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Scopri quali sono i migliori afrodisiaci naturali


Gli afrodisiaci  naturali.

Per piante afrodisiache s’intendono quelle erbe ad azione stimolante, capaci di agire sulla funzionalità del sistema endocrino, esaltare la libido e migliorare le prestazioni sessuali. Gli afrodisiaci naturali da un lato tonificano l’organismo contrastando gli stati di affaticamento psicofisico, dall’altro agiscono sul sistema circolatorio, favorendo così l’irrorazione sanguigna degli organi genitali. La parola “afrodisiaco” deriva dal nome della dea greca Afrodite, dea dell’amore.

 

Le piante afrodisiache, come agiscono:

 

Nel 1990 in Francia venne condotta un’indagine: uomini e donne si trovarono a rispondere a una semplice domanda, ovvero cosa fosse un afrodisiaco. La maggior parte degli uomini rispose che era una sostanza in grado di aumentare la durata del rapporto sessuale, mentre per la maggior parte delle donne l’afrodisiaco serviva per aumentare il desiderio. Questo ci fa capire che uomini e donne vivono la sessualità in modo diverso.

Quando cause organiche, come le disfunzioni sessuali, e psicologiche, derivate da disagi psicoemotivi, compromettono il benessere e l’intesa con il partner, ansia e frustrazione prendono il sopravvento dando origine a veri e propri disturbi sessuali.Tra le piante in grado di stimolare l’eros e migliorare le prestazioni amorose, ci sono principalmente gli adattogeni, capaci di incrementare la resistenza fisica, rafforzare il sistema immunitario, endocrino e nervoso, apportando benefici effetti sull’umore.

Ci sono poi le piante afrodisiache che agiscono direttamente sul sistema ormonale, regolando la secrezione delle ghiandole (surrenali, ipofisi e pancreas). La loro attività terapeutica si esplica su più fronti: aumentano la fertilità, curano la secchezza vaginale, incrementano l’energia e la libido e combattono la depressione. Alcune delle principali piante che fanno bene per le donne e gli uomini:

 

Il ginseng:

 

è una radice, proveniente dalla Cina e dalla Korea, impiegata negli stati di affaticamento, per migliorare la resistenza fisica e mentale. Sembra che i ginsenosidi, principi attivi della pianta, abbiano attività estrogeno-simile, che stimola un maggiore afflusso di sangue al corpo cavernoso, permettendo un’erezione più vigorosa.

Gli studi scientifici che ne sono seguiti e che sono tuttora in corso hanno cercato di evidenziare i meccanismi d’azione e i principi attivi presenti in questa pianta, nel trattamento dell’impotenza e delle disfunzioni erettili nell’uomo, e per risvegliare il desiderio sessuale nella donna.

 

La maca delle Ande

 

la medicina tradizionale andina consiglia questo tubero in caso di fatica, stress, convalescenza, calo del desiderio sessuale e sterilità. Durante la colonizzazione spagnola la radice di maca fu utilizzata con successo per migliorare la fertilità dei cavalli. Studi scientifici hanno dimostrato che i tuberi sono capaci di regolare il sistema ormonale sia maschile, che femminile, di agire sulla produzione e la qualità del seme, di ridurre la secchezza vaginale e migliorare l’eccitazione, dando così un impulso alla libido e al rapporto sessuale.

Si è dimostrata un valido aiuto anche nei confronti di problemi alle vie respiratorie, artrosi reumatica, e nel aumentare la resistenza muscolare e nel combattere l’invecchiamento: tutto questo è possibile grazie al suo contenuto di amminoacidi liberi essenziali, minerali, fibre e vitamine.

 

Il Ganoderma Lucidum:

 

ha moltissime proprietà e molte di queste possono riguardare la sfera sessuale e quindi anche le problematiche legate all’impotenza maschile. Il Ganoderma ha azione tonica e rivitalizzante su tutti gli organi e tessuti del corpo umano. Ha azione benefica sulla circolazione sanguigna e quindi anche a livello dei corpi cavernosi del pene. Promuove l’eliminazione di tossine derivanti dall’uso di farmaci, di droghe o di alcool, agisce stimolando il sistema nervoso, è importante nei casi di stress e di depressione. Abbassa i livelli di glucosio nel sangue tamponando il diabete. Stimola il metabolismo corporeo con riduzione delle condizioni di sovrappeso e, soprattutto, stimola le formazioni ghiandolari preposte alla secrezione di testosterone che è l’ormone principale responsabile dell’insorgenza della libido nell’uomo. Sono tutte azioni importantissime per far venire meno tutte quelle condizioni che sono alla base dell’impotenza sessuale maschile.

Queste sono le azioni principali del Ganoderma per quanto riguarda la sfera sessuale maschile, anche se ce ne sono tante altre. Ecco perché il Ganoderma dovrebbe essere considerato la scelta primaria per tutti quegli uomini che non si sentono più sicuri di avere dei rapporti ideali con la propria partner ed ecco perché è stato da millenni considerato dai cinesi l’afrodisiaco degli imperatori.

Il Ganoderma Lucidum nella donna stimola l’ovaio a produrre estrogeni. Contiene la LH un ormone simile all’ipofisi, che stimola con la stessa efficacia l’ovaio a produrre gli estrogeni ed anche progesterone. Nell’uomo stimola il testicolo a produrre testosterone e virilità. La stessa sostanza presente stimola nella donna l’ovaio a produrre gli ormoni femminili e nell’uomo stimola il testicolo a produrre il testosterone. E’ fantastico, così lo stesso fungo può aiutare donne e uomini!

Suggerimento. Non dimentichiamo che l’attenzione per il partner è il miglior afrodisiaco e come diceva Isabel Allende: “Per le donne, il migliore afrodisiaco sono le parole. Il punto G sta nell’udito, chi cerca più in basso sta perdendo il suo tempo”.

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Scopri perchè dormire bene fa bene.

Perché serve dormire bene.

 

L’uomo trascorre mediamente un terzo della sua vita dormendo. Dormire bene è importantissimo. Con il sonno  riusciamo a rinnovare la nostra energia e la nostra vitalità, è col sonno che si ripristina la lucidità mentale e le capacità di apprendimento. Pertanto dormire poco e male comporta tanti inconvenienti sia fisici (stanchezza, occhiaie e borse sotto gli occhi, pelle poco luminosa ecc.) che psichici (nervosismo, irritabilità, stress, ansia ecc.).

Si calcola che attualmente circa un quarto della popolazione sopra i 40 anni soffre di insonnia. Se si tiene conto di questa elevata incidenza e del fatto che l’insonnia cronica non è solo un disturbo del sonno ma dell’intera personalità, si può comprendere l’importanza dello studio del sonno, non solo sul piano teorico, ma anche su quello clinico (G. Coccagna., 2000).

A volte i disturbi del sonno sono temporanei e si risolvono senza particolari interventi, altre volte durano a lungo e necessitano di una cura. Il poco o cattivo sonno, per esempio, può essere causa di problemi mentali come la perdita di memoria o la depressione, ma anche di diabete e le malattie cardiache o cardiovascolari – ictus compreso.

Suggerimento. Secondo gli esperti il numero di ore di sonno da cui non si dovrebbe prescindere sono 7 , indicato come un punto di rottura, al di sotto del quale iniziano i problemi di salute. Un altro fattori di rischio è la mancanza di esercizio fisico costante. Dormire bene e per un determinato numero di ore è assolutamente necessario sia per la salute fisica che per quella psichica.

 

Ecco gli effetti indesiderati del poco sonno:

 

Cervello: Calano rapidamente la memoria, la capacità di giudizio, l’apprendimento, la capacità di fare associazioni, la creatività, l’attenzione. Aumento di rischio depressione.

Timo: Si riduce l’attività del sistema immunitario e aumenta il rischio di contrarre infezioni. Anche la risposta alle vaccinazioni è compromessa.

Cuore: Aumenta il rischio di malattie cardiache e aritmie. Al di sotto delle 6 ore di sonno si aumenta il rischio di ipertensione.

Stomaco: Dormire poco fa produrre più grelina, l’ormone della fame, dalle cellule dello stomaco.

Pancreas: Aumenta la produzione di insulina, e contemporaneamente le cellule diventano meno sensibili all’insulino resistenza, con il rischio che possa insorgere il diabete di tipo 2.

Grasso: Aumentano lo spessore dello strato di grasso e il rischio di obesità. Gli studi dimostrano che chi dorme di più ha mediamente un indice di massa corporea inferiore.

Articolazioni: Aumento delle infiammazioni locali che può causare il rischio di artriti reumatoidi e arteriosclerosi.

 

Buone abitudini che aiutano a dormire

 

  • Svolgere quotidianamente una regolare attività fisica, evitando comunque sforzi psico-fisici intensi nelle ore antecedenti il riposo;
  • Rendere confortevole l’ambiente in cui si riposa, isolandolo per quanto possibile da rumori esterni;
  • Per i patiti della tecnologia è anche bene evitare di usare computer, tablet, smartphone e compagnia bella prima di andare a dormire;
  • Allo stesso modo evitare di vedere in TV spettacoli eccitanti o spaventevoli;
  • Areare adeguatamente la stanza in cui si riposa e curare anche temperatura e umidità;
  • Non tenere luci accese, anche se soffuse, quando si dorme;
  • Alzarsi abbastanza presto ed andare a dormire entro la mezzanotte;
  • La cena dovrebbe essere un pasto leggero; più in generale, evitare le abbuffate o il consumo di alimenti difficili da digerire nelle 3-4 ore che precedono il sonno;
  • Limitare il più possibile il consumo di alimenti nervini (caffè, anoressanti, tè forte) ed alcolici.

 

I rimedi naturali per il sonno:

 

A volte l’adozione di buone abitudini non è sufficiente ad evitarci interminabili e deleterie veglie notturne. Allora nei periodi di maggior stress psico-fisico e in generale alcuni rimedi naturali possono rivelarsi davvero efficaci per ritrovare benessere e riposo:

  • La camomilla è probabilmente il rimedio naturale più conosciuto ed utilizzato per favorire il sonno e il rilassamento. Un infuso di camomilla bevuto prima di andare a dormire rilassa il corpo e la mente e aiuta a riposare meglio.

  • La valeriana è ritenuta come un vero e proprio tranquillante naturale. E’ stata utilizzata come sonnifero tradizionalmente per più di 1000 anni, in assenza dei rimedi che la chimica odierna ci offre, spesso non privi di effetti collaterali. La radice di valeriana è particolarmente ricca di oli essenziali e acido valerianico, sostanze in grado di aumentare la produzione di acido gamma-amino butirrico nel cervello, vale a dire l’aminoacido naturale più potente per la sua azione sedativa.

  • Di origine (e uso) ancora più antico per conciliare il sonno è il fiore del papavero i cui petali sono ricchi di alcaloidi e sostanze emollienti capaci di generare un effetto sedativo graduale e di lunga durata.

  • Altra pianta officinale dalle note proprietà sonnifere è il biancospino che assunto in tisana o infuso aiuta ad abbassare la pressione arteriosa e con essa l’eccitabilità cardiaca. L’assunzione del biancospino, però, deve essere attentamente ponderata con l’aiuto del proprio medico curante.

  • Al pari del biancospino, la melissa è un’erba officinale altrettanto nota per essere un ansiolitico e sedativo naturale di grande efficacia.

  • Il Ganoderma Lucidum tra le tante sue funzioni ha anche quella di combattere la tensione nervosa, lo stress, la depressione e tutte le problematiche derivate da un’alterazione del funzionamento del sistema nervoso, questo avviene grazie alla presenza di adenosina la quale ha l’effetto di sedare naturalmente il sistema nervoso centrale e quindi consentire gradualmente la ripresa delle condizioni ottimali che consentono di avere un sonno lungo e tranquillo.

 

 

Integratori per alleviare lo stress e migliorare il sonno e l’attività fisica e mentale:

 

Evitare lo stress che influisce direttamente sulle nostre funzioni corporee, quando sentiamo una rapida perdita di energia, ci sentiamo stanchi, esausti e non riusciamo più a concentrarci così bene possono aiutare anche integratori, tra questi il Mind Master. Grazie all’innovativa combinazione di principi attivi, Mind Master aiuta raggiungere due importanti obiettivi: abbassare lo stress e migliorare le prestazioni aumentando l’ energia fisica e mentale.

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Come prevenire la stitichezza.

La stitichezza può essere dovuta a cause fisiologiche, ormonali o emotive. La manifestazione della stitichezza sarebbe da interpretare come un sintomo e non come una malattia; ciò nonostante, non è raro che venga utilizzata come sinonimo di “sindrome del colon irritabile”.

 

Che cos’è la stipsi (stitichezza)?

 

Il termine “stipsi” deriva dal greco styphein (stretto) ed indica una difficoltà nell’espletamento della funzione intestinale che può impattare notevolmente sulla qualità di vita. È una problematica molto frequente che interessa circa il 15% della popolazione. Interessa maggiormente i soggetti di sesso femminile ed aumenta con l’avanzare dell’età. È più frequente in chi è depresso o sottoposto a stress psicologici. La normale frequenza di defecazione varia da persona a persona, ed indicativamente dovrebbe essere da tre evacuazioni al giorno a tre alla settimana.

 

Quali sono le cause della stitichezza?

 

La stipsi transitoria è frequente durante la gravidanza, nei cambi di luogo ed abitudini alimentari (es. viaggi), in persone sedentarie che non si idratano in maniera sufficiente, nel periodo che segue interventi chirurgici e dopo l’utilizzo di antibiotici. Anche alcuni farmaci (es. anestetici, analgesici, antiacidi, anticolinergici, antidepressivi) possono rallentare il transito delle feci lungo l’intestino.

La stipsi può ridurre notevolmente la qualità di vita delle persone. Le feci dure ed i continui sforzi inoltre possono provocare, non solo un rialzo della pressione sanguigna (con possibili emorragie congiuntivali), ma anche irritazioni e prolasso delle emorroidi. Generalmente la stipsi è una condizione benigna, ma se compare improvvisamente in persone adulte con una familiarità di tumori intestinali, se c’è sangue nelle feci, se si dimagrisce, se si diventa anemici, bisogna rivolgersi al medico curante per eseguire gli esami del sangue e strumentali. I motivi della stitichezza possono essere numerosi:

  • Vita troppo sedentaria o ritmi frenetici
  • Errate abitudini alimentari
  • Dieta povera di fibre
  • Dieta povera di scorie
  • Diabete
  • Ipotiroidismo

 

I livelli emotivi e psicosomatici della stitichezza.

 

A livello emotivo la stitichezza è ricollegabile a una tensione che spinge a trattenere sempre e comunque emozioni. Alcuni psicoterapeuti rimandano sia questo disturbo che il suo opposto, la diarrea, al rapporto con la madre. A livello psicosomatico la stipsi è collegata al fatto di trattenersi. Si trattiene per paura di disturbare, per paura di non piacere a qualcuno (mi criticherà, mi rimproverà, ecc.). I soggetti che soffrono di stitichezza sono chiusi, controllati, molto formali, avari e gelosi di ciò che posseggono. Offrono sempre un’immagine “pulita” caratterizzata da grandi ideali e particolare rettitudine.

E’ sempre legata al concetto di dare-avere. I disturbi intestinali in genere sono connessi alle aspettative che riteniamo gli altri abbiano su di noi. La stitichezza richiede uno sforzo. In altre parole: si trattiene. Questo può accompagnarsi a cocciutaggine, tendenza al controllo, avarizia, non solo in senso economico ma anche globale (in quel caso si lesina sull’affetto e si crea un circolo vizioso che chiude il cuore).

 

Come prevenire:

 

In molti casi sono sufficienti cambiamenti nell’alimentazione, idratazione e nello stile di vita per alleviare i sintomi e gestire la stipsi.

  • Dieta con adeguato apporto di fibre (frutta, verdure, cereali integrali) e povera di grassi e di zuccheri.
  • l’assunzione di alimenti ricchi di prebiotici naturali
  • Adeguata idratazione
  • Esercizio fisico (come camminare, andare in bicicletta o nuotare)
  • Dedicare il giusto tempo per le proprie funzioni fisiologiche

Per abitundini alimentari, molte persone non assumono abbastanza fibre. Piu del 75% delle persone sotto i 24 anni non assumono un apporto sufficiente. Piu del 66% dai 35-75 anni ha una carenza dell’apporto di fibre dovuto alle abitudine alimentari.

 

Dieta con adeguato apporto di fibre.

 

Le fibre rientrano tra gli alimenti piu indigesti: sono carboidrati che cotengono una base vegetale: nei cereali, frutta e in piccola quantita nel latte. Le fibre costituiscono una parte importante della dieta dell’uomo. La fibra racchiude una serie di molecole vegetali che l’organismo umano NON è in grado di digerire. La fibra alimentare, pur non costituendo un vero e proprio nutriente, risulta estremamente importante in quanto:

assorbe acqua e gelifica le feci
alimenta la flora batterica BUONA del colon
una volta fermentata produce gas che distendono le pareti dell’intestino, le quali si contraggono e fanno avanzare le feci.

 

Questo insieme di reazioni determina:

 

– la modulazione dell’assorbimento
– una spiccata funzione prebiotica
– un miglioramento del transito fecale
– una ottimizzazione della frequenza/efficacia delle evacuazioni

La fibra può essere suddivisa in solubile e non solubile, o in viscosa e non viscosa; d’altro canto, gli alimenti consuetudinari non contengono UN solo tipo di fibra e ciò significa che nella dieta viene sempre apportata in maniera promiscua. Negli integratori contro la stitichezza, in genere, vengono preferite fonti particolarmente ricche di fibre solubili.

 

Importanza dei prebiotici.

 

Anche l’assunzione di alimenti ricchi di prebiotici naturali, quali cipolle, asparagi, carciofi, frumento, soia, porri, banane, aglio, cicoria e indivia belga, aiuta contro la stitichezza, contribuendo a riequilibrare la flora intestinale.

 

Adeguata idratazione.

 

E’ necessario poi che nell’organismo ci sia un buon livello di idratazione bevendo regolarmente e introducendo nei pasti verdure ricche di acqua, di vegetazione (vari tipi di insalate a foglia verde, indivia, cetrioli, finocchi). I frutti da preferire sono quelli ad azione lassativa come kiwi, mela con la buccia, pera matura e prugne secche.

 

L’attività fisica.

 

L’attività fisica per chi soffre di stitichezza è fondamentale. Mettersi in moto significa anche rimettere in moto le funzionalità intestinali. Sono sufficienti 20 minuti di camminata. La respirazione guidata è già un perfetto massaggio viscerale. Come tecnica di autoterapia, potete praticare l’automassaggio addominale. Prendete anche confidenza con il movimento del pavimento pelvico attraverso esercizi di consapevolezza corporea.

 

Le piante contro la stitichezza.

 

Le piante contro la stitichezza possono agire stimolando la peristalsi, cioè la contrazione muscolare che compie l’intestino per eliminare le feci (lassativi antrachinonici); oppure idratando la massa fecale, lubrificando le pareti per favorire l’evacuazione (lassativi meccanici). Tra loro :

Liquirizia: (Glycyrrhiza glabra) la sua radice è blandamente lassativa, grazie alla presenza di uno zucchero naturale (mannitolo), che attira acqua nel colon, facilitandone lo svuotamento.

Aloe Vera : (Aloe Barbadensis) ripristina la funzionalità dell’intestino pigro, svolgendo un’azione riequilibrante del pH e della flora batterica, utile nei casi di stitichezza e diarrea. Per uso interno, ai mucopolisaccaridi è riconducibile l’azione protettiva delle mucose, perché, aderendo alle pareti del tratto digerente, queste sostanze formano una sorta di film protettivo in grado di difendere i tessuti interni dello stomaco dai succhi gastrici o dagli agenti irritanti, che andrebbero ad alterare il corretto funzionamento del sistema digerente. Per questa ragione il succo di aloe è indicato in caso di gastrite, colite, intestino irritabile, ulcera, e per qualsiasi infiammazione delle mucose.

Malva: (Malva sylvestris), le foglie e i fiori sono usati per idratare e sfiammare l’intestino, e per regolarne le funzioni. Il trattamento della stitichezza con la malva risulta non irritante e non violento, per cui è indicato in gravidanza, per curare la stitichezza nei bambini e negli anziani.

Psillio (Plantago Psyllium) e Lino (Linum usitatissimum), anche i loro semi a contatto con l’acqua, si aprono, aumentano di volume, e dando luogo alla formazione di un gel, che facilita l’evacuazione. L’ulteriore effetto lubrificante li rende adatti in caso di emorroidi, ragadi anali, colite.

 

Funghi medicinali  contro la stitichezza.

 

Funghi medicinali utili contro la stitichezza hanno un effetto salutare sull’intestino, sono lassativi naturali e svolgono un’azione principalmente sul sistema nervoso, rilassando la muscolatura contratta del colon. Tra i rimedi naturali quello che si è rivelato più efficace è, senza dubbio, il Ganoderma Lucidum per tantissimi motivi. Innanzitutto aiuta a combattere lo stress, causa primaria della stitichezza perché può inibire la peristalsi intestinale, cioè i movimenti delle pareti intestinali necessari per la progressione delle feci, e compromettere l’integrità della flora intestinale.

Il Ganoderma Lucidum o Reishi è anche un alimento ricco di fibre, come il beta-glucano e le sostanze chitiniche, che hanno una funzione importantissima nel favorire l’evacuazione, infatti queste fibre arrivano integre all’intestino e determinano un aumento del volume delle feci e una loro maggiore morbidezza, questa funzione è svolta anche dalle spore del fungo che, essendo rivestite da una doppia membrana, anche esse non vengono assorbite a livello intestinale e fungono da fibre; inoltre, queste fibre, stimolano la peristalsi e quindi, anche in questo modo, favoriscono l’evacuazione.

Il Ganoderma Lucidum ha anche proprietà antibatteriche per cui ha anche un ruolo importantissimo nel combattere i batteri che possono essere dannosi per l’intestino e nel favorire lo sviluppo della flora batterica, in questo modo rappresenta un rimedio efficace non solo in caso di stitichezza, ma anche in caso di diarrea o di colite. Infine possiamo dire che il Ganoderma Lucidum, avendo proprietà purificanti, elimina le tossine dal nostro corpo svolgendo una funzione disintossicante e riequilibrante del nostro organismo anche e soprattutto a livello intestinale.

 

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l migliori rimedi naturali per la cistite.

Cos’è la cistite?

 

La cistite è un’infiammazione della vescica urinaria, organo cavo dove viene raccolta l’urina proveniente dai reni; in alcuni casi si può avere anche un’infiammazione dell’uretra, cioè il canale che si diparte dalla vescica e che trasporta l’urina al pene o alla vagina. Le cause più frequenti sono da ascriversi a un’infezione batterica da Escherichia coli, più raramente ad altri batteri o virus o ad agenti chimici tossici.

Colpisce con maggiore frequenza le donne; si calcola che circa 1 donna su 4 soffre di cistite almeno una volta l’anno. In particolare, l’incidenza aumenta con l’età: è molto bassa fino ai 20 anni e aumenta progressivamente fino a dopo la menopausa. La probabilità di cistiti ricorrenti cresce con l’aumentare del numero dei casi precedenti, mentre diminuisce tanto più lungo è stato l’intervallo tra una cistite e l’altra.

 

Prestare particolare attenzione all’alimentazione!

 

I sintomi sono dati da bruciori più o meno intensi al basso ventre e stimoli frequenti con urgente bisogno di urinare. E’ opportuno prestare particolare attenzione all’alimentazione; le persone che soffrono di cistiti ricorrenti dovrebbero bere almeno 2 litri di acqua al giorno per evitare urine troppo concentrate e favorire la continua eliminazione dei batteri presenti nelle vie urinarie. Tra i cibi da favorire ci sono quelli ad elevato residuo acido che abbassano il pH urinario e creano un ambiente sfavorevole alla proliferazione batterica.

 

Sesso e cistite.

 

Sesso e cistite sono senza dubbio strettamente legati fra loro per almeno due ragioni.
 La prima è che il dolore e il bruciore che la donna può avvertire durante il rapporto, quando è in corso un episodio infiammatorio, determinano stress e disagio, andando a volte a deteriorare la qualità della vita di coppia. La seconda è che l’attività sessuale stessa può rappresentare un fattore predisponente: lo “sfregamento” può infatti agevolare la migrazione dei batteri dalla zona perianale all’uretra, ma anche sollecitare e infiammare la vescica. I sintomi si manifestano solitamente qualche ora dopo il rapporto, e si parla per questo di cistite post-coitale.

Come curare la Cistite?

 

I rimedi che la medicina classica occidentale ritiene più efficaci in caso di cistite riguardano fondamentalmente la somministrazione di antibiotici, ma sappiamo benissimo dei gravi effetti collaterali che questi possono provocare e bisogna inoltre considerare il fatto che i batteri trattati con antibiotici diventano sempre più resistenti e quindi più virulenti. La medicina attuale si sta orientando verso la ricerca di rimedi naturali nei confronti dei batteri che sono più efficaci nella cura e nella prevenzione della cistite.

 

Curare la Cistite in modo naturale: con il Ganoderma Lucidum.

 

Il Ganoderma Lucidum è un antibiotico naturale contro la cistite ed ha anche una funzione preventiva contro il rischio di ricadute, questo perché si è visto che componenti importanti di questo fungo come la ganomicina, i triterpeni, i chinoni e i polisaccaridi hanno una notevole attività antibatterica.

Possiamo dire ormai senza ombra di dubbio, considerate le numerose ricerche, che il Ganoderma ha una doppia azione antibatterica; una prima azione è quella di antibiotico antibatterico naturale con relativa eliminazione diretta dei batteri; la seconda azione consiste nel fatto che il Ganoderma ha una forte capacità di aumentare il numero e la potenza delle cellule immunitarie la cui azione è diretta nella distruzione dei batteri.

Quindi, in conclusione, da quanto abbiamo detto, risulta chiaro che il Ganoderma Lucidum dovrebbe rappresentare la terapia più utile in casi di cistite perché, a differenza degli antibiotici di sintesi, non determina aumento della resistenza dei batteri e quindi non perde efficacia nel tempo e, cosa importantissima, per il fatto che, essendo completamente naturale, non dà nessun tipo di effetti collaterali.

 

Curare la Cistite in modo naturale: con l’Ortica.

 

Tra le varie erbe disponibili in natura, e da assumere sempre dopo aver vagliato il parere del proprio medico curante, l’ortica è certamente la pianta dai migliori effetti sul sistema urinario.L’ortica è considerata tra le piante officinali in grado di donare un sollievo immediato in caso di cistite lieve. Può essere inoltre utilizzata come rimedio preventivo nelle persone che soffrono di cistiti ricorrenti.

L’ortica, grazie al suo alto contenuto di fitosteroli, scopoletina, tannini, sali minerali e altre preziose sostanze, ha un impatto sia lenente che disinfettante contro la cistite. Innanzitutto rende l’urina meno acida, garantendo una minzione a prova di dolore. Poi disinfetta tutto l’apparato urinario, dai reni fino alla parte terminale dell’uretra, contribuendo all’eliminazione di eventuali e indesiderati batteri. L’ortica ha proprieta’ diuretiche e può essere impiegata per la preparazione di tisane, utilizzandone le foglie essiccate.

 

Curare la Cistite in modo naturale: con l’Aloe Vera.

 

Molto tempo prima dello sviluppo sintetico degli antibiotici era già noto l’effetto antibatterico dell’Aloe Vera che faceva di lei la pianta medicinale per eccellenza contro tutti i tipi di infiammazione. L’Aloe Vera è un potente antinfiammatorio e antibiotico naturale, quindi rappresenta un valido aiuto per problemi di cistite. Ma non solo.. la pianta  possiede anche proprietà antimicotiche, e per questo può aiutare a prevenire i funghi e la candida.

  •  Assumere regolarmente Aloe Vera Gel,
  •  La prevenzione si effettua detergendo le zone intime con prodotti non aggressivi ad azione batteriostatica, come il detergente intimo a base di Aloe Vera;
  •  Se il fastidio fosse insopportabile, porre Aloe Vera Concentrata, in quantità simile ad una supposta, in un piccolo foglio di carta stagnola ed inserirla all’interno del congelatore fino all’indurimento. Inserirla all’interno della vagina per calmare il senso di bruciore e infiammazione.

La malattia si dovrebbe risolvere entro due settimane.

 

Curare la Cistite in modo naturale: con Succo di mirtilli rossi.

 

Il succo di mirtilli rossi, dalle proprietà antinfiammatorie, è utile sia per prevenire una cistite ricorrente, sia per contrastare i primi sintomi. Il succo di mirtillo in particolare, ricco di polifenoli, antocianidine e proantocianidine, svolge un’azione inibitrice della fissazione dei batteri sulla parete vescicale che, insieme all’acidificazione dell’urina, lo rendono estremamente indicato per evitare le infezioni urinarie recidivanti.

Ne andrebbero consumati due bicchieri al giorno. Il succo di mirtilli rossi è considerato efficace nel combattere le infezioni alle vie urinarie. E’ inoltre possibile reperire in erboristeria prodotti fitoterapici a base di estratti di mirtillo rosso, adatti nei casi di cistite più acuti.

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La prostata. Il secondo cuore di un uomo.

Il maschio, per sua natura, non è molto propenso ad assumersi le proprie debolezze. Tuttavia, la salute dell’uomo e messa a rischio con questo atteggiamento, che impedisce la diagnosi precoce di alcune malattie.

In un sondaggio del Centro di Riferimento della Salute Umana San Paolo, i risultati hanno mostrato che il 60% di loro sono alla ricerca di un medico quando la malattia è in uno stadio avanzato e richiede un trattamento intensivo o un intervento chirurgico.

Tra gli uomini, le malattie più comuni sono legate al cuore, le articolazioni, il respiro e il cancro. Esami generali sono di solito efficaci per diagnosticare varie patologie. Spesso non hanno sintomi e alcuni mali diffusi possono essere affrontati solo attraverso la prevenzione.

 

Preservare la salute dell’uomo

 

Ci sono diversi modi per prendersi cura della salute umana, una sana alimentazione, il mantenimento del peso e praticare una regolare attività fisica, questi sono i principali modi per prevenire le malattie. Oltre a queste misure, non consumare alcool, droghe e tabacco, in modo da mantenere l’organismo più puro e pulito.

 

La prostatite non è pericolosa

 

Un maschio su due ha la prostatite. Tra le procedure più importanti per mantenere l’uomo sano è effettuare un esame di prevenzione della prostata. Valutate insieme al medico le indicazioni delle alterazioni nella regione della prostata in modo da prevenire il cancro in quella regione, uno di quelli più frequente nei maschi. La gente dovrebbe iniziare (seguendo la storicità della malattia in famiglia) la cura già a partire dall’età di 25 anni, a seguito orientamenti medici su come prevenirla.

 

I punti più importanti da ricordare:

 

  • La diagnosi corretta è importante per la gestione di una prostatite.
  • La prostatite acuta può anche essere curata dagli antibiotici in alcuni casi.
  • I pazienti con prostatite NON sono a più alto rischio di sviluppare il cancro alla prostata.
  • Non vi è alcuna ragione per interrompere normali rapporti sessuali se non sono un disagio.
  • Si può guarire dalla prostatite e NON è vero che è necessario conviverci.
  • La prostatite cronica NON si cura con i farmaci.
  • L’alimentazione gioca un ruolo fondamentale per la scomparsa dei sintomi.

I sintomi sono gravi e improvvisi e possono indurre il paziente a cercare assistenza medica di emergenza. I sintomi più comuni includono anche brividi, febbre, bruciore durante la minzione e l’incapacità di svuotare la vescica. In una prostatite batterica cronica, i sintomi sono simili alle infezioni di una prostatite batterica acuta, ma non provoca la febbre.

 

Altri sintomi sono:

 

  • bruciore durante la minzione
  • frequenza urinaria (soprattutto di notte)
  • dolore al perineo
  • dolore ai testicoli
  • dolore alla vescica
  • mal di schiena
  • eiaculazione dolorosa

La scienza medica insegna ai pazienti che devono imparare a convivere con la malattia, facendo perdere loro le speranze quando in realtà di soluzioni alternative e naturali ce ne sono.

 

Il problema più importante per l’uomo

 

Sono tantissimi gli uomini che hanno problemi legati alla perdita del desiderio e della potenza sessuale; questi problemi, considerato lo stereotipo che vede l’uomo come il maschio predominante sempre pronto ad accoppiarsi, possono avere, nei soggetti interessati, ripercussioni di una certa entità soprattutto a livello di equilibrio psichico ed emotivo e di rapporti, non solo fisici, con la propria compagna; viene meno la sicurezza che hanno in se stessi e la loro determinazione nel soddisfare appieno le esigenze della compagna con conseguente senso di frustrazione e di disagio. È importante capire quali sono le cause che determinano una situazione del genere poco piacevole per un uomo. Queste cause possono essere legate a particolari stati di stress emotivo o a disturbi psicologici come la depressione, ad un uso eccessivo di alcool e di droghe, ad alcuni farmaci, al sovrappeso e all’obesità, al diabete e ad altre malattie.

 

Rimedi naturali per combattere l’impotenza

 

Ma niente paura! Abbiamo dei rimedi completamente naturali, senza nessuna controindicazione e senza nessun effetto collaterale, che possono rivelarsi veramente miracolosi nella risoluzione di questo problema veramente molto importante per qualsiasi uomo che ne possa venire colpito. Stiamo parlando di piante di diverso tipo come il ginseng, il peperoncino, la damiana, la rodiola, ecc. ma quello che ha dato i risultati migliori è senza ombra di dubbio il Ganoderma lucidum.

 

Il Ganoderma e i suoi effetti

 

Il Ganoderma lucidum ha moltissime proprietà e molte di queste possono riguardare la sfera sessuale e quindi anche le problematiche legate all’impotenza maschile. Il Ganoderma ha azione tonica e rivitalizzante su tutti gli organi e tessuti del corpo umano, ha azione benefica sulla circolazione sanguigna e quindi anche a livello dei corpi cavernosi del pene, promuove l’eliminazione di tossine derivanti dall’uso di farmaci, di droghe o di alcool, agisce stimolando il sistema nervoso, è importante nei casi di stress e di depressione, abbassa i livelli di glucosio nel sangue tamponando il diabete, stimola il metabolismo corporeo con riduzione delle condizioni di sovrappeso e, soprattutto, stimola le formazioni ghiandolari preposte alla secrezione di testosterone che è l’ormone principale responsabile dell’insorgenza della libido nell’uomo; sono tutte azioni importantissime per far venire meno tutte quelle condizioni che sono alla base dell’impotenza sessuale maschile.

Il Ganoderma è efficace nel trattamento naturale dell’ipertrofia prostatica allo stesso modo dei farmaci sintetici con la positività che, essendo un prodotto completamente naturale, non offre, a differenza dei farmaci, nessuna controindicazione e nessun effetto collaterale, per cui non vediamo perché questo fungo non debba essere preferito ai farmaci. Ecco perché il Ganoderma dovrebbe essere considerato la scelta primaria per tutti quegli uomini che non si sentono più sicuri di avere dei rapporti ideali con la propria partner ed ecco perché è stato da millenni considerato dai cinesi l’afrodisiaco degli imperatori.

La menopausa non è una malattia

La menopausa.

 

Innanzitutto dobbiamo dire che la menopausa non è una malattia, ma un periodo della vita che può essere sgradevole o negativo a causa di cambiamenti che avvengono nel fisico di ogni donna, ma che deve essere vissuto serenamente. Certo i sintomi possono essere fastidiosi e certe volte insopportabili e molte volte le donne ricorrono a determinati farmaci per alleviarli, ma non dimentichiamo che i farmaci hanno sempre degli effetti collaterali che possono provocare altre problematiche anche molto gravi a livello fisico. Esistono dei rimedi completamente naturali che riescono ad alleviare i sintomi della menopausa senza provocare nessun tipo di effetto collaterale .


I sintomi della menopausa.

 

I sintomi comprendono un vasto quadro. I primi sintomi cominciano a presentarsi anche alcuni anni prima, per poi diventare più acuti nel corso del tempo. Naturalmente bisogna ricordare che si tratta di un quadro sintomatologico soggettivo, legato alle reazioni del nostro corpo rispetto ai mutamenti che intervengono nell’organismo. I segnali più precoci sono costituiti dalle vampate di calore, dalle sudorazioni notturne, dalle alterazioni mestruali, dall’insonnia, dall’emicrania, dalle palpitazioni e da un senso di irritabilità e di ansia.

Nel tempo si incorre anche in alcune manifestazioni estetiche, come l’aumento del peso corporeo e il fatto che i capelli e la pelle cominciano a diventare più secchi e a volte anche pruriginosi. Ci sono poi dei sintomi della menopausa che insorgono nella fase intermedia: aumento del ph vaginale, atrofia vulvare e disturbi urinari, primo fra tutti l’incontinenza. Legati al calo degli ormoni risultano anche l’osteoporosi, l’aumento della pressione arteriosa e un maggiore rischio cardiovascolare.

Quindi, come possiamo ben vedere, sono tutti segni che vanno ad interessare sia la sfera fisica che quella psichica e che potrebbero avere una evoluzione anche grave. Come abbiamo detto prima, molte donne per alleviare questi sintomi ricorrono soprattutto a pillole a base di ormoni; l’assunzione di queste pillole comporta il pericolo cinque volte maggiore di ammalarsi di cancro al seno o di incorrere in infarto cardiaco o ictus. A questo punto una semplice riflessione: se ci sono dei prodotti naturali che hanno gli stessi effetti dei farmaci, se non superiori, nel ridurre i disturbi della menopausa senza tuttavia avere quei pericolosi effetti collaterali, perché non utilizzarli?

 

Curarsi naturale e’ meglio.

 

I rimedi naturali per i disturbi della menopausa sono tanti e permettono di trovare sollievo da quei sintomi fastidiosi, come le vampate di calore, l’affaticabilità, il nervosismo, l’emicrania e l’insonnia. In effetti, con il calo degli estrogeni che subentra in un determinato periodo della vita, che corrisponde alla riduzione della fertilità della donna, si incorre in un quadro sintomatologico piuttosto fastidioso.

Proprio per questo è importante riuscire a conoscere tutte le strategie che la natura mette a disposizione a vantaggio del benessere individuale. Fra i rimedi naturali, che possono essere utilizzati per la cura, possiamo ricordare il trifoglio rosso, il ganoderma lucidum , il cistus incanus, il i frutti rossi in generale, ricchi di antiossidanti, e le tisane.

 

I rimedi naturali.

 

I rimedi naturali per la menopausa comprendono un panorama vasto di elementi utilizzabili come terapia. Tra questi prodotti naturali sicuramente quello più efficace e senza effetti collaterali è sicuramente il Ganoderma lucidum. Sappiamo che il Ganoderma è tra i più potenti adattogeni naturali, questo vuol dire che rende l’organismo più resistente alle sollecitazioni sia esterne che interne, nel nostro caso si è visto che regola la temperatura corporea evitando le vampate di calore e la sudorazione notturna tipiche della menopausa.

Il Ganoderma ha azione sul metabolismo corporeo determinando un maggior consumo di grassi e quindi impedendo di fatto un eventuale aumento di peso. Agisce sulla circolazione sanguigna riducendo notevolmente il rischio di malattie cardiovascolari come infarti o ictus. Il Ganoderma ha proprietà analgesiche e sedative e per questo durante la menopausa attenua lo stress, il nervosismo, l’ansia e i disturbi del sonno. Come possiamo ben vedere il Ganoderma può avere un ruolo fondamentale anche nell’alleviare i disturbi legati alla menopausa senza provocare nel fisico alterazioni di nessun tipo e, quindi, assicurando una salute perfetta e senza pericoli di sorta per il futuro.

Un aiuto efficace contro la secchezza della pelle e dei capelli.

 

Contro la secchezza della pelle e dei capelli possiamo utilizzare il gel estratto dall’aloe vera, soprattutto per garantire l’idratazione cutanea. Il gel di aloe sui capelli è molto efficace perchè agisce direttamente sulla cute, oltre che sulla chioma, nutrendo il capello e disinfiammando la cute in caso di irritazioni. Se avete i capelli grassi e con forfora, vi consigliamo di applicare il gel a base di aloe vera sulla cute; in questo modo, ridurrete la desquamazione e il prurito. Inoltre, applicare regolarmente sui capelli il gel d’aloe, vi permetterà di rinforzare la fibra del capello, grazie ai numerosi principi attivi contenuti in questo straordinario gel.

In tutti questi casi, vi sarà utile fare degli impacchi con del gel di aloe vera arricchito di oli essenziali, per un’azione più mirata. Per esempio, l’olio essenziale di lavanda ne potenzierà l’effetto lenitivo e l’olio essenziale di tea tree avrà un’effetto antibatterico e decongestionante.

 

Contro insonnia:

 

Molte donne lamentano anche sbalzi di umore e insonnia. Contro queste situazioni possono essere d’aiuto alcune tisane in particolare. Indicate in questo senso sono la camomilla, il cistus incantus, il ganoderma lucidum, la melissa, la malva, la passiflora e il biancospino. Tutte queste sostanze naturali consentono di sentirsi più rilassati e contrastano i sintomi depressivi.

Alimentazione per gli sportivi: il Ganoderma.

Il ganoderma è una fonte di antiossidanti.

 

Il ganoderma è una pianta, che puoi trovare come integratore alimentare, molto utile per gli atleti e sportivi, perché aiuta a prevenire certe carenze che possono verificarsi facilmente quando si pratica costantemente sport. In primo luogo il ganoderma è una fonte di antiossidanti, sostanze imprescindibili nella dieta di un atleta. Infatti, sottomettere il proprio corpo a importanti sforzi aerobici rende necessaria una quantità maggiore di antiossidanti, che hanno la funzione di combattere la degenerazione delle cellule.

 

 

Garantisce una migliore ossigenazione.

 

Il ganoderma contiene anche germanio organico, una sostanza che aumenta la capacità dei globuli rossi di trasportare ossigeno, garantendo così una migliore ossigenazione, grazie alla quale i muscoli saranno più tonici ed elastici garantendo un maggiore rendimento. L’ossigenazione è molto importate anche a livello cerebrale, per migliorare le funzioni cognitive e prevenire neuropatie o disfunzioni.

Il ganoderma è anche un importante integratore alimentare. Prima di tutto, ha la proprietà di bruciare i grassi, tenere sotto controllo il colesterolo e migliorare il metabolismo. Inoltre, l’assunzione del ganoderma aiuta a proteggere i reni e il fegato, migliorandone il funzionamento. La dieta di un atleta, infatti, è ricca di proteine che servono ad aumentare la massa muscolare, ma che allo stesso tempo affaticano il fegato e i reni.

 

Rafforza il sistema immunitario.

 

Il ganoderma è molto utile anche per rafforzare il sistema immunitario, e quindi per prevenire malattie e influenze che possono debilitare lo stato muscolare e quindi pregiudicare il rendimento dell’atleta. Secondo diverse pubblicazioni il Reishi avrebbe una funzione disintossicante per il fegato ed una funzione di sostegno per il sistema immunitario. Avrebbe quindi la funzione ultima di rinforzare il sistema immunitario cellulare (può aiutare contro le allergie) .

 

Un antinfiammatorio naturale.

 

Un atleta soffre spesso a causa di dolori e infiammazioni articolari o muscolari, dovuti allo sforzo prolungato o allo spostamento o sollevamento di pesi: il ganoderma può alleviare questi stati, perché, da un lato, agisce come un antinfiammatorio naturale, dall’altro ha la proprietà di eliminare l’acido lattico che, accumulandosi dopo un’intensa attività fisica, può causare forti dolori muscolari.

In definitiva, il ganoderma è un fungo che garantisce moltissimi benefici e che, unito a una buona alimentazione per gli sportivi e a un efficace programma di allenamento, può aiutare un atleta a migliorare il rendimento, la resistenza e il tono muscolare, può garantirgli una migliore forma fisica e mentale e può aiutarlo a combattere i disturbi derivanti da una vita sportiva.

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