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Come rafforzare il sistema immunitario in modo naturale.

L’arrivo dell’autunno mette a dura prova il nostro sistema immunitario, tra variazioni climatiche, di temperatura, umidità e pressione, sono in molti a lamentare disturbi quali emicrania, senso di affaticamento, debolezza, mancanza di energie, depressione. In questi casi è d’obbligo rafforzare il sistema immunitario, responsabile della nostra salute psico-fisica.

Per prima cosa bisogna curare l’alimentazione al fine di garantire il giusto apporto di vitamine e minerali. Occorre consumare almeno 5 porzioni di frutta e verdura al giorno (kiwi, agrumi, peperoni, pomodori, broccoli, cavolo e verza). Tra i preziosi condimenti e le spezie: aglio e cipolla, spezie come curry, paprica e peperoncino, utilizzando il limone per insaporire.

Sistema immunitario.

Importante è l’assunzione di liquidi: oltre all’acqua, consumate infusi e tisane, ricche di vitamine e flavonoidi, brodi, zuppe; probiotici e prebiotici che equilibrano la flora intestinale. Riducete i livelli di stress attraverso il giusto riposo, praticando un hobby o un’attività sportiva.

Tra i rimedi naturali:

  • La Rosa Canina ha proprietà immunomodulanti, antinfiammatorie, antiallergiche, antiossidanti e tonificanti, a seconda della parte della pianta che si deciderà di utilizzare. Le bacche prodotte sono estremamente ricche di vitamina C – si dice addirittura 50 volte più degli agrumi – e deriva proprio da questa alta concentrazione l’effetto immediato sul sistema immunitario. Inoltre, quando ben maturi, i frutti sono ricchi di tannini, carotenoidi, riboflavina, acido malico e citrico, carboidrati e pectine. La polpa e la buccia, invece, presentano molti bioflavonoidi utili al sistema cardiocircolatorio. Dalle foglie e dalle radici, invece, si ottiene un effetto prettamente immunostimolante, utile negli stati di raffreddamento, a cui si aggiunge una lieve azione antistaminica.

  • Cistus Incanus. È dimostrato che questo arbusto ha la capacità di contrastare la formazione di radicali liberi e se assunto sottoforma di decotto è un ottimo detossinante, capace di stimolare il sistema immunitario. L’azione antinfiammatoria è supportata da una funzione antiossidante ed immunomodulante: modula la crescita dei globuli bianchi ed il rilascio delle citochine durante lo stato infiammatorio. Grazie alla sua composizione polifenica inoltre, il cisto vanta anche un’ottima attività antiossidante, antibatterica, antivirale, immunomodulante, spasmolitica e gastroprotettiva. L’estratto di questa pianta verrebbe infine impiegato anche nella cura di infezioni della pelle indotte da lieviti, come la “Candida albicans”, per via della sua azione antimicrobica. il Cistus, infatti, stimola la formazione della flora batterica positiva. Proprio questa sua capacità immunomodulante lo rende un ottimo antinfiammatorio, ideale per contrastare le reazioni allergiche, e come coadiuvante nella cura di infezioni polmonari e bronchiali. Utilizzato con assiduità nei periodi autunnali, è un ottimo rimedio per ostacolare l’insorgere di raffreddori e forme influenzali.

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  • Echinacea, che incrementa l’attività delle cellule immunocompetenti ed ha inoltre proprietà batteriostatiche e antivirali, astragalo, ricco di saponine triterpeniche, flavonoidi, polisaccaridi, ammine e isoflavoni con proprietà immunostimolanti, immunomodulati, antinfiammatorie ed antivirali; eleuterococco, proprietà immunostimolanti, toniche e rivitalizzanti.

  • Il Ginseng contiene 12 tipi di sostanze chimiche bioattive. Il ginseng presenta inoltre proprietà antiossidanti, antinfiammatorie, antidepressive e afrodisiache. E’ inoltre importante conoscere le proprietà nutritive del ginseng che possono essere utili a tutti, indipendentemente dall’età. Poiché stimola il funzionamento delle ghiandole endocrine, il ginseng accresce l’assorbimento delle vitamine e dei sali minerali. Inoltre è in grado di aiutare l’organismo ad adattarsi a condizioni esterne sfavorevoli, come il freddo, lo stress e la malnutrizione. Può essere utile per rivitalizzare un fisico debilitato e per ridurre il senso di stanchezza e la capacità di resistere alla fatica, in quanto il ginseng può stimolare la produzione di adrenalina. Per questo motivo, l’assunzione di ginseng è spesso raccomandata a coloro che devono sostenere ingenti sforzi fisici.

  • Il Colostro bovino ha dimostrato di essere in grado di ricostruire il sistema immunitario, distruggere virus, batteri, funghi, di velocizzare la cura dei tessuti del corpo, di aiutare nel recupero del peso perduto, di rallentare l’invecchiamento e di incrementare la massa muscolare e delle ossa. Le immunoglobuline contenute nel colostro (A, D, E ,G, M) sono utili per neutralizzare tossine e microbi nel sistema linfatico e circolatorio (la IgG), distruggere batteri (IgM), ed hanno un notevole effetto antivirale (IgE, ID).

Suggerimento. Il colostro contiene inoltre l’ormone PRP, che regola la ghiandola del timo, risultando quindi utile sia per stimolare il sistema immunitario sottotono, sia per diminuirne l’attività nelle malattie autoimmuni, caratterizzate da un’eccessiva reazione immunitaria, che si rivolta contro i tessuti del proprio organismo danneggiandoli (lupus, artrite reumatoide, allergie, sindrome della fatica cronica).

  • La lactofferina è una proteina antivirale, antibatterica, antinfiammatoria, contenuta nel colostro, che ha un effetto terapeutico nei confronti di HIV, cytomegalovirus, herpes, sindrome della fatica cronica, candida albicans, cancro e infezioni. Questa proteina rilascia ferro nei globuli rossi aumentando così l’ossigenazione dei tessuti, privandone i batteri che lo impiegano per la replicazione.

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Come rafforzare il sistema immunitario in modo naturale.

Per ultimo ma non per importanza abbiamo le proprietà benefiche del Ganoderma Lucidum (Reishi ) da cui derivano da 150 sostanze bioattive che questo fungo contiene quali: acidi Ganoderici (triterpene), amminoacidi, adenosine, steroli, lipidi, alcaloidi, polisaccaridi di alto peso molecolare, vitamine, minerali e più precisamente: germanio organico, ferro, calcio, magnesio, sodio, manganese, zinco, fosforo e le vitamine C, B, D incluso l’acido pantotenico, essenziale per la funzione nervosa.

Il Reishi è stato valutato positivamente per la sua attività antinfiammatoria grazie ad un componente che è stato isolato ed identificato come un analogo all’ idrocortisone, il quale però non possiede gli effetti collaterali tipici degli antinfiammatori steroidei e non steroidei. Il Ganoderma Lucidum può sia potenziare il meccanismo di difesa del corpo ma allo stesso tempo ridurre l’esagerata risposta immunitaria nel caso di iperattività del sistema immunitario.

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Effetto dei micronutrienti nella prevenzione del diabete.

Effetto dei micronutrienti nella prevenzione del diabete.

 

Può sorprendere che il diabete sia la malattia in più rapida crescita nel mondo. In tutto il mondo, il diabete è una delle malattie non trasmissibili più comuni ed è tra le più importanti sfide della salute pubblica di questo secolo. Negli ultimi due decenni, il numero di persone che soffrono di diabete è salito alle stelle e si prevede di aumentare da 171 milioni nel 2000 a 438 milioni nel 2030.

Il diabete di tipo II è stato considerato da molti come una malattia che colpisce le persone anziane e in sovrappeso; tuttavia, ora sono frequenti le diagnosi nei bambini, negli adulti di età inferiore ai 25 anni, così come negli individui normopeso. Il diabete tipo II è caratterizzato da una incapacità delle cellule di rispondere all’insulina e di assorbire glucosio, che si traduce in livelli anormalmente elevati di glucosio nel sangue. Il diabete è sempre collegato ad una bassa energia, ad un’elevata acidità dovuta ad acidi alimentari e metabolici e ad una crescita microbica in eccesso.

Suggerimento. Lo zucchero non è una fonte di energia, bensì un rifiuto acido prodotto dalla distruzione delle cellule corporee. Più zucchero mangiamo, più rischiamo un incremento di batteri, lieviti e muffe; le loro tossine sovraccaricano e avvelenano il pancreas, il fegato e le ghiandole surrenali.

Più informazioni le trovi qui: Acidità e diabete.

Precedono la malattia una varietà di sintomi definiti come sindrome metabolica: obesità, glicemia alta, ipertensione e colesterolo alto. E’ dimostrato che le diete ad alto contenuto di fruttosio possono causare la sindrome metabolica. Inoltre, non ci sono farmaci o trattamenti specifici. Tutti i prodotti alimentari trasformati, cereali per la colazione, bevande analcoliche, condimenti per insalata, ketchup e anche hot dog sono dolcificati con molto zucchero raffinato, fruttosio o sciroppo di fruttosio.

 

Come funziona il diabete. 

 

Per capire come avranno effetto i micronutrienti nella prevenzione come supporto alla terapia, dobbiamo sapere come il diabete funziona. Questo è il metabolismo normale: noi consumiamo gli alimenti, gli alimenti si trasformano in zuccheri, gli zuccheri entrano in circolo nel sangue. Noi sappiamo che se ti mangi una cioccolata e una brioche ti saliranno gli zuccheri. Ma chi di voi pensava che mangiando carote e patate, pane, riso soffiato, purè ti va a salire?

Suggerimento. Quando noi mangiamo gli alimenti, gli zuccheri entrano in circolo nel sangue, il pancreas rileva l’innalzamento degli zuccheri nel sangue è libera l’insulina. Quest’ultima va in ognuna delle cellule ed apre una  porta che si chiama ricettore, questo per far si che lo zucchero passi dal sangue all’interno della cellula dove viene utilizzato in forma di energia. Questo è quello che succede normalmente.

Ma cosa succede quando il metabolismo è malato o anormale? Consumiamo alimenti, si convertono in zuccheri nel nostro corpo, il pancreas rileva l’innalzamento dei livelli. Però che cosa succede? Il livello di insulina che libera è insufficiente oppure inefficace e non c’è chi si occupa di mettere gli zuccheri nelle cellule, quindi gli zuccheri rimangono nel sangue e ogni volta che mangi si alzano ancora di più. Per questo c’è una terapia medica che devi seguire, però il solo controllo del diabete attualmente se non hai micronutrienti è incompleto.

 

Un gran supporto

 

La pubblicazione dal titolo “Verso un trattamento totalmente nutrizionale del diabete di tipo II”, del marzo 2000 dice che il trattamento del diabete deve includere il Cromo per la resistenza all’insulina del muscolo, acidi grassi essenziali Omega 3 per la resistenza all’insulina delle cellule grasse, Biotina in alte dosi perché il fegato liberi meno zuccheri, Coenzima Q10 per proteggere il pancreas e quindi, se non hai tutto questo siamo incompleti e ciò non significa che non devi seguire la terapia medica, ma semplicemente con questi micronutrienti gli dai un gran supporto. 

Il Collegio Americano della Nutrizione nel 1998 disse: Il cromo piccolinato migliora la quantità di glucosio, insulina e colesterolo nel diabete di tipo II e durante la gravidanza allevia anche i sintomi delle neuropatie senza effetti collaterali documentati. Il diabete può colpire qualsiasi sistema e qualsiasi organo, se lo zucchero e in quantità normali è ottimo per la salute, se lo zucchero e in quantità eccessive è pericoloso ed agisce come un radicale libero, perché questa è una molecola molto pesante e va a colpire i nervi e le arterie più piccole del corpo. Il cromo può aiutare ad evitare problemi di erezione e per neuropatie, l’insieme del cromo con gli acidi grassi Omega 3 mantiene i nervi in buono stato.

Suggerimento. Il Collegio Americano della Nutrizione ha scoperto inoltre che la carenza di Zinco nella dieta del diabetico lo predispone a pressione alta, colesterolo alto e malattie del fegato. Tre complicazioni mortali per la mancanza di un minerale che non è presente nella nostra alimentazione e che dobbiamo ottenerlo per mezzo degli integratori, oppure tu puoi tenere la tua razione quotidiana di zinco mangiando mezzo chilo di fegato tutti i giorni.

La vitamina A serve per 89 cose all’interno del nostro corpo e nel caso dei diabetici è molto importante. La vitamina A nutre la retina perché la tua vista sia buona, è materia prima per la pelle, rinforza il sistema immunitario, aiuta finché abbiamo una produzione adeguata di ormoni sessuali …

Una degli alimenti più ricchi di vitamina A è la carne bovina detta “svizzera”, oltre alla carne proveniente dai reni, dal fegato, ecc... inoltre alcuni vegetali sono principalmente ricchi di carotenoidi come le carote. Normalmente mangiando le carote il nostro corpo lo converte in vitamina A, però risulta che il diabetico non può fare questa conversione, pur mangiando tanti carotenoidi sarà carente di vitamina A.

Il diabetico deve mangiare vitamina A già fatta vitamina A e può solo ottenerla con gli integratori. Quindi non è curioso che il diabetico dato che gli manca la vitamina A ha problemi agli occhi, ha problemi alla pelle, si infetta ovunque, nell’urina, nella gola, nella pelle, nello stomaco ed ha una produzione di ormoni sessuali bassa che può essere una delle principali cause di sofferenza dell’uomo diabetico?

Recenti studi hanno rivelato che alcuni integratori hanno effetti stabilizzanti dello zucchero nel sangue, tra questi troviamo:

 

Il Ganoderma Lucidum( Reishi).

 

Lo zucchero nel sangue tende ad aumentare con l’età, ma i polifenoli ed i polisaccaridi contenuti nel Ganoderma Lucidum aiutano a ridurre il livello di zucchero nel sangue.

Il consumo di reishi:

  • Aiuta a diminuire il livello di zuccheri nel sangue e allo stesso tempo contribuisce ad incrementare la formazione di insulina nel pancreas;
  • Aiuta a controllare i picchi di glucosio successivi ai pasti, migliora l’efficacia di assorbimento degli zuccheri da parte dei muscoli, aiutando quindi anche la regolazione del livello zuccherino nel sangue;
  • Aumenta i livelli di insulina nel sangue e aiuta a proteggere il miocardio;
  • Aiuta a proteggere dai danni ai reni e può aiutare a migliorarne le funzioni.

Vedi anche: Reishi – Un tesoro della natura

 

L’Aloe Vera

 

L’Aloe è un elemento molto importante per il trattamento e la prevenzione del diabete. Il gel di Aloe Vera è ricco di Glucomannano, una fibra dietetica (polisaccaride) che si scioglie nell’acqua molto facilmente, riducendo la quantità di glucosio nel nostro corpo.

Il consumo di Aloe Vera:

Il gel di Aloe Vera contiene alcuni composti come gli Antrachinoni (fenoli organici con aroma specifico) e le Lectine (proteine che legano tra di loro i carboidrati), che aiutano a ridurre la presenza di glucosio nel sangue e a mantenerlo ad un livello costante nel lungo termine.

  • In circa 2 mesi si può abbassare il livello di zucchero nel sangue del 50%.
  • Disintossica tutto il corpo, aiutando ad eliminare l’eccesso di glucosio nel sangue.
  • Ha incredibili proprietà antiossidanti e antinfiammatorie che aiutano a tenere lontani altri disturbi collegati al diabete, come per esempio, ulcere, ferite e infezioni.
  • Riesce ad aumentare la secrezione dell’insulina nel corpo, rendendo più facile contrastare e prevenire il diabete.
  • A differenza dei farmaci utilizzati per il trattamento del diabete, l’Aloe Vera non avrà alcun effetto collaterale negativo.

Vedi anche: Aloe Vera: 10 Benefici dalla pianta dell’ Immortalità degli Egizi

Con la supplementazione di micronutrienti sicura, conveniente ed efficace, milioni di diabetici possono migliorare il loro metabolismo degli zuccheri e ridurre i numerosi fattori di rischio per le complicanze del diabete.

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Scopri come alleviare gli attacchi di psoriasi.

Come si manifesta la psoriasi.

 

La psoriasi è una patologia di tipo infiammatorio, il più delle volte pruriginosa, che interessa la cute. La sintomatologia è generalmente cronica e spesso recidiva e colpisce circa il 3% della popolazione mondiale. La Psoriasi si manifesta sotto diverse forme con caratteristiche distinte. In genere, un individuo ha un solo tipo di psoriasi. La psoriasi può apparire anche in risposta a un fattore di rischio.

La psoriasi si manifesta con delle macchie, papule e placche eritomatose dapprima rosee, che diventano poi di color argenteo e di forma irregolare e diffusa e che si presentano soprattutto in corrispondenza dei gomiti, delle ginocchia, del cuoio capelluto, nella zona lombare e persino sul dorso delle mani e sulle unghie.

 

Cause della psoriasi.

 

Le cause che la originano restano ancora velate da una buona dose di mistero per la scienza. La predisposizione genetica resta un fattore determinante a cui se ne correlano diversi altri di tipo immunologico, ambientale. E’ poi osservato che, nei soggetti predisposti, ansia ed episodi emotivi stressanti sono importanti nel condizionare la storia della malattia. Altre concause: squilibri metabolici, ormonali, alimentari.

I medici ritengono che si tratta di una malattia autoimmune. Questo si verifica quando il sistema immunitario attacca erroneamente e distrugge il tessuto sano del corpo. Di solito, le cellule della pelle crescono profondamente e salgono in superficie circa una volta al mese. Nelle persone che soffrono di psoriasi, questo processo è troppo veloce. Le cellule morte della pelle si accumulano sulla superficie della pelle.

 

I fattori seguenti possono scatenare un attacco di psoriasi:

 

  • I batteri o le infezioni virali, comprese le infezioni respiratorie come il mal di gola;
  • Aria secca o pelle secca, lesioni cutanee, compresi tagli, ustioni e punture di insetti;
  • Alcuni farmaci, tra cui il litio, i beta-bloccanti e i farmaci antimalarici;
  • Stress;
  • Insufficiente esposizione alla luce solare;
  • Le scottature;
  • Troppo alcool.

La psoriasi è peggiore nelle persone che hanno un sistema immunitario debole. Questo può essere dovuto a:

1.AIDS
2.Disordini autoimmuni (come l’artrite reumatoide)
3.Chemioterapia per il cancro

 

Lo stress può essere la causa della psoriasi?

 

In molti se lo domandano anche alla luce del fatto che lo stress rappresenta per la maggior parte delle persone uno dei grandi problemi del nostro tempo. Gli esperti sono concordi nel ritenere che la pelle sia indubbiamente un avamposto importante per il nostro organismo: attraverso la pelle esprimiamo emozioni e le dermatiti hanno in molti casi un natura psicosomatica. Non c’è dubbio che lo stress possa peggiorare la salute e favorire la comparsa di alcuni disturbi, ma da solo non basta a causare la psoriasi.

Tuttavia trova sempre maggior credito l’approccio secondo cui la psoriasi è una patologia sistemica, cioè provocata o peggiorata da una moltitudine di fattori e spesso la comorbidità (cioè l’esistenza di altri disturbi) può favorirne l’insorgenza. E allora, ecco che molti fattori possono concorrere nello sviluppo della psoriasi: da quello ereditario, certamente preponderante, a quello ambientale fino a fattori autoimmuni. In questo quadro lo stress può certamente giocare un ruolo importante nell’aggravarsi dei sintomi in particolari momenti della vita.

 

Come curare? Trovare l’equilibrio!

 

Non è stata ancora trovata una terapia farmacologica in grado di curare definitivamente la malattia, al momento si riesce a tenerla sotto controllo per periodi di tempo più o meno lunghi. Esistono però molti rimedi naturali che possono alleviare il prurito e ridurre lo stato infiammatorio. Trovare l’equilibrio attraverso un migliore stile di vita: questo può accadere esponendosi maggiormente alla luce solare, praticando sport, ricorrendo ad acque termali, grotte di sale, trattamenti erboristici e fanghi.

 

Prodotti naturali per contrastare la psoriasi:

 

Aloe vera:

 

L’azione benefica di questa pianta sulle lesioni da psoriasi ha diversi meccanismi d’azione. Grazie alla presenza di acqua e polisaccaridi il gel di aloe ha spiccate proprietà idratanti ed emollienti in grado di ammorbidire le squame cornee riducendo la sensazione di prurito. L’aloe sembra anche in grado di moderare la reazione infiammatoria cutanea ( alcuni studi dimostrano l’efficacia soppressiva dell’estratto sulle reazioni di ipersensibilità ritardata cutanea).

La pianta ha inoltre un effetto cicatrizzante aumentando il contenuto di proteoglicani glicosaminoglicani nel tessuto di granulazione. L’ Aloe vera diminuisce la disidratazione e ha una forte azione emolliente e riepitelizzante, che consente quindi la creazione di strati superficiali di nuova pelle. Si possono usare gel all’aloe o il semplice succo estratto per applicare e bere.

 

Il Ganoderma Lucidum:

 

Grazie all’azione di suoi determinati componenti come le lentinine, i polisaccaridi e il germanio organico, attiva e rinforza i macrofagi, i linfociti T e le cellule killer, tutti componenti essenziali del sistema immunitario il quale, quindi, grazie a una maggiore produzione di interferone, può esplicare più potentemente la sua azione e, di conseguenza, può combattere più efficacemente le malattie autoimmunitarie tra le quali la psoriasi è una delle più frequenti.

Quindi possiamo dire che il Ganoderma Lucidum attiva e rinforza il sistema immunitario debilitato, aumenta la produzione di interferone rendendo l’organismo più resistente alle infezioni e lo stress, ha capacità regolatorie sul sistema immunitario combattendo malattie come la psoriasi.

 

Propoli:

 

Anche questa sostanza è riepitelizzante, ma soprattutto antibatterica e antinfiammatoria, per ridurre i bruciori causati dalla psoriasi. Le innumerevoli proprietà benefiche di questo prodotto hanno una applicazione utile anche nella psoriasi. L’azione antisettica della propoli diminuisce il rischio di infezioni secondarie, l’applicazione locale può ridurre la sensazione di prurito e l’infiammazione.

Le numerose ricerche effettuate hanno però dimostrato un’efficacia parziale, in circa il cinquanta per cento dei casi trattati c’è stato miglioramento, negli altri il trattamento è stato ininfluente. Questo potrebbe essere legato alle proprietà immunostimolanti della sostanza. La propoli può essere assunta per via orale o essere applicata localmente sulla lesione.

 

Olio di oliva e Omega3

 

Gli acidi grassi Omega3 si trovano negli integratori di olio di pesce e possono ridurre l’infiammazione provocata dalla psoriasi. L’assunzione di 3 grammi circa di olio di pesce al giorno è considerato innocuo e può risultare vantaggioso. Anche l’olio di oliva, utilizzato come crema idratante, ha a lungo andare, dei benefici riscontrati in molte persone. Puoi addirittura applicarlo direttamente sulla pelle, sopra l’infiammazione.

L’applicazione di olio d’oliva alle squame e alle chiazze della psoriasi può trattenere l’idratazione e le sostanze nutrienti. Provare a massaggiare con un cucchiaio sul cuoio capelluto per aiutare ad allentare le placche fastidiose durante la doccia.

 

 

Raggi solari

 

L’esposizione della pelle ai raggi solari è in grado nella maggior parte dei casi di apportare notevoli benefici fino alla totale remissione in alcuni casi. I responsabili del miglioramento sono le radiazioni ultraviolette. Su questo stesso principio si basano le sedute di abbronzatura presso centri estetici suggerite da molti dermatologi. Basterà quindi concedersi qualche ora di sole ogni tanto. Necessariamente evitare le ore più calde della giornata e adottare adeguate protezioni solari.

In un ristretto numero di persone, generalmente quelle con fototipo basso cioè con carnagione molto chiara, i raggi solari possono peggiorare la malattia a causa della comparsa di eritemi solari.

 

Acqua di mare

 

L’acqua di mare arreca grande giovamento nella maggior parte delle persone affette da psoriasi. I sali minerali in essa contenuti riescono a ridurre l’infiammazione e lo spessore delle lesioni. Per chi non ha il mare a disposizione possono andar bene anche i sali del Mar Morto ed una comune vasca da bagno. Un bel weekend in spiaggia associa i benefici di luce e sale ed è decisamente più piacevole. Questo rimedio inoltre può essere attuato senza particolari precauzioni.

 

Idratare il pelle

 

Mantenere sempre la vostra pelle molto idratata. Non c’è un numero preciso di volte in cui applicare unguenti o idratanti, ricordarsi che più la pelle rimane morbida e umida, meno secca diventerà e meno sintomi fastidiosi avrete. Utilizzate sempre anche un idratante ogni volta che uscite dal bagno o dalla doccia. E’ molto importante farlo per non lasciare che l’acqua si asciughi sulla pelle, seccandola inevitabilmente.

 

 

Psoriasi: sport e trattamenti corpo

 

Alcuni studi hanno evidenziato che un’intensa attività fisica può prevenire la psoriasi o ridurre i sintomi. Questo è vero soprattutto qualora questa dermatite cronica sia causata da forti stati ansiosi o periodi particolarmente stressanti. E’ risaputo che lo sport è un’ottima valvola di sfogo. L’attività fisica, secondo alcuni dermatologi, aiuta anche a rallentare le infiammazioni del corpo, portando così diversi benefici anche per quanto riguarda la psoriasi. Non sono poi da sottovalutare tutti quei trattamenti corpo che aiutano ad espellere le tossine e i metalli pesanti, ad esempio il massaggio drenante e quello circolatorio.

 

Evitare l’ effetto ossidativo dell’organismo.

 

Nel trattamento e controllo della psoriasi, l’alimentazione gioca un ruolo molto importante, dal momento che l’assunzione di cibo può contrapporsi all’effetto ossidativo dell’organismo. Ecco perché seguire la giusta dieta è un bene per la psoriasi, e come attraverso alcuni trattamenti dietetici si può prevenire l’insorgenza della malattia.

Infatti, oltre alla terapia farmacologica, è sempre utile seguire uno stile di vita corretto, in grado di correggere o prevenire alcuni fattori di rischio, come l’obesità. L’alimentazione è importante e i malati dovrebbero evitare carni rosse, insaccati, grassi, fritture, sale, latticini, zucchero e naturalmente gli alcolici, preferendo pane integrale, pasta, legumi, verdura, frutta e pesce.

 

Dieta e alimentazione per la psoriasi.

 

La dieta per neutralizzare gli effetti di questa malattia, è una dieta antiossidante, che insieme ai trattamenti prescritti può aiutare a combattere la psoriasi. Questi trattamenti dietetici per la psoriasi sono legati a due gruppi di alimenti, gli alimenti permessi o opportuni per la psoriasi, e quei cibi proibiti o inadeguati per il trattamento della psoriasi. La dieta per la psoriasi può essere classificata in base alle esigenze di vitamine e minerali per aiutare a contrastare questa malattia.

 

Gli alimenti consentiti per la psoriasi:

1. Quelli che contengono vitamina A:

spinaci, basilico, asparagi, peperoni, carote, zucca, pomodori, coriandolo, fegato, uova, burro e pesce.

2. Quelli che contengono vitamina C:

arancio, pompelmo o di pompelmo, limone, kiwi, mela, anguria, aglio, sedano, fragole, uva, ananas, mirtilli, avocado, mango, more, ecc.

3. Con acido folico:

cereali integrali, legumi, spinaci, arance, asparagi, lattuga, germe di grano.

4. Quelli ricchi di selenio:

uva, pesche, aglio, zucca, orzo, avena, mais, pistacchi, asparagi e spinaci.

5. Gli alimenti ricchi di acidi grassi omega-3 :

pesce e frutti di mare.

6. Quelli ricchi di zinco:

sedano, asparagi, fichi, patate, melanzane, semi di girasole.

 

Alimenti con restrizioni per la psoriasi:

 

Carne, i cibi grassi, alcool, spezie, gli alimenti con conservanti e additivi. Bere molta acqua e aumentare il contenuto di fibra migliorerà la digestione e faciliterà l’eliminazione di scorie. Un corretto apporto di vitamine e minerali, che potrete facilmente raggiungere mangiando con regolarità frutta e verdura fresche, aiuterà i processi riparativi cutanei.

Dedicate un po’ di tempo al proprio benessere fisico e psicologico. Qualsiasi sia il rimedio che sceglierete di provare, vi consentirà di rilassarvi un po’ e di scaricare l’ansia e lo stress che spesso accompagnano la malattia, garantendo un ulteriore effetto benefico.

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Come abbassare il colesterolo?

L’ipercolesterolemia.

 

L’ipercolesterolemia (cioè un colesterolo oltre i 240 mg/dl), è aumentato negli ultimi 10 anni in entrambi i sessi: interessa il 38% degli italiani contro il 24% del 1998-2002. Sono i dati presentati quest’anno dell’Osservatorio epidemiologico cardiovascolare Iss-Anmco (Istituto superiore di sanità-Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri)/Health Examination Survey. Tra i fattori che possono controllare l’ipercolesterolemia, il ruolo più importante spetta alla dieta: alimenti di origine vegetali e pochi grassi sono la migliore prevenzione. Ma non va dimenticato neppure l’apporto di un corretto stile di vita e l’attività fisica.

 

Il colesterolo.

 

Il colesterolo è un grasso presente nel sangue, in gran parte prodotto dall’organismo e in minima parte introdotto con la dieta, che svolge diverse funzioni importanti nell’organismo. Esso è coinvolto nel processo di digestione, grazie alla formazione della bile; partecipa alla produzione di vitamina D, utile per la salute delle ossa; favorisce la costruzione della parete delle cellule, in particolare del sistema nervoso; consente la formazione di ormoni come il testosterone e gli estrogeni.

 

Il colesterolo “cattivo”.

 

Il colesterolo, però, non è tutto uguale: si distingue infatti il colesterolo ‘LDL’, cosiddetto “cattivo” poiché si deposita nelle pareti delle arterie aumentando il fattore di rischio di arteriosclerosi e di malattie cardiovascolari (infarto cardiaco, ictus cerebrale), dal colesterolo ‘HDL’, quello “buono”, che non provoca alcun danno alle arterie ma, anzi, rimuovendo il colesterolo dalle pareti dei vasi per trasportarlo al fegato, è garanzia di protezione, se presente in buona quantità. L’aumento della colesterolemia non è prerogativa solo dell’adulto, ma può verificarsi, soprattutto per motivi genetici, anche nel bambino (la cosiddetta ipercolesterolemia familiare, che conta un caso ogni 500 abitanti).

 

La dieta anti’colesterelo. 

 

Ecco, dagli esperti, innanzitutto i consigli sugli alimenti da mettere in tavola:

1. Arricchire la dieta di pesce azzurro e frutta in guscio

Il pesce azzurro e i semi oleaginosi sono cospicue fonti di acidi grassi essenziali omega 3, in grado di influire positivamente sul rapporto HDL/LDL. Approfondimenti su questo argomento sono riportati nell’articolo dedicato a frutta secca e malattie cardiovascolari.

2. Consumare cibi che innalzano il colesterolo buono

Alcuni alimenti hanno la capacità di promuovere l’aumento dei livelli del colesterolo HDL quando mangiati abitualmente. Tra i principali si ritrovano aglio, arancia, cioccolato fondente, cipolla, olio di oliva, mela, pompelmo, soia.

3. Evitare i grassi idrogenati

I grassi idrogenati (anche chiamati grassi trans o transesterificati) e parzialmente idrogenati sono ancora abbondanti in troppo prodotti da forno, quali diverse marche di cracker, grissini, biscotti, merendine, snack “spezzafame”, patatine fritte, gelati. A differenza dei sani grassi monoinsaturi e polinsaturi, questi lipidi sono nocivi e alterano la capacità dell’organismo di regolare in senso fisiologico la produzione autonoma di colesterolo.

4. Limitare i carboidrati

Una dieta ricca di carboidrati alza il colesterolo. Il consumo di glucidi, e in particolare di quelli ad alto indice glicemico, incrementa infatti la produzione di colesterolo da parte del corpo. E’ bene ridurre la quantità complessiva di carboidrati e, più in generale, adottare un’alimentazione che aiuti a evitare i picchi glicemici e a tenere sotto controllo la produzione di insulina.

Si scongiurano così indesiderate impennate di questo ormone, che, tra le altre cose, attiva l’enzima deputato alla sintesi del colesterolo, l’HMG-CoA-reduttasi, proprio quello su cui agiscono le statine, i farmaci più prescritti contro il colesterolo. Lo si fa innanzitutto abbinando a ogni pasto proteine e carboidrati in proporzioni equivalenti, privilegiando cereali integrali invece che raffinati e suddividendo l’apporto calorico in modo razionale nei diversi momenti della giornata (ne ho parlato a proposito dei 3 metodi per perdere peso facilmente).

5. Aumentare l’introito di vegetali

Più legumi, meno colesterolo. Legumi e frutta assicurano importanti quantità di fibre solubili. Queste fibre nell’intestino formano con l’acqua una massa gelatinosa che riduce l’assorbimento del colesterolo alimentare (tutte le informazioni sulle fibre alimentari sono disponibili nell’articolo Fibre solubili e insolubili: perché sono importanti nella dieta).

 

Un rimedio favoloso.

 

Il reishi o Ganoderma lucidum è un fungo medicinale orientale tra i più apprezzati al mondo per le sue proprietà terapeutiche, oggi confermate da ricerche scientifiche. Ganoderma lucidum viene oggi particolarmente studiato perché, come altri funghi medicinali, è in grado di rinforzare le difese dell’organismo, migliorando la funzione immune (è, in altri termini, un rimedio immunostimolante – immunomodulante).

Le ricerche mostrano che il reishi e i suoi estratti possono persino aiutare a prevenire e contrastare diversi tipi di tumore, sembra anche per meccanismi di inibizione dell’angiogenesi e di induzione dell’apoptosi (morte programmata) delle cellule tumorali. Le proprietà del reishi però non finiscono qui, tanto che non è azzardato affermare che questo fungo orientale sia il rimedio naturale dalle mille virtù, come sostengono gli esperti di micoterapia.

 

Reishi (Ganoderma lucidum) biologico. I benefici:

 

  • antinfiammatorio
  • adattogeno, contro stress, fatica, debolezza e stanchezza
  • protezione del fegato
  • regolazione del colesterolo
  • riequilibrio della pressione sanguigna
  • inibizione dell’aggregazione piastrinica
  • riduzione della glicemia
  • diminuzione dell’anomala reattività dell’organismo nelle allergie e nelle malattie autoimmuni
  • antiossidante (azione scavenger di difesa dagli effetti nocivi dei radicali liberi)
  • antinvecchiamento (antiaging)
  • antibatterico e antifungino (nei confronti, tra gli altri, di Candida albicans e Escherichia coli)
  • antivirale (ad esempio verso i virus dell’influenza e dell’herpes).

Le controindicazioni del reishi sono le stesse, generiche, di tutti gli altri funghi medicinali: Ganoderma lucidum non è adatto a chi sia allergico ai funghi o abbia subito recentemente un trapianto d’organo. In ogni caso suggerisco di accertarsi che il reishi, così come ogni altro fungo terapeutico, provenga da coltivazioni biologiche e da ambienti protetti da contaminazioni di qualsiasi genere.

Suggerimento. L’alimentazione, da sola, però non basta. E’ stato ben dimostrato che è la continuità dell’attività fisica più che la sua intensità ad avere interessanti ricadute sulla regolazione del colesterolo: bastano 45 minuti al giorno di camminata a passo sostenuto.

Rimedi naturali per abbassare la glicemia.

Tutti possiamo avere un aumento degli zuccheri nel sangue.

 

La maggior parte pensa che solo i diabetici sono affetti da un aumento di zucchero nel sangue, ma la verità è che chiunque può avere questo tipo di sintomi causati da cibi molto dolci che dovrebbero essere evitati da tutti, come bibite, caramelle, torte o biscotti ripieni. A seconda di ciò che si mangia, tutti possono avere un aumento degli zuccheri nel sangue. Il vero problema è quando i livelli di zucchero nel sangue rimangono elevati per un lungo periodo di tempo, che può causare gravi problemi di salute.

 

Quando il corpo non elabora gli zuccheri correttamente.

 

Il tuo corpo processa naturalmente i carboidrati di tutti i tipi che trasforma in zuccheri, i cereali, ortaggi e frutta. Quando a qualcuno viene diagnosticato il diabete, vuol dire che il suo corpo non elabora gli zuccheri correttamente. I loro livelli di glucosio nel sangue diviene innaturale e pericolosa quando alta. Alti livelli di zucchero nel sangue, se non trattato, può portare a malattie cardiache, ictus, danni renali, cecità, ulcere, infezioni, cancrena e anche la morte prematura .

Suggerimento. Secondo la Harvard School il magazine online di The Nutrition Source, citando la sanità pubblica afferma che (2), 24 milioni di persone negli Stati Uniti hanno questa grave condizione di salute, e ben 6 milioni di questi non sanno nemmeno di averlo. E, se il tasso di nuovi casi continua al ritmo attuale, entro il 2050, ben 48 milioni di americani avranno il diabete. Inoltre, la rivista afferma che, il diabete è già la principale causa di cecità e di insufficienza renale tra gli adulti.

Standard cure mediche e insulina, al momento della sua scoperta, è stata considerata un farmaco miracoloso. Così poco si è conosciuto sul diabete , fino ad allora, e la gente moriva da malattia. Ma, come con molti farmaci, anche se l’insulina ha salvato molte vite, ha portato anch’essa i suoi effetti collaterali, alcuni di loro vi mettono in pericolo di vita come la malattia stessa.

 

Altri fattori  che possono  causare l’aumento della glicemia:

 

  • L’uso di droghe chimiche
  • Alcuni problemi di salute
  • Stress
  • La mancanza di esercizio fisico

Essere con il livello elevato di zucchero non significa necessariamente che si ha il diabete, essendo solo un sintomo.

 

Sintomi che indicano l’eccesso di zucchero nel sangue sono:

 

  • Secchezza delle fauci
  • Aumento della sete
  • Stimolo ad urinare frequentemente
  • La fame costante
  • Estrema stanchezza
  • Pelle secca
  • Aumento di peso e grasso addominale in eccesso
  • Difficoltà di concentrazione
  • Offuscamento della vista
  • Infezioni ricorrenti
  • Problemi di stomaco
  • Problemi nervosi
  • Lenta guarigione delle ferite e tagli
  • Impotenza

 

Per ridurre questi sintomi, si raccomanda il consumo di alimenti a basso indice glicemico. Se non sei diabetico, che può essere sufficiente a risolvere il problema. Gli alimenti con basso indice glicemico vengono digeriti e assorbiti lentamente dal corpo e producono un aumento graduale ed equilibrato di zuccheri nel sangue. Questi alimenti sono molto benefico per la salute perché riducono i livelli di zucchero nel sangue e la resistenza all’insulina. Le diete a basso indice glicemico hanno anche benefici in termini di controllo del peso perché aiutano a controllare l’appetito.

 

Mangiare questi alimenti fa differenza:

 

mela, banana, pera, anguria, melone, kiwi, limone, arancione, carota, yogurt bianco, broccoli, quinoa, cece, patata americana, cipolla, fagiolo bianco, lenticchie, noci, farine funzionali (cocco, banane verdi, melanzane, frutto della passione, semi di lino.) Ma ricordate, per iniziare una dieta, è sempre importante consultare uno specialista!

 

Meglio prevenire.

 

C’è un’altra opzione? Non sarebbe meglio se le devastazioni di alto livello di zucchero nel sangue potessero essere affrontati come parte di una buona salute generale, piuttosto che semplicemente come una malattia che necessita di trattamento farmacologico?

Suggerimento. Recenti studi hanno rivelato che molti alimenti hanno effetti stabilizzanti dello zucchero nel sangue .Tra loro:

Cannella.

 

Noi tutti riconosciamo questa buona, stupenda spezia, ma lo sapevate che la cannella può regolare lo zucchero nel sangue delle persone con diabete? Uno studio pubblicato dalla rivista della American Diabetes Association, Diabetes Care (3), ha mostrato che, dopo 40 giorni di utilizzo, la cannella abbassato nei partecipanti al test i livelli di zucchero nel sangue di ben il 26 per cento.

 

 

Ganoderma Lucidum( reishi). 

 

lo zucchero nel sangue tende ad aumentare con l’età, ma i polifenoli ed i polisaccaridi contenuti nel Ganoderma Lucidum aiutano a ridurre il livello di zucchero nel sangue.

Il consumo di reishi:

  • Aiuta a diminuire il livello di zuccheri nel sangue e allo stesso tempo contribuisce ad incrementare la formazione di insulina nel pancreas;
  • Aiuta a controllare i picchi di glucosio successivi ai pasti, migliora l’efficacia di assorbimento degli zuccheri da parte dei muscoli, aiutando quindi anche la regolazione del livello zuccherino nel sangue;
  • Migliora la funzione pancreatica per la produzione di insulina;
  • Aumenta i livelli di insulina nel sangue e ne diminuisce il livello di zuccheri; inoltre, aiuta a proteggere il miocardio;
  • Aiuta a proteggere dai danni ai reni e può aiutare a migliorarne le funzioni.

 

L’Aloe Vera.

 

L’Aloe Vera dunque, è un elemento molto importante per il trattamento e la prevenzione del diabete.Il gel di Aloe Vera è ricco di Glucomannano, una fibra dietetica (polisaccaride) che si sciogle nell’acqua molto facilmente, riducendo la quantità di glucosio nel nostro corpo.

Il consumo di Aloe Vera:
Il gel di Aloe Vera contiene alcuni composti come gli Antrachinoni (fenoli organici con aroma specifico) e le Lectine (proteine che legano tra di loro i carboidrati), che aiutano a ridurre la presenza di glucosio nel sangue e a mantenerlo ad un livello costante nel lungo termine.

  • In circa 2 mesi si può abbassare il livello di zucchero nel sangue del 50%.
  • Disintossica tutto il corpo, aiutando ad eliminare l’eccesso di glucosio nel sangue.
  • Ha incredibili proprietà antiossidanti e antinfiammatorie, che aiutano a tenere lontani altri disturbi collegati al diabete, come per esempio, ulcere, ferite e infezioni.
  • Riesce ad aumentare la secrezione dell’insulina nel corpo, rendendo più facile contrastare e prevenire il diabete.
  • A differenza dei farmaci utilizzati per il trattamento del diabete, l’Aloe Vera non avrà alcun effetto collaterale negativo.

 

Semi di fieno greco.

Il fieno greco sono dei semi, una spezia piccante che alcune persone dicono abbia il sapore di liquirizia. Tostato e aggiunto alle insalate o cereali, o presi in polvere, fieno greco può abbassare i livelli di glucosio nel sangue. Il fieno greco è anche un anticoagulante, quindi occorre prestare attenzione se si usa anche farmaci che fluidificano il sangue come il warfarin o aspirina.

 

Ginseng. 

 

Ginseng americano, come riportato nel eCAM studio pubblicato (Ginseng on Hyperglycemia: Effects and Mechanisms) “Ginseng e iperglicemia: Effetti e meccanismi,” (4) può abbassare sia a digiuno che la glicemia post-pasto. Come funziona il ginseng non è del tutto chiaro, ma i primi studi suggeriscono che l’erba aumenta la produzione di insulina e rallenta la morte di beta-cellule pancreatiche. La radice ginseng può essere presa come un supplemento, oppure può essere aggiunto alla dieta con il te. Inoltre, è un anticoagulante, il ginseng deve essere assunto con cautela da parte di persone che usano farmaci che fluidificano il sangue o quelli con malattie autoimmune.

 

Broccoli.

 

Broccoli – il Cromo ha dimostrato di contribuire a stabilizzare lo zucchero nel sangue, e con una singola porzione di broccoli, secondo la società: alimenti più sani del mondo (World’s Healthiest Foods)(5), il 53 per cento della presa dietetica di riferimento (DRI) di cromo, è uno delle migliori fonti naturali. I Broccoli sono anche ricchi di fibre, che lo rende vantaggioso per le persone che cercano di invertire il diabete.

 

Farina d’avena.

 

Farina d’avena – Le fibre sono in cima alla lista delle sostanze naturali stabilizzanti del glucosio nel sangue, e un intero pacchetto di avena contiene ben16 grammi di fibra per singola tazza. L’avena è anche ricca di magnesio. Un quarto di una tazza d’avena contiene oltre il 17 percento del DRI (presa dietetica di riferimento).

 

Arachidi.

 

Le arachidi e il burro di arachidi hanno dimostrato di abbassare i livelli di zucchero nel sangue. Stabilizzano lo zucchero nel sangue e protegge il pancreas ed evita di essere oberati di lavoro e toglie la fame. Altri dadi hanno lo stesso effetto, ma le arachidi sono facili da aggiungere alla vostra dieta.

Perdere peso velocemente…o cura naturale?

Suggerimento. “Prenditi cura del tuo corpo. E’ il solo posto nel quale devi vivere.” Jim Rohn

Siete pronti?

Come sempre, con l’arrivo della bella stagione, inevitabilmente si pensa a quando da giugno in poi, bisognerà affrontare la temuta “prova costume”.  Siete disperati  e volete perdere peso velocemente quando volete prepararvi per la stagione balneare. I passaggi ormai sono sempre gli stessi: ci si guarda allo specchio, ci si spaventa e si decide di correre ai ripari. Dieta dei dieci giorni? Dieta dei cinque giorni? Dieta di qualcuno? A morte i carboidrati?  Siete pronti? – quest’anno va di moda la dieta con i funghi officinali.

 

La dieta con i funghi officinali.

 

I funghi officinali, impiegati nelle tradizionali tecniche mediche orientali, vengono consigliati per curare varie patologie e hanno proprietà miracolose. In Asia esistono colture intensive di Ganoderma perché è alla base della loro alimentazione quotidiana. Operatori della medicina alternativa, fisioterapisti e praticanti di yoga prescrivono il Ganoderma per i pazienti obesi, così come i pazienti che soffrono di fegato grasso e dell’indurimento delle arterie. Sono fondamentalmente integratori alimentari che il medico nutrizionista può prescrivere ai pazienti come coadiuvanti nelle terapie più complesse oppure come “ingrediente segreto” da abbinare alla dieta per dimagrire più in fretta.

 

Il Ganodema Lucidum.

 

Possono essere consumati in polvere, racchiusa in capsule, o freschi anche sotto forma di bevanda. Il più popolare ultimamente è il Ganoderma Lucidum, o Reishi, di cui esistono diverse varietà di cui la più utilizzata e quella rossa. Come tutti i funghi contengono molecole immunostimolanti e, secondo recenti ricerche ancora tutte da dimostrare, antitumorali. Il Ganodema in particolare tra gli effetti benefici ha quello di abbassare il colesterolo “cattivo” e favorire la funzionalità epatica.

L’effetto dimagrante è una conseguenza della depurazione ed eliminazione delle tossine che avviene quando il fegato è messo nelle condizioni ottimali per svolgere la sua funzione di “filtro” del sangue e dell’organismo. In questo modo non solo ci si “sgonfia” e si perde peso ma si acquista il tipico aspetto luminoso di chi ha depurato l’organismo: pelle più limpida, muscoli più tonici, capelli lucidi e ottimo umore.

Non finisce qui: il ganoderma avrebbe anche proprietà antiallergiche, analgesiche, di stimolazione per il sistema immunitario, è antivirale e antibatterico, cardiotonico e antidepressivo. E’ facilmente reperibile in erboristeria senza spendere una fortuna.

Attenzione però: Il termine “naturale” non vuol dire che un prodotto non possa avere effetti negativi. Come tutti i fitoterapici anche i funghi officinali tra i quali il Ganoderma non possono essere assunti da tutti. Tra gli effetti collaterali ci sono disturbi digestivi, vertigini, intolleranza al prodotto specifico. Ad esempio: essendo ipotensivo, il Ganoderma non può essere consigliato a persone che soffrono di pressione bassa. Essendo immunostimolante, non è indicato per pazienti immunosoppressi o sottoposti a trapianto di organi”.

Non sarà proprio quel “principio miracoloso” di cui tutti parlano perchè oggi va per la maggiore ma è un integratore che ha effetti benefici sullo stato generale dell’organismo solo se associato a uno stile di vita sano e un’alimentazione corretta.