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Acidità e diabete

Il diabete è sempre collegato con  un’elevata acidità

 

Il diabete è sempre collegato con una bassa energia e un’elevata acidità dovuta ad acidi alimentari e metabolici e a una crescita microbica in eccesso. Lo zucchero non è una fonte di energia, bensì un rifiuto acido prodotto dalla distruzione delle cellule corporee. Più zucchero o acido mangiamo, più rischiamo un incremento di batteri, lieviti e muffe; le loro tossine sovraccaricano e avvelenano il pancreas, il fegato e le ghiandole surrenali.

Nel diabete tipo 1 esiste una carenza di insulina, che è proprio un ormone alcalinizzante che controlla lo zucchero (acido) nel sangue; il glucosio nel sangue è un acido e viene aumentato da uno stile di vita stressante e da una dieta acida. I diabetici hanno livelli di zucchero nel sangue bassi o normali quando il pH delle urine è alcalino (superiore a 7,2) e livelli elevati quando il pH è basso. Il diabete tipo 2 è il risultato finale del consumo di enormi quantità di zucchero, di carboidrati raffinati e di proteine animali, specialmente in mancanza di una regolare attività fisica, che potrebbe aiutare a compensare tali comportamenti dietetici.

 

Grassi idrogenati e acidità

 

I grassi idrogenati creati dall’industria, non esistono in natura, quindi non vengono riconosciuti correttamente dall’organismo e creano grossissimi problemi alla salute, provocando disturbi cardiocircolatori, obesità, danni alle membrane cellulari, malattie autoimmuni (diabete); diminuiscono le HDL e aumentano le LDL; aumentano le infiammazioni e interferiscono con l’insulina.

I grassi idrogenati si trovano nelle cosiddette margarine, quindi nella stragrande maggioranza dei prodotti da forno, gelati, cioccolate, dolci, ecc. Pure gli oli vegetali, prodotti a caldo e quelli che vengono fritti, si snaturano completamente diventando tossici per le cellule e quindi per l’organismo umano.

 

Insulino-resistenza e acidità

 

Tutte le proteine di origine animali e tutti gli alimenti raffinati e pastorizzati (cereali, farine, zuccheri, ecc.), dopo il metabolismo rilasciano ceneri acide che hanno come risultato far aumentare l’acidità. L’acidità, oltre a mettere in allarme l’intero organismo e far scattare i meccanismi di protezione (alcalinizzazione degli acidi), induce alti livelli di cortisolo (l’ormone dello stress) secreto dalle ghiandole surrenali, con lo scopo di contrastare le infiammazioni.

L’aumento di cortisolo da una parte fa aumentare la glicemia, e dall’altro provoca una errata distribuzione del tessuto adiposo nel corpo, soprattutto nella pancia che si sa essere un grasso che partecipa all’insulino-resistenza. Le cellule hanno sulla membrana esterna dei recettori specifici per l’insulina: cioè delle speciali serrature che si aprono solamente quando arriva l’insulina, facendo così entrare il glucosio e togliendolo dalla circolazione sanguigna.

Tutti i grassi saturi di derivazione animale (carne, uova, pesce, latte e latticini) e tutti i grassi idrogenati, si depositano nelle membrane esterne delle cellule, provocano la deformazione dei recettori. Risultato: le cellule diventano sorde all’insulina. Nonostante il pancreas funzioni correttamente e vi sia insulina in circolazione, le cellule non sono in grado di usare al meglio l’ormone, e quindi si ha iperglicemia (diabete).

 

Caseina e acidità

 

La capacità delle proteine del latte vaccino di causare l’insorgenza del diabete di tipo1 è ben documentata. La spiegazione è abbastanza semplice e logica: se frammenti proteici di caseina finiscono nel sangue, il sistema immunitario interviene subito. Infatti nel «liquido peculiare» – come lo definiva il grande Goethe – non possono esserci sostanze estranee a quelle predisposte dalla Natura.

Siccome la proteina del latte (caseina per l’80-85% circa) è quasi identica alle proteine del pancreas (cellule Beta), il sistema immunitario, in una situazione di tossiemia generalizzata, potrebbe finire per attaccare le cellule del pancreas che producono insulina. Risultato: diabete infantile di Tipo 1.

 

Sangue e acidità

 

Il sangue, definito dal grandissimo illuminato Johann Wolfgang von Goethe un “liquido molto peculiare”, è fondamentale per l’intero organismo e la sua vita. Bagna e permea tutte le cellule del corpo, trasporta il “calore” e i nutrienti fondamentali, come l’ossigeno, e dall’altra porta via gli scarti tossici del catabolismo.

Un sangue ottimale, liquido, con un pH tra i 7,35 – 7,45, permette la vita e quindi la salute; viceversa un sangue denso, colloso, pregno di sostanze tossiche tra cui i grassi saturi animali predispone a tutte le malattie, compreso il diabete. In quest’ultima patologica condizione, nonostante la funzionalità normale del pancreas, l’insulina non potrà mai svolgere il suo compito (far entrare il glucosio nelle cellule), proprio per l’impossibilità di arrivare correttamente nei recettori posti nelle membrane cellulari.

Acidità e diabete

 

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Esiste una sola malattia e si chiama ACIDOSI.

Il nostro organismo e’ la macchina piu perfetta e meravigliosa che possa esistere. Per questo ha la bellissima capacitа di autoguarigione e disintossicazione che la societа “evoluta” di oggi tampona continuamente con i farmaci.

 

L’ alimentazione moderna è composta da alimenti acidificanti.

 

Tra le cause maggiori di iperacidità o acidosi metabolica, la più comune e largamente diffusa nel mondo occidentale, è l’abuso di alimenti acidificanti che per mancata informazione, molte persone sono ignare. La moderna alimentazione si basa sui cibi industriali i quali sono i maggiori responsabili della rottura dell’equilibrio acido-base nel nostro organismo e dell’inevitabile accumulo di sostanze acide sempre superiore alla capacità di neutralizzazione da parte di un giovane e sano processo metabolico.

 

Il PH

 

Il PH è una unità di misura che indica il grado di acidità o di alcalinità di una soluzione.
I valori del PH si esprimono così:
Il PH da 0 a 6 indica una soluzione acida
Il PH uguale a 7 indica una soluzione neutra
Il PH da 8 a 14 indica una soluzione alcalina

Esiste una sola malattia e si chiama ACIDOSI.

Se i valori risultano ripetutamente acidi e si discostano notevolmente dalla curva ideale è necessario in primo luogo modificare il proprio stile di vita, integrando la dieta con alimenti alcalinizzanti .

 

Alcalosi e acidosi

 

L’acidità corporea varia nel corso della giornata! E’ molto alta nella mattina dopo il lungo digiuno notturno. Va quindi scelta un’alimentazione tamponante. Nell’arco del nostro ciclo veglia-sonno il nostro metabolismo opera in un alternanza armoniosa tra i due disequilibri del PH, definiti: alcalosi e acidosi.

• Durante il giorno il nostro metabolismo, pur funzionando in un ambiente alcalino, produce acidi per svolgere il suo lavoro e successivamente gli organi emuntori (polmoni, reni, fegato, intestino e pelle) provvedono ad eliminare la quantità in eccesso. Se per qualsiasi problema di funzionamento o di mal nutrizione la produzione di acidi è particolarmente eccessiva, gli organi emuntori non riescono ad eliminarli e vengono accumulati nei tessuti e nei liquidi dell’intero organismo.

• Semplicemente durante il giorno il metabolismo lavora in ambiente alcalino producendo acidi, mentre durante la notte avviene il contrario, cioè lavora in ambiente acido producendo sostanze alcaline. Per motivi di salute, di mal funzionamento, di invecchiamento, di errate abitudini e di alimentazione disordinata, questa pulizia notturna può non avvenire. Se questa “non pulizia” si protrae nel tempo, possono svilupparsi situazioni acute o croniche di acidosi: si stabilizza un terreno acido che favorisce tutta una serie di varie patologie tipiche dell’autointossicazione.

Sta qui l’errore che molte persone fanno: non assumere la giusta colazione, cosicché l’acidità corporea notturna si prolunga nella giornata con effetti degenerativi sulle cellule.

 

Che danni comporta l’acidosi al nostro corpo?

 

Il dottor Robert Young, uno dei massimi esperti al mondo sui temi del pH alcalino, afferma che esiste una sola malattia, e si chiama ACIDOSI . I 40.000 mila nomi per le cosiddette malattie sono semplicemente una collezione di sintomi che rappresentano le modalità creative e intelligenti dell’organismo per tenere l’acido concentrato in alcune aree del corpo meno vitali, lontano dal sangue. Se tutto questo acido raggiungesse direttamente il sangue, potremmo morire in poche ore!

L’acidosi è uno stato pericoloso del nostro organismo: crea stanchezza, stati infiammatori nei tessuti, irritabilità del sistema nervoso, aumento delle tossine e quindi dei radicali liberi e altre patologie che si possono creare in un ambiente troppo acido: artrosi, osteoporosi, cancro ecc.

Gli acidi depositati nel polso creano la sindrome del tunnel carpale, nelle dita dei piedi la gotta, nella pelle dermatiti ed eczemi, nelle grosse articolazioni come ginocchia e spalle e nelle dita delle mani l’artrite reumatoide, nei tessuti la fibromialgia e altre malattie degenerative. Se questi depositi diventano saturi, al corpo non resta altro che depositare gli acidi in eccesso nel sangue, che a sua volta li trasferisce negli organi vitali con la circolazione, a questo stadio il corpo manifesterà malattie gravi quali diabete, malattie cardiovascolari, sclerosi multipla, morbo di Parkinson, tumori.

Il livello di acidità del nostro organismo va perciò tenuto sotto controllo. Tutte le malattie e i malesseri psico-fisici sono una manifestazione estrema di un terreno biologico decisamente acido. Tutti i problemi di salute sono il risultato di acidità.

 

Alcuni dei principali sintomi che provoca l’acidosi metabolica.

 

• Malesseri di varia natura come: cattiva digestione, torpore, stanchezza, mal di testa, nausea, vomito, disfunzioni intestinali, alito cattivo, lingua patinosa, orine e feci maleodoranti, ecc…
• Ritenzione idrica che viene provocata dal nostro organismo per diluire gli acidi nel disperato tentativo di ripristinare il PH del sangue e dei tessuti.
• Decalcificazione ossea che deriva dalla conseguenza che il nostro organismo preleva calcio da denti e ossa per immetterlo nel sangue allo scopo di tamponare l’acidità, nel lungo termine la conseguenza è fragilità ossea e osteoporosi.

 

Alimenti acidogeni e alimenti alcologeni 

 

Una dieta perfetta ed ottimale per la salute e per il metabolismo dovrebbe essere formata da 1⁄4 di alimenti acidificanti e 3⁄4 da alimenti alcalinizzanti.Esiste una sola malattia e si chiama ACIDOSI.

Da ricordare:

Le Proteine animali favoriscono la produzione di acidi forti e difficili da neutralizzazione ed altre sostanze tossiche. Queste proteine sono da evitare oppure è consigliato ridurre drasticamente il suo consumo. Fanno eccezione solo il latte e lo yogurt che al contrario hanno un effetto tendenzialmente neutro.

Le Proteine vegetali sono le leguminose e le noci o semi oleosi, favoriscono la produzione di acidi volatili di facile neutralizzazione, e sono tendenzialmente neutre. Queste proteine sono una buona alternativa alle proteine animali.

I Carboidrati raffinati, formati da Amidi raffinati e/o da Zuccheri raffinati favoriscono la produzione di acidi forti e difficili da neutralizzazione. Gli alimenti raffinati sono da evitare.

I Carboidrati non raffinati, formati da Amidi non raffinati e/o da Zuccheri non raffinati se ben masticati e quindi arricchiti di ptialina, (l’enzima salivare alcalino) hanno un effetto alcalinizzante, diversamente hanno un effetto tendenzialmente neutro. Questi sono i carboidrati da prediligere.

I Grassi animali e vegetali favoriscono la produzione di acidi forti e difficili da neutralizzazione. Fanno eccezione degli olii vegetali extra vergini di prima spremitura a freddo e l’olio animale “GHI”che hanno un effetto tendenzialmente neutro e quest’ultimi olii sono gli unici tipi di grassi da usare.

La Frutta, tutta, compresa anche quella acida, ha un effetto alcalinizzante. Però Attenzione, se associata con altri alimenti allora ha un effetto acidificante. Per cui è un alimento da consumare in abbondanza ma da solo e lontano dai pasti.

La Verdura ha un effetto alcalinizzante. Fanno eccezione le cipolle, i porri, gli scalogni, i peperoni e le animine dell’aglio, i quali invece hanno un effetto tendenzialmente neutro.

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