento del calcio a livello intestinale;
  • protegge l’apparato scheletrico dall’osteoporosi;
  • combatte l’ipertensione;
  • previene il cancro e alcune malattie autoimmuni;
  • previene il rachitismo e le malformazioni scheletriche;
  • aiuta a combattere la psoriasi;
  • aiuta a lenire i dolori muscolari;
  • combatte l’iperparatiroidismo;
  • combatte l’osteodistrofia;
  • contrasta il diabete di tipo 1 e 2;
  • riduce l’incidenza della sclerosi multipla;
  • riduce il disturbo affettivo stagionale;
  • protegge i denti

Malattie cardiovascolari

La vitamina D è molto importante per ridurre l’ipertensione, la cardiopatia aterosclerotica, infarto e ictus. La carenza di vitamina D aumenta il rischio di infarto del 50 %.

Malattie autoimmuni

La vitamina D è un potente modulatore immunitario, rendendola molto importante per la prevenzione di malattie autoimmuni, come la sclerosi multipla (SM) e l’infiammazione intestinale che è alla radice della maggior parte dei disturbi autoimmuni.

Malattie neurodegenerative

La Vitamina D attiva molti neurotrasmettitori cerebrali e aumenta la capacità dei neuroni di utilizzare il glucosio che è il combustibile dei neuroni e nello stesso tempo annulla tutti i processi infiammatori. Nelle forme di Alzheimer iniziali ci si può aspettare un’ ottima risposta terapeutica ma anche nelle forme avanzate si ha una risposta molto positiva e ancora di più se associata a cambiamenti alimentari e integrazione con ulteriori nutrienti.

Infertilità

La vitamina D può contribuire a stimolare la produzione di ormoni tra cui il testosterone e il progesterone, ed è stato dimostrato che può aumentare la fertilità negli uomini e nelle donne. La vitamina D è anche associata alla qualità dello sperma negli uomini e può migliorare la frequenza mestruale nelle donne con sindrome dell’ovaio policistico.

Riparazione del DNA e processi metabolici

Uno degli studi di Holick ha mostrato che i volontari sani che assumono 2.000 UI di vitamina D al giorno per un paio di mesi regolano 291 geni diversi che controllano fino a 80 diversi processi metabolici. Alcuni di questi processi aiutano a migliorare la riparazione del DNA e ad aumentare la funzione immunitaria, mentre altri influenzano l’autossidazione (ossidazione che si verifica in presenza di ossigeno e/o radiazioni UV, che ha implicazioni nell’invecchiamento e nel cancro, per esempio).

Emicrania

Recenti ricerche suggeriscono anche, che la vitamina D può avere un ruolo nella emicranie. I ricercatori dell’ospedale dei bambini, il Medical Center di Cincinnati, ha scoperto che molti di coloro che soffrono di emicrania hanno carenze di vitamina D, riboflavina (B2) e il coenzima Q10.

Disturbi psicologici e mentali

La vitamina D svolge un ruolo importante nella neurotrasmissione, e una sua carenza  è stata associata a una serie di disturbi neurologici e cerebrali, tra cui la disfunzione cognitiva,  la malattia di Alzheimer (in uno studio, quelli che erano più carenti di vitamina D avevano un 31% di rischio maggiore di soffrire di declino neurocognitivo), la schizofrenia, il morbo di Parkinson, ictus, epilessia e depressione.

Raffreddore e influenza

La vitamina D ha potenti capacità di lotta contro le infezioni e può essere utile sia per la prevenzione sia per il trattamento della tubercolosi, polmonite, raffreddori e influenza. Secondo uno studio infatti la vitamina D è 8 volte più efficace dei vaccini antinfluenzali.

Diabete ed obesità

Numerosi studi hanno dimostrato che la vitamina D è un fattore fondamentale necessario per la normale secrezione di insulina e che migliora la sensibilità di questo ormone. L’insulina è un ormone secreto dal pancreas che riveste un ruolo fondamentale nel controllo del peso corporeo, della glicemia e quindi nell’insorgenza del diabete e malattie cardiovascolari.

Depressione

Uno studio pubblicato su FASEB Journal ha dimostrato che la vitamina D agisce sul gene TPH2 e trasforma il triptofano in serotonina ed attiva anche gli ormoni ossitocina e vasopressina. Tutto questo cambiamento ormonale ha un effetto grandioso sulla depressione.

Ipotiroidismo

Per chi soffre di ipotiroidismo, la Vitamina D è particolarmente importante essendo essenziale per la funzionalità della ghiandola, tanto che  il trattamento farmacologico potrebbe non funzionare senza l’adeguata presenza di Vitamina D. Inoltre un eccesso di calcio agisce negativamente sulla tiroide (stimola la funziona paratiroidea antagonista di quella tiroidea) e questo eccesso di calcio nel plasma sanguigno avviene perché c’è una carenza di vitamina D.

Osteoporosi

La vitamina D è necessaria sia per assicurare un buon assorbimento di calcio nell’intestino, sia per la corretta mineralizzazione dell’osso. La vitamina D permette la fissazione del calcio e quindi previene efficacemente osteoporosi, fratture, rachitismo e carie dentali.

Intolleranze alimentari

Le intolleranze alimentari, dalle più lievi alle più gravi come la celiachia, sono legate ad un problema di permeabilità intestinale per cui le particelle del cibo indigerito passano la barriera intestinale entrano nel flusso sanguigno ed essendo degli intrusi stimolano una reazione immunitaria oltre che indigestione e tanti effetti negativi a livello fisico e mentale. E’ dimostrato che la carenza di vitamina D provoca l’indebolimento delle ginture della barriera intestinale facendola diventare permeabile. Integrare la vitamina D permette di riparare l’intestino ed eliminare l’infiammazione, risolvendo così il problema dell’intolleranza alimentare con tutti i sintomi digestivi che ne conseguono.

Cancro

Secondo uno studio su larga scala, livelli ottimali di vitamina D possono ridurre drasticamente il rischio di cancro di ben il 60%. Mantenerli così può aiutare a prevenire almeno 16 diversi tipi di cancro, tra cui del pancreas, del polmone, dell’ovaio, della prostata e tumori della pelle. Infatti alzando la concentrazione sierica di 25(OH)D a 40 ng/ml si  può diminuire il rischio di tumori invasivi del 67%!

Una prova convincente sostiene che l’ottimizzazione della vitamina D può ridurre il rischio di morte per qualsiasi causa, rendendola una componente fondamentale di una salute ottimale. La vitamina D in realtà non è una vitamina a tutti gli effetti, ma un potente ormone neuro steroideo. E’ stato chiarito che la carenza di vitamina D è causa di un aumento delle epidemie in tutto il mondo e sta contribuendo a molte malattie croniche debilitanti.

I livelli di vitamina D nel sangue scendono al loro punto più basso durante le stagioni invernali. Se i livelli di vitamina D sono insufficienti, non vi sarà  protezione da antibiotici prodotti dal proprio organismo (peptidi antimicrobici). Questo conferma che una persona con un basso livello di vitamina D è più vulnerabile ai raffreddori, all’influenza e alle altre infezioni delle vie respiratorie.

Vitamina D: dove si trova, gli alimenti più ricchi e consigli

Si parla molto del sole legato alla vitamina D, perché? Perchè la vitamina D3, che è quella che sintetizza il nostro corpo è inattiva e quest’attivazione che avviene nel fegato, nella pelle e nei reni avviene mediante le radiazioni solari. L’esposizione al sole richiede almeno quindici o venti minuti al giorno, anche solo viso e braccia.

Dunque due sono le fonti a cui può attingere la vitamina D il nostro corpo:

  • raggi solari
  • alimentazione

Per quanto riguarda l’alimentazione, ecco quali sono i cibi più ricchi di vitamina D:

  • trota
  • sogliola
  • sgombro
  • salmone
  • pesce spada
  • storione
  • tonno e sardine
  • le uova (tuorlo)
  • latte
  • burro
  • fegato
  • carne di pollo, anatra, tacchino
  • cereali
  • verdure verdi
  • olio di fegato di merluzzo
  • anguilla
  • storione
  • uova di pesce
  • aringhe
  • funghi
  • soia
  • frutti di mare
  • ricotta

Il fabbisogno giornaliero di vitamina D

Per avere una corretta assunzione e dunque soddisfare il fabbisogno, la persona deve seguire un’appropriata dieta ed esposizione al sole.

Adulti: le dosi consigliate sono di 5 microgrammi al giorno per tutti gli individui sotto dei 50 anni. Dai 50 ai 70 anni, 10 microgrammi al giorno e 15 microgrammi dai 70 in su.

Bambini sotto i 18 anni: per i neonati fra i 6 e gli 11 mesi l’apporto sotto forma di integratori non dovrebbe essere inferiore a 10 mg al giorno. Nell’adolescenza ugualmente l’apporto non dev’esser inferiore ai 10 mg.

Vitamina D: effetti collaterali e sintomi di carenza

Nelle persone che assumono troppa vitamina D si è riscontrata sonnolenza diurna. Un’eccessiva assunzione può inoltre comportare:

  • ipercalcemia (che a sua volta produce nausea, vomito e anoressia, sonnolenza, sete, vertigini; 
  • malattie renali;
  • sarcoidosi;
  • tubercolosi;

Attenzione: i pazienti che sono in cura per malattie renali croniche dovrebbero evitare di associare magnesio e vitamina D. La vitamina D può anche interferire con farmaci anti-convulsivanti, ipocolesterolemici, cortisonici, alcuni lassativi e diuretici.

Per quanto riguarda la carenza, attraverso le analisi del sangue si possono riscontrare i valori, ma comunque si manifesta con:

  • riduzione sierica di calcio e fosforo;
  • rachitismo (rammollimento nelle regioni occipitali, temporali e parietali, ritardo nella chiusura della fontanella anteriore, ginocchio valgo, incurvamento delle gambe, ipertrofia delle cartilagini);
  • osteomalacia (debolezza muscolare, dolori alla schiena, fragilità ossea, bassa densità ossea, rischio frequente di fratture);
  • debolezza muscolare;
  • dolori addominali.

I produttori di creme solari e prodotti dermatologici hanno creato, con i loro messaggi pubblicitari (anche mascherati nelle riviste di salute e benessere più o meno scientifiche), la paura per i presunti effetti negativi del sole.

Questo fattore, combinato con la tendenza generalizzata a trascorrere più tempo in casa durante il lavoro e il tempo libero, ha determinato nelle persone una carenza diffusa di vitamina D.

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Senza lattosio o senza senso?

Il mercato dei prodotti destinati a chi è intollerante.

 

Rispetto al 2007 il mercato di questi alimenti è aumentato del 100%. Tanto importanti, quanto inutili. Sembra un controsenso, ma non lo è. I prodotti senza zucchero tipico del latte, il lattosio, sono, da una parte, una manna del cielo per chi è davvero intollerante, dall’altra un’ inutile opzione per chi non ha alcun problema.

Eppure sono molte le persone che li acquistano senza averne effettivamente bisogno, alimentando la richiesta di quella che in origine era una nicchia di consumatori: il mercato dei prodotti lattiero caseari privi di lattosio è infatti cresciuto in modo esponenziale negli ultimi anni (in cinque anni è raddoppiato).

Il motivo non deve essere ricondotto solo a un aumento delle persone intolleranti: tra le ragioni c’è anche il miglioramento della tecnologia per la produzione del latte delattosato, che ha reso gli alimenti più appetibili, ma ahimè – anche la crescita dei casi di autodiagnosi.

 

Demonizzare un alimento – un approccio sbagliato.

 

Spesso chi ha problemi di digestione ne attribuisce la colpa al latte (o ai suoi derivati), deducendo di essere intollerante al lattosio e compie, agendo di propria iniziativa, uno di questi due errori: o rinuncia completamente ai latticini o si butta sui prodotti senza lattosio. Nel primo caso lo sbaglio è enorme, perché si improverisce la propria dieta di calcio, un elemento essenziale; nel secondo caso il danno è più che altro al portafoglio, ma si potrebbe anche innescare un approccio al cibo sbagliato, che demonizza erroneamente un alimento o un suo componente. Lo dimostra il fatto che, anche chi ha un`intolleranza reale al lattosio può consumare comunque alcuni latticini tradizionali, stando attento a non superare la propria soglia di tolleranza.

Soglia che non la si inventa, che cambia da persona a persona e deve essere definita dal medico dopo aver sottoposto il paziente a un test diagnostico valido (non quelli generici sulle intolleranze che si fanno nelle farmacie).

 

Per pochi, non per tutti.

 

Se si è intolleranti al lattosio si può integrare la propria dieta con alcuni alimenti delattosati. Ormai sono molte le aziende che li propongono: si trovano in tutti i supermercati, anche quelli piccoli e non specializzati. Questi alimenti che si definiscono “senza lattosio” dichiarano tuttavia in etichetta un contenuto minimo di lattosio: è corretto? E sono in regola con le indicazioni di legge?

In realtà si tratta di prodotti che hanno pochi obblighi: oggi c’è solo un’ indicazione del Ministero della Salute, secondo cui si può definire “senza lattosio” il prodotto che ha un residuo inferiore a 0,1 per 100g o ml. Insomma i prodotti senza lattosio in linea di massima vanno bene, ma se non servono, non ha senso comprarli.

 

Infatti:

 

  • La maggioranza degli intolleranti è in grado di digerire piccole quantità di lattosio, e perché i latticini essenziali sono necessarie per la salute, per il Calcio e vitamina D.
  • Il lattosio è presente nel latte di tutti i mammiferi, anche in quello di capra.
  • Senza lattosio non significa meno calorico. Il lattosio (uno zucchero) non viene tolto, ma “scisso”, dunque le calorie tra un prodotto con lattosio e uno senza sono uguali.
  • Poche persone nascono intolleranti al lattosio, le probabilità di diventarlo tendono ad aumentare con l’età.

Attenzione!!!

 

Il lattosio è uno dei principali eccipienti della maggior parte dei farmaci in commercio. Chi soffre di intolleranza deve quindi chiedere consiglio al medico o al farmacista prima di assumere una medicina, soprattutto se dovrà prenderla (come nel caso dell’antibiotico) per un periodo prolungato. Vietati anche i prodotti omeopatici in granuli. Questi farmaci contengono lattosio in percentuali che arrivano fino al 95%.

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Importanza dei micronutrienti per gli atleti.


Importanza dei micronutrienti per gli atleti.

Gli atleti focalizzano la loro attenzione sul miglioramento della resistenza, sulla riduzione dell’affaticamento muscolare e degli infortuni e sulla massimizzazione della loro prestazione, quindi il loro corpo ha bisogno di un apporto ottimale di micronutrienti .

La salute dipende dal benessere delle cellule che costituiscono gli organi e tutto il nostro corpo. Ogni cellula lavora come una piccola fabbrica che produce bioenergia (mitocondri), proteine (ribosomi) e che coordina tutte le funzioni vitali (il nucleo). Queste funzioni richiedono un supplemento di vitamine costante, insieme a minerali ed altri micronutrienti.

L’accelerazione del battito cardiaco durante l’esercizio fisico richiede un’enorme quantità di energia. Per continuare a pompare sangue ad un ritmo cardiaco accelerato è fondamentale avere un muscolo cardiaco efficiente e vasi sanguigni integri.

La maggior parte delle malattie cardiovascolari sono causate dalla carenza cronica di alcuni nutrienti e che possono essere prevenute grazie ad un’integrazione adeguata.

La vitamina C è un nutriente essenziale per la produzione di collagene, la molecola fondamentale per la stabilità delle pareti dei vasi sanguigni e del tessuto connettivo. Una carenza di vitamina C può essere dannosa soprattutto nelle pareti arteriose, in quanto può causare danni strutturali a livello microscopico seguiti dalla formazione di placche arteriosclerotiche, la causa di attacchi cardiaci ed infarti.

Micronutrienti come Carnitina, Vitamina C, Coenzima Q-10, Vitamine del gruppo B sono essenziali per produrre energia nelle cellule del muscolo cardiaco, necessari per una resistenza fisica prolungata. Allo stesso modo avere vasi sanguigni sani è importante per mantenere ottimale l’afflusso del sangue al cuore e ad altri muscoli e per evitare l’affaticamento. Il magnesio regola i livelli degli altri minerali all’interno delle cellule, come ad esempio quello del sodio, potassio e calcio.

Attraverso la sudorazione perdiamo gran parte di questi minerali e questa è una delle cause di crampi ed infortuni che avvengono durante l’allenamento. Inoltre l’acido alfa lipoico supporta i muscoli durante l’attività sportiva, evitando l’affaticamento e migliorando la resistenza.

L’accelerazione del metabolismo durante l’esercizio fisico aumenta inoltre il consumo di ossigeno ed espone le cellule ad uno stress ossidativo continuo e al loro danneggiamento. È necessario quindi integrare antiossidanti quali vitamina A, C ed E, Carotenoidi e Selenio.

L’importanza dei micronutrienti per gli atleti.

La salute delle ossa e delle articolazioni è altrettanto importante per gli atleti, soprattutto per sostenere allenamenti intensivi e per diminuire il rischio di osteoporosi ed artriti. Durante gli allenamenti sportivi le articolazioni sono sottoposte ad uno stress incredibile. Per avere delle ossa robuste abbiamo bisogno di Calcio, Magnesio, Boro, Vitamina D ed Vitamina A, ma anche di un collagene altrettanto forte.

La flessibilità e il buon funzionamento delle articolazioni dipendono dalle cellule che producono lubrificante (liquido sinoviale). La Glucosamina e la Condroitina aiutano la formazione di cartilagine, la lubrificazione delle articolazioni e la loro riparazione.

Alcuni atleti assumono combinazioni di integratori rischiose e queste possono creare o aggravare gli squilibri.

Determinati micronutrienti forniscono un supporto ottimale alle cellule del cuore, vasi sanguigni, muscoli, ossa, articolazioni ed altri organi che aiutano gli atleti a rimanere forti e in salute per la tutta la loro vita.

La carenza dei micronutrienti porta spesso ad affaticarsi più facilmente, a lesioni muscolari o fratture e ad altre malattie, come l’artrite. Un piano di allenamento intensivo e l’aumento della richiesta metabolica rendono l’integrazione di micronutrienti essenziale per gli atleti.

Vedi anche “Sportivi: ecco come il colostro può aiutarvi” leggi qui l’articolo

Vedi anche ” Alimentazione per gli sportivi: Il ganoderma” leggi qui l’articolo

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“Noi siamo quello che mangiamo”

“Noi siamo quello che mangiamo”

Dal punto di vista sistemico, l’osteoporosi primaria è considerata come secondaria all’acidosi metabolica. Pertanto vi è una correlazione tra bilancio acido-alcalino e salute ossea, per cui è indispensabile mantenere un equilibrio acido-basico ottimale per ripristinare e mantenere la salute ossea durante il corso della vita.

Acidi e osteoporosi

In presenza di un’acidità eccessiva il corpo utilizzerà parte del calcio presente nelle ossa e gli altri minerali basici, per ridurre l’acidità. Se non vi fosse questo meccanismo di autoregolazione si creerebbe una situazione di pericolo: aumento progressivo dell’acidità organica e morte dell’organismo.

Il corpo, per neutralizzare l’acido in eccesso, utilizza anche le sue riserve di potassio, magnesio e bicarbonato di sodio. In questa situazione un individuo perde dei minerali preziosi e si comprende facilmente come questa situazione può dar luogo all’osteoporosi, classica malattia dovuta ad una mancanza di calcio nelle ossa.

Il contributo dei modelli alimentari contemporanei all’induzione di acido metabolico in eccesso è stato clinicamente sottostimato. Questi acidi fissi, che devono essere neutralizzati con sali minerali alcalini tampone, sono in gran parte il risultato di scelte alimentari poco sane e quindi di rischio a ” insorgenza osteoporosi”.

La causa dell’osteoporosi è il disperato tentativo da parte dell’organismo di neutralizzare gli acidi nel sangue e nei tessuti, utilizzando minerali alcalini che servirebbero a rafforzare la struttura ossea. La perdita di massa ossea è un’inevitabile conseguenza di una dieta e di uno stile di vita acida. L’errore più grossolano che oggi si possa compiere per prevenire l’osteoporosi è far mangiare alle persone formaggi e dire loro di bere latte. Invece, il latte e i formaggi sono tra le cause principali dell’osteoporosi perché il calcio in essi contenuto va nel sangue, aumentando la calcemia in modo brusco. Per tale motivo, l’organismo cercherà di riportare i livelli alla normalità eliminando il calcio in eccesso attraverso l’urina.

Inoltre, il calcio preso dal latte e derivati, sottoposti ai processi di omogeneizzazione e di pastorizzazione con la conseguente distruzione della struttura cristallina del latte, viene trasformato da organico in inorganico, per cui esso non può essere assorbito dall’intestino e ovviamente non può essere fissato dalle ossa. Nel frattempo, poiché i latticini sono tra gli alimenti più acidificanti che possiamo ingerire, si attiveranno i sistemi tampone dell’organismo per alcalinizzare il sangue e i tessuti.

Effetti dell’acidosi

Gli acidi depositati nel polso creano la sindrome del tunnel carpale, nelle dita dei piedi la gotta, nella pelle dermatiti ed eczemi, nelle grosse articolazioni come ginocchia e spalle e nelle dita delle mani l’artrite reumatoide, nei tessuti la fibromialgia e altre malattie degenerative. Se questi depositi diventano saturi, al corpo non resta altro che depositare gli acidi in eccesso nel sangue, che a sua volta li trasferisce negli organi vitali con la circolazione, a questo stadio il corpo manifesterà malattie gravi quali diabete, malattie cardiovascolari, sclerosi multipla, morbo di Parkinson, tumori.

"Noi siamo quello che mangiamo"

Acidità e malattie.

Fra tutti gli equilibri che il corpo umano si sforza di mantenere, il più importante è quello acido-alcalino. Il corpo umano è stato concepito per essere alcalino e farà di tutto per conservarsi lievemente alcalino. Ma tutte le funzioni corporee producono effetti acidi, perché il corpo è alcalino nella struttura e acido nella funzione; questo significa che il corpo ha bisogno di carburante alcalino (frutta e verdura), mentre gli acidi sono il sottoprodotto di tutta l’attività metabolica. Se a tale attività si aggiunge un enorme disordine alimentare, si verifica la massiva iperacidificazione di cellule, tessuti, organi e, infine, del sangue, aprendo le porte alle patologie croniche.

Un  aiuto per i problemi alle ossa

L’ Aloe Vera Gel da Bere Freedom è un valido aiuto per i problemi alle ossa. Rinforza le nostre articolazioni, favorisce la formazione di Cartilagine e Collagene!

Le sostanze contenute nell’Aloe vera Freedom sono:

Solfato di glucosamina

Il solfato di glucosamina e’ uno zucchero amminico e viene impiegato negli integratori alimentari come sostanza nutritiva per articolazioni. L’effetto principale della glucosamina risiede nella produzione di sostanza cartilaginea. Essa rafforza le fibre cartilaginee e tiene sotto controllo gli enzimi dannosi per la cartilagine. Il corpo umano perde la capacità di produrre glucosamina con il passare degli anni. La glucosamina è una componente del proteoglicano, proteina che lega l’acqua al tessuto connettivo affinché quest’ultimo mantenga la sua efficacia protettiva. I proteoglicani rappresentano la componente principale della cartilagine delle articolazioni e sostengono la formazione delle sinovie.

Solfato di condroitina

Il solfato di condroitina e’ un componente naturale della cartilagine delle articolazioni . Esso dona resistenza alla cartilagine e, insieme al solfato di glucosamina, è responsabile per il mantenimento dell’elasticità cartilaginea nei legami con l’acqua.

Idrolizzato di collagene

L’idrolizzato di collagene viene considerato dagli esperti in modo estremamente positivo. Il collagene e’ una componente importante del tessuto connettivo, delle cartilagini e delle articolazioni. L’ingrediente nuovo, l’idrolizzato di collagene, e’ completato dalla vitamina C che supporta la formazione di collagene del corpo per la normale funzionalità della cartilagine.

Mangano

Il mangano è un microelemento essenziale. Il corpo necessita di questa sostanza per la crescita delle ossa ed anche per la produzione di diversi enzimi. Esso partecipa alla formazione del tessuto connettivo ed osseo ed attiva l’enzima glicosil-transferase, che partecipa alla sintesi del solfato di condroitina nella cartilagine e nelle ossa.

Vitamina E

La vitamina E è una sostanza nutritiva, che viene sintetizzata solo dalle piante. Gli uomini e gli animali la possono assimilare solo attraverso l’alimentazione. La vitamina E è un importante antiossidante. E’ dimostrata anche l’influenza di diversi sistemi enzimatici.

Vitamina D

La vitamina D è di primaria importanza per le nostre ossa; partecipa al differenziamento delle cellule staminali ossee e al metabolismo dei minerali calcio e fosfato, che svolgono un ruolo importante nella formazione del tessuto connettivo.

L’integrazione ottimale di Freedom plus capsule che contiene per razione giornaliera di 2 capsule ingerite con acqua un apporto di:

10mg di Vitamina E (100%RDA);
2,5μg  di Vitamina D (50%RDA);
1,0mg Manganese (50%RDA);
675mg Glucosamminofosfato
100mg Condrotinosolfato

Conclusioni

L’ Acidosi, la vita sedentaria e lo stress non aiutano le nostre articolazioni a funzionare bene. Il giusto apporto di attività fisica e micronutrienti sono la chiave del benessere.

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"Noi siamo quello che mangiamo"