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Vitamina D – Scopriamo i benefici

Importanza della Vitamina D per la salute.

Il nostro corpo ha bisogno ogni giorno di 90 nutrienti, di questi, 60 sono minerali, di cui 17 essenziali, 16 sono vitamine, 11 sono aminoacidi essenziali, 3 sono gli acidi grassi essenziali, sono 4 i gruppi di micronutrienti. Non sono solo vitamine, non sono solo i minerali, sono questi quattro gruppi e ogni quanto li necessiti? Ne abbiamo bisogno TUTTI i giorni. Non c’è una sola funzione del tuo corpo nella quale non sia coinvolto uno di questi micronutrienti. Il corpo funziona grazie a loro, tutte le reazioni e tutte le strutture hanno bisogno di micronutrienti per stare bene.

Oggi vediamo in concreto a cosa serve la vitamina D e quali sono le proprietà e i benefici per la salute. La vitamina D, una volta era legata solo alle patologie ossee, come  il rachitismo e l’osteoporosi, ora è riconosciuta come uno dei principali fattori per la salute umana.

Vitamina D: a cosa serve  I benefici per la salute

Tutti conosciamo i benefici della vitamina D, ovvero che fa bene alle ossa e tutti sappiamo che il sole svolge un determinato ruolo. Ma oltre questo? Cos’altro sappiamo della vitamina D? A cosa serve e soprattutto dove si trova?

Sapete ad esempio che fa bene anche al cuore ed al cervello? Esattamente sapete in quali cibi si trova? E quanto tempo è necessario restare al sole perché se ne assorba la giusta quantità?

Esistono 5 forme differenti di vitamina D, vitamina D1, D2, D3, D4 e D5. Due sono più importanti: una è la D2 che viene sintetizzata dalle piante ed una è la D3 che viene sintetizzata dall’uomo quando questi si espone ai raggi del sole.

Suggerimento. La carenza di vitamina D può influenzare 36 diversi organi del corpo umano, la sua presenza influenza 2000 dei 30000 geni presenti nel nostro corpo.

I benefici per la salute

Vediamo in concreto a cosa serve la vitamina D e quali sono le proprietà e i benefici per la salute:

  • mantiene costanti i livelli di calcio e fosforo;
  • favorisce l’assorbimento del calcio a livello intestinale;
  • protegge l’apparato scheletrico dall’osteoporosi;
  • combatte l’ipertensione;
  • previene il cancro e alcune malattie autoimmuni;
  • previene il rachitismo e le malformazioni scheletriche;
  • aiuta a combattere la psoriasi;
  • aiuta a lenire i dolori muscolari;
  • combatte l’iperparatiroidismo;
  • combatte l’osteodistrofia;
  • contrasta il diabete di tipo 1 e 2;
  • riduce l’incidenza della sclerosi multipla;
  • riduce il disturbo affettivo stagionale;
  • protegge i denti

Malattie cardiovascolari

La vitamina D è molto importante per ridurre l’ipertensione, la cardiopatia aterosclerotica, infarto e ictus. La carenza di vitamina D aumenta il rischio di infarto del 50 %.

Malattie autoimmuni

La vitamina D è un potente modulatore immunitario, rendendola molto importante per la prevenzione di malattie autoimmuni, come la sclerosi multipla (SM) e l’infiammazione intestinale che è alla radice della maggior parte dei disturbi autoimmuni.

Malattie neurodegenerative

La Vitamina D attiva molti neurotrasmettitori cerebrali e aumenta la capacità dei neuroni di utilizzare il glucosio che è il combustibile dei neuroni e nello stesso tempo annulla tutti i processi infiammatori. Nelle forme di Alzheimer iniziali ci si può aspettare un’ ottima risposta terapeutica ma anche nelle forme avanzate si ha una risposta molto positiva e ancora di più se associata a cambiamenti alimentari e integrazione con ulteriori nutrienti.

Infertilità

La vitamina D può contribuire a stimolare la produzione di ormoni tra cui il testosterone e il progesterone, ed è stato dimostrato che può aumentare la fertilità negli uomini e nelle donne. La vitamina D è anche associata alla qualità dello sperma negli uomini e può migliorare la frequenza mestruale nelle donne con sindrome dell’ovaio policistico.

Riparazione del DNA e processi metabolici

Uno degli studi di Holick ha mostrato che i volontari sani che assumono 2.000 UI di vitamina D al giorno per un paio di mesi regolano 291 geni diversi che controllano fino a 80 diversi processi metabolici. Alcuni di questi processi aiutano a migliorare la riparazione del DNA e ad aumentare la funzione immunitaria, mentre altri influenzano l’autossidazione (ossidazione che si verifica in presenza di ossigeno e/o radiazioni UV, che ha implicazioni nell’invecchiamento e nel cancro, per esempio).

Emicrania

Recenti ricerche suggeriscono anche, che la vitamina D può avere un ruolo nella emicranie. I ricercatori dell’ospedale dei bambini, il Medical Center di Cincinnati, ha scoperto che molti di coloro che soffrono di emicrania hanno carenze di vitamina D, riboflavina (B2) e il coenzima Q10.

Disturbi psicologici e mentali

La vitamina D svolge un ruolo importante nella neurotrasmissione, e una sua carenza  è stata associata a una serie di disturbi neurologici e cerebrali, tra cui la disfunzione cognitiva,  la malattia di Alzheimer (in uno studio, quelli che erano più carenti di vitamina D avevano un 31% di rischio maggiore di soffrire di declino neurocognitivo), la schizofrenia, il morbo di Parkinson, ictus, epilessia e depressione.

Raffreddore e influenza

La vitamina D ha potenti capacità di lotta contro le infezioni e può essere utile sia per la prevenzione sia per il trattamento della tubercolosi, polmonite, raffreddori e influenza. Secondo uno studio infatti la vitamina D è 8 volte più efficace dei vaccini antinfluenzali.

Diabete ed obesità

Numerosi studi hanno dimostrato che la vitamina D è un fattore fondamentale necessario per la normale secrezione di insulina e che migliora la sensibilità di questo ormone. L’insulina è un ormone secreto dal pancreas che riveste un ruolo fondamentale nel controllo del peso corporeo, della glicemia e quindi nell’insorgenza del diabete e malattie cardiovascolari.

Depressione

Uno studio pubblicato su FASEB Journal ha dimostrato che la vitamina D agisce sul gene TPH2 e trasforma il triptofano in serotonina ed attiva anche gli ormoni ossitocina e vasopressina. Tutto questo cambiamento ormonale ha un effetto grandioso sulla depressione.

Ipotiroidismo

Per chi soffre di ipotiroidismo, la Vitamina D è particolarmente importante essendo essenziale per la funzionalità della ghiandola, tanto che  il trattamento farmacologico potrebbe non funzionare senza l’adeguata presenza di Vitamina D. Inoltre un eccesso di calcio agisce negativamente sulla tiroide (stimola la funziona paratiroidea antagonista di quella tiroidea) e questo eccesso di calcio nel plasma sanguigno avviene perché c’è una carenza di vitamina D.

Osteoporosi

La vitamina D è necessaria sia per assicurare un buon assorbimento di calcio nell’intestino, sia per la corretta mineralizzazione dell’osso. La vitamina D permette la fissazione del calcio e quindi previene efficacemente osteoporosi, fratture, rachitismo e carie dentali.

Intolleranze alimentari

Le intolleranze alimentari, dalle più lievi alle più gravi come la celiachia, sono legate ad un problema di permeabilità intestinale per cui le particelle del cibo indigerito passano la barriera intestinale entrano nel flusso sanguigno ed essendo degli intrusi stimolano una reazione immunitaria oltre che indigestione e tanti effetti negativi a livello fisico e mentale. E’ dimostrato che la carenza di vitamina D provoca l’indebolimento delle ginture della barriera intestinale facendola diventare permeabile. Integrare la vitamina D permette di riparare l’intestino ed eliminare l’infiammazione, risolvendo così il problema dell’intolleranza alimentare con tutti i sintomi digestivi che ne conseguono.

Cancro

Secondo uno studio su larga scala, livelli ottimali di vitamina D possono ridurre drasticamente il rischio di cancro di ben il 60%. Mantenerli così può aiutare a prevenire almeno 16 diversi tipi di cancro, tra cui del pancreas, del polmone, dell’ovaio, della prostata e tumori della pelle. Infatti alzando la concentrazione sierica di 25(OH)D a 40 ng/ml si  può diminuire il rischio di tumori invasivi del 67%!

Una prova convincente sostiene che l’ottimizzazione della vitamina D può ridurre il rischio di morte per qualsiasi causa, rendendola una componente fondamentale di una salute ottimale. La vitamina D in realtà non è una vitamina a tutti gli effetti, ma un potente ormone neuro steroideo. E’ stato chiarito che la carenza di vitamina D è causa di un aumento delle epidemie in tutto il mondo e sta contribuendo a molte malattie croniche debilitanti.

I livelli di vitamina D nel sangue scendono al loro punto più basso durante le stagioni invernali. Se i livelli di vitamina D sono insufficienti, non vi sarà  protezione da antibiotici prodotti dal proprio organismo (peptidi antimicrobici). Questo conferma che una persona con un basso livello di vitamina D è più vulnerabile ai raffreddori, all’influenza e alle altre infezioni delle vie respiratorie.

Vitamina D: dove si trova, gli alimenti più ricchi e consigli

Si parla molto del sole legato alla vitamina D, perché? Perchè la vitamina D3, che è quella che sintetizza il nostro corpo è inattiva e quest’attivazione che avviene nel fegato, nella pelle e nei reni avviene mediante le radiazioni solari. L’esposizione al sole richiede almeno quindici o venti minuti al giorno, anche solo viso e braccia.

Dunque due sono le fonti a cui può attingere la vitamina D il nostro corpo:

  • raggi solari
  • alimentazione

Per quanto riguarda l’alimentazione, ecco quali sono i cibi più ricchi di vitamina D:

  • trota
  • sogliola
  • sgombro
  • salmone
  • pesce spada
  • storione
  • tonno e sardine
  • le uova (tuorlo)
  • latte
  • burro
  • fegato
  • carne di pollo, anatra, tacchino
  • cereali
  • verdure verdi
  • olio di fegato di merluzzo
  • anguilla
  • storione
  • uova di pesce
  • aringhe
  • funghi
  • soia
  • frutti di mare
  • ricotta

Il fabbisogno giornaliero di vitamina D

Per avere una corretta assunzione e dunque soddisfare il fabbisogno, la persona deve seguire un’appropriata dieta ed esposizione al sole.

Adulti: le dosi consigliate sono di 5 microgrammi al giorno per tutti gli individui sotto dei 50 anni. Dai 50 ai 70 anni, 10 microgrammi al giorno e 15 microgrammi dai 70 in su.

Bambini sotto i 18 anni: per i neonati fra i 6 e gli 11 mesi l’apporto sotto forma di integratori non dovrebbe essere inferiore a 10 mg al giorno. Nell’adolescenza ugualmente l’apporto non dev’esser inferiore ai 10 mg.

Vitamina D: effetti collaterali e sintomi di carenza

Nelle persone che assumono troppa vitamina D si è riscontrata sonnolenza diurna. Un’eccessiva assunzione può inoltre comportare:

  • ipercalcemia (che a sua volta produce nausea, vomito e anoressia, sonnolenza, sete, vertigini; 
  • malattie renali;
  • sarcoidosi;
  • tubercolosi;

Attenzione: i pazienti che sono in cura per malattie renali croniche dovrebbero evitare di associare magnesio e vitamina D. La vitamina D può anche interferire con farmaci anti-convulsivanti, ipocolesterolemici, cortisonici, alcuni lassativi e diuretici.

Per quanto riguarda la carenza, attraverso le analisi del sangue si possono riscontrare i valori, ma comunque si manifesta con:

  • riduzione sierica di calcio e fosforo;
  • rachitismo (rammollimento nelle regioni occipitali, temporali e parietali, ritardo nella chiusura della fontanella anteriore, ginocchio valgo, incurvamento delle gambe, ipertrofia delle cartilagini);
  • osteomalacia (debolezza muscolare, dolori alla schiena, fragilità ossea, bassa densità ossea, rischio frequente di fratture);
  • debolezza muscolare;
  • dolori addominali.

I produttori di creme solari e prodotti dermatologici hanno creato, con i loro messaggi pubblicitari (anche mascherati nelle riviste di salute e benessere più o meno scientifiche), la paura per i presunti effetti negativi del sole.

Questo fattore, combinato con la tendenza generalizzata a trascorrere più tempo in casa durante il lavoro e il tempo libero, ha determinato nelle persone una carenza diffusa di vitamina D.

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Boswellia è una pianta cara alla fitoterapia. Le proprietà e i benefici .

Principi attivi della boswellia

L’olio essenziale, estratto dalla resina trasudata dalla corteccia di questo albero, è ricco di numerosi acidi triterpenici pentaciclici (principi attivi). tra cui il più caratteristico è l’acido acetil-11-cheto-beta-boswellico (AKBA), su cui oggi si focalizza la maggior parte degli studi.

 

Proprietà della boswellia

La Boswellia è conosciuta e utilizzata in campo ayurvedico per le sue proprietà antinfiammatorie e antibatteriche. Dal tronco e dai rametti della boswellia si estrae una gommoresina ricca in acidi boswellici, acidi tetraciclici e polisaccaridi in grado di svolgere una potente azione antinfiammatoria e analgesica su diverse patologie del sistema osteoarticolare. Questa azione si manifesta attraverso una riduzione del dolore e del gonfiore e con il miglioramento delle motilità delle articolazioni.  

Questi principi attivi infatti, ostacolano l’azione di un enzima (5-lipossigenasi) responsabile della produzione di sostanze che facilitano i processi infiammatori. Inoltre, sono in grado di inibire le elastasi, enzimi fortemente distruttivi, che attaccano e deteriorano la parte elastica dei tessuti nei quali è in corso un processo infiammatorio; e di impedire l’infiltrazione dei leucociti polimorfonucleati, che contribuiscono alla distruzione del tessuto connettivo.

I benefici per articolazioni

Per questa azione antinfiammatoria, la boswellia è impiegata con successo nel trattamento dell’artrite, dell’osteoartrite e dell’artrite reumatoide, senza presentare gli effetti collaterali sulla mucosa gastrica dei farmaci dall’azione simile, impiegati tradizionalmente nella cura di questi disturbi.

Il suo utilizzo è consigliato nel trattamento di infiammazioni locali, disturbi degenerativi delle articolazioni, ridotte capacità motorie mattutine, dolori muscolari,reumatismi, artrosi, infiammazione dei tessuti molli come tendiniti, miositi e fibromialgia. Per uso esterno si può trovare come ingrediente di pomate e unguenti da spalmare sulle articolazioni doloranti. La ricerca dimostra che l’uso di boswellia potrebbe ridurre il dolore alle articolazioni dal 32% al 65%. 

La boswellia è indicata soprattutto per il trattamento di:

  • Osteoartrite
  • Artrite reumatoide
  • Dolore alle articolazioni (reumatismi)
  • Borsite e tendinite.

Proprietà ed Efficacia

La Boswellia viene normalmente impiegata sia per uso topico che sistemico. Le dosi variano a seconda del disturbo da trattare così come dalle specifiche caratteristiche del soggetto, di conseguenza ci si affidi a medico ed erborista per comprendere quale sia l’assunzione più compatibile con il proprio organismo. Di seguito, gli impieghi generali più diffusi.

  • Pelle: la Boswellia è spesso impiegata in trattamenti cosmetici ed estetici, poiché la sua azione antisettica potrebbe contenere disturbi come l’acne e la dermatite seborroica, ma anche arrossamenti dovuti agli sbalzi di temperatura e a rari episodi di orticaria. In questi casi, l’applicazione è ovviamente topica;
  • Vie respiratorie: la ricchezza di acidi triterpenici limita la proliferazione di batteri e altri agenti esterni, quindi il rimedio può essere indicato per trattare le patologie transitorie delle vie respiratorie – come tosse e raffreddore – tipiche della stagione fredda;
  • Sistema immunitario: gli effetti della pianta si manifesterebbero anche a livello di sistema immunitario, soprattutto per contrastare alcune malattie autoimmuni come il Morbo di Chron e l’asma, ma anche per i reumatismi e le artrosi;
  • Tumori: secondo alcuni test clinici preliminari, la pianta limiterebbe la riproduzione di alcune cellule tumorali, ma il preciso meccanismo di questa azione sembra non essere ancora del tutto noto. Saranno infatti necessari ulteriori test di conferma per capire le stesse doti possano essere replicate nell’organismo umano, quindi i pazienti non abbandonino le classiche indicazioni farmacologiche per rincorrere una speranza al momento tutt’altro che confermata.
  • La boswellia è considerata una delle piante ‘amiche’ della donna, per cui  è curativa e lenitiva dei tipici disturbi legati al ciclo mestruale. Poiché gli acidi boswellici agiscono sul processo infiammatorio, per prevenire l’insorgere dei disturbi del ciclo la boswellia va assunta almeno 5-6 giorni prima del ciclo stesso.

Disponibile sia in incenso che in olio, la Boswellia viene distribuita anche sotto forma di integratori in compresse, ricchi degli acidi poc’anzi citati.

Gli effetti collaterali.

Dalle applicazioni più disparate, dalla somministrazione topica per la salute della pelle al trattamento dell’artrosi, l’assunzione può però avere effetti collaterali. Per questo motivo, prima di iniziare un percorso di automedicazione, si deve consultare il medico curante, soppesando quindi rischi e benefici nonché le eventuali interazioni con altri medicinali in corso d’assunzione.

Dosi e Modo d’Uso

Come usare la boswellia?

Ancora insufficienti sono i dati presenti in letteratura relativi allo studio delle proprietà farmacocinetiche e tossicologiche della Boswellia serrata, con dosaggi utilizzati molto differenti tra i vari studi, soprattutto in base alla titolazione del principio attivo presente nell’estratto.

Generalmente, considerando prodotti titolati al 30-60% in acido beta-boswellico, l’assunzione di 300-1.000 mg al giorno di estratto secco in compresse o capsule lontano dai pasti, distribuito su 2 o 3 assunzioni giornaliere di Boswellia serrata dovrebbe risultare già sufficiente a garantire un primo effetto terapeutico.

Tintura madre 30-40 gc da assumere 2 volte al giorno lontano dai pasti.

Esiste anche l’olio essenziale di boswellia, noto come olio essenziale di intenso, che è antisettico e antireumatico, utile anche in caso di tosse, raffreddore e per riequilibrare il sistema nervoso.

Per fare un bagno rilassante all’olio essenziale di incenso, che distende la mente e purifica la pelle, vi occorrono:

  • 1 bicchiere di latte
  • 1 cucchiaio di miele
  • 5 gocce di o.e. di incenso

Preparazione. Unite l’olio essenziale al miele e amalgamate bene i due ingredienti, quindi unite il latte mescolando bene, per finire versate il composto nell’acqua calda della vasca appena prima di fare il bagno.