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Curcuma: la spezia ayurvedica per eccellenza

La Curcuma Longa.

 

La radice di curcuma venne scoperta migliaia di anni fa. È una spezia dorata dalle preziose proprietà antinfiammatorie, antiossidanti, cicatrizzanti, digestive e depurative. Scopriamone insieme i benefici principali per la nostra salute.

La Curcuma è una pianta erbacea perenne, dal caratteristico rizoma di colore giallo, originaria dell’Asia meridionale, India e Indonesia. Questa spezia è nota anche con il nome di “zafferano delle indie” ed è largamente utilizzata nella cucina indiana e mediorientale. Si ricava da una pianta chiamata Curcuma Longa, coltivata principalmente nel sud dell’India. Questa radice si impiega da oltre 5000 anni nella medicina ayurvedica come depurativo generale, digestivo, antinfiammatorio, contro la dissenteria, artrite e disturbi epatici. La radice contiene curcumina, proteine, glucosio, vitamina C e fruttosio.

Sancite le origini e le caratteristiche nutrizionali della curcuma, passiamo ad occuparci delle sue proprietà benefiche, cominciando da quella antinfiammatoria: questa spezia può infatti dare una mano al nostro organismo nel ridurre i meccanismi infiammatori, e in particolar modo quelli che coinvolgono le articolazioni.

Svolge inoltre una importante funzione depurativa, supportando il nostro corpo nel processo di espulsione delle tossine, e un’azione coleretica, incrementando la produzione della bile e favorendo il passaggio verso il duodeno. La curcuma è inoltre un noto elemento antiossidante e antitumorale, cicatrizzante e digestivo. Tra le sue altre proprietà, spiccano quella di stabilizzatore glicemico, antibatterico, antistaminico, immunostimolante, sebo regolatore, lenitivo, e protettore cardiovascolare. Insomma, un vero e proprio portento per il nostro organismo, ben noto agli appassionati di medicina ayurvedica, e in grado di essere assunto attraverso qualche ghiotta ricetta.

 

Rimedio naturale contro l’artrite.

 

Le ormai conosciutissime proprietà anti-infiammatorie della curcuma sono ottime per trattare l’osteoartrite e l’artrite reumatoide. Questo è possibile anche agli antiossidanti che la spezia contiene al suo interno i quali combattono i radicali liberi e offrono, così, sollievo dai dolori articolari. Ha un buon effetto anche contro le infiammazioni alle articolazioni.

 

Mantiene il diabete sotto controllo.

 

La curcuma può essere utilizzata nel trattamento del diabete. Infatti, offre il suo supporto nel tenere in moderazione i livelli di insulina. È anche in grado di migliorare il controllo del glucosio e di aumentare l’effetto dei farmaci utilizzati per trattare il diabete.

Un altro notevole vantaggio è l’efficacia della curcuma nel ridurre la resistenza all’insulina. Questo può prevenire l’insorgere del diabete di tipo 2. Tuttavia, se la spezia entra in contatto con farmaci dall’elevata potenza, potrebbe causare l’ipoglicemia (bassi livelli di zucchero nel sangue). Prima di ingerirla in questo caso, sarebbe consigliabile consultare il proprio medico che saprà indicarvi qual è la soluzione più adatta per voi.

 

Riduce i livelli di colesterolo.

 

Molte ricerche scientifiche hanno dimostrato che utilizzare la curcuma come condimento nell’alimentazione può ridurre i livelli di colesterolo cattivo. Ciò è molto importante in quanto mantenere al proprio posto il colesterolo previene molte malattie dell’apparato cardiovascolare.

 

Supporta il sistema immunitario.

 

La curcuma contiene una sostanza nota come lipopolisaccaride, capace di contribuire a stimolare il sistema immunitario. Questo si deve anche alle proprietà antibatteriche, antivirali e antimicotiche della spezia che lo rafforzano, formando così una squadra vincente. Infatti, un sistema immunitario forte e che funziona bene riduce le probabilità di contrarre influenza, raffreddore e tosse. Per una prevenzione completa noi consigliamo di mescolare un cucchiaio di curcuma in polvere in un bicchiere di latte caldo e di berne una volta al giorno, specialmente nelle fredde giornate d’inverno.

 

Aiuta la cicatrizzazione delle ferite.

Come agente antisettico e antibatterico naturale, la spezia può essere usata come disinfettante naturale. In caso di tagli o scottature, potete cospargere sulla ferita della polvere di curcuma per accelerarne il processo di guarigione. La curcuma aiuta anche a riparare la pelle danneggiata ed è possibile utilizzarla per il trattamento della psoriasi e di altre condizioni infiammatorie della pelle.

 

Dimagrire con la curcuma.

 

La curcuma in polvere è molto utile per mantenere un peso ideale. Lo si deve grazie a un componente presente al suo interno che aumenta il flusso della bile e viene coinvolto nella ripartizione dei grassi alimentari. Ciò non significa che con la curcuma si dimagrisce, ma se arricchite i vostri pasti con un cucchiaino di curcuma in polvere potrete contare su un ottimo alleato (questo sempre se associato ad una leggera attività fisica ed una dieta equilibrata).

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Effetto dei micronutrienti nella prevenzione del diabete.

Effetto dei micronutrienti nella prevenzione del diabete.

 

Può sorprendere che il diabete sia la malattia in più rapida crescita nel mondo. In tutto il mondo, il diabete è una delle malattie non trasmissibili più comuni ed è tra le più importanti sfide della salute pubblica di questo secolo. Negli ultimi due decenni, il numero di persone che soffrono di diabete è salito alle stelle e si prevede di aumentare da 171 milioni nel 2000 a 438 milioni nel 2030.

Il diabete di tipo II è stato considerato da molti come una malattia che colpisce le persone anziane e in sovrappeso; tuttavia, ora sono frequenti le diagnosi nei bambini, negli adulti di età inferiore ai 25 anni, così come negli individui normopeso. Il diabete tipo II è caratterizzato da una incapacità delle cellule di rispondere all’insulina e di assorbire glucosio, che si traduce in livelli anormalmente elevati di glucosio nel sangue. Il diabete è sempre collegato ad una bassa energia, ad un’elevata acidità dovuta ad acidi alimentari e metabolici e ad una crescita microbica in eccesso.

Suggerimento. Lo zucchero non è una fonte di energia, bensì un rifiuto acido prodotto dalla distruzione delle cellule corporee. Più zucchero mangiamo, più rischiamo un incremento di batteri, lieviti e muffe; le loro tossine sovraccaricano e avvelenano il pancreas, il fegato e le ghiandole surrenali.

Più informazioni le trovi qui: Acidità e diabete.

Precedono la malattia una varietà di sintomi definiti come sindrome metabolica: obesità, glicemia alta, ipertensione e colesterolo alto. E’ dimostrato che le diete ad alto contenuto di fruttosio possono causare la sindrome metabolica. Inoltre, non ci sono farmaci o trattamenti specifici. Tutti i prodotti alimentari trasformati, cereali per la colazione, bevande analcoliche, condimenti per insalata, ketchup e anche hot dog sono dolcificati con molto zucchero raffinato, fruttosio o sciroppo di fruttosio.

 

Come funziona il diabete. 

 

Per capire come avranno effetto i micronutrienti nella prevenzione come supporto alla terapia, dobbiamo sapere come il diabete funziona. Questo è il metabolismo normale: noi consumiamo gli alimenti, gli alimenti si trasformano in zuccheri, gli zuccheri entrano in circolo nel sangue. Noi sappiamo che se ti mangi una cioccolata e una brioche ti saliranno gli zuccheri. Ma chi di voi pensava che mangiando carote e patate, pane, riso soffiato, purè ti va a salire?

Suggerimento. Quando noi mangiamo gli alimenti, gli zuccheri entrano in circolo nel sangue, il pancreas rileva l’innalzamento degli zuccheri nel sangue è libera l’insulina. Quest’ultima va in ognuna delle cellule ed apre una  porta che si chiama ricettore, questo per far si che lo zucchero passi dal sangue all’interno della cellula dove viene utilizzato in forma di energia. Questo è quello che succede normalmente.

Ma cosa succede quando il metabolismo è malato o anormale? Consumiamo alimenti, si convertono in zuccheri nel nostro corpo, il pancreas rileva l’innalzamento dei livelli. Però che cosa succede? Il livello di insulina che libera è insufficiente oppure inefficace e non c’è chi si occupa di mettere gli zuccheri nelle cellule, quindi gli zuccheri rimangono nel sangue e ogni volta che mangi si alzano ancora di più. Per questo c’è una terapia medica che devi seguire, però il solo controllo del diabete attualmente se non hai micronutrienti è incompleto.

 

Un gran supporto

 

La pubblicazione dal titolo “Verso un trattamento totalmente nutrizionale del diabete di tipo II”, del marzo 2000 dice che il trattamento del diabete deve includere il Cromo per la resistenza all’insulina del muscolo, acidi grassi essenziali Omega 3 per la resistenza all’insulina delle cellule grasse, Biotina in alte dosi perché il fegato liberi meno zuccheri, Coenzima Q10 per proteggere il pancreas e quindi, se non hai tutto questo siamo incompleti e ciò non significa che non devi seguire la terapia medica, ma semplicemente con questi micronutrienti gli dai un gran supporto. 

Il Collegio Americano della Nutrizione nel 1998 disse: Il cromo piccolinato migliora la quantità di glucosio, insulina e colesterolo nel diabete di tipo II e durante la gravidanza allevia anche i sintomi delle neuropatie senza effetti collaterali documentati. Il diabete può colpire qualsiasi sistema e qualsiasi organo, se lo zucchero e in quantità normali è ottimo per la salute, se lo zucchero e in quantità eccessive è pericoloso ed agisce come un radicale libero, perché questa è una molecola molto pesante e va a colpire i nervi e le arterie più piccole del corpo. Il cromo può aiutare ad evitare problemi di erezione e per neuropatie, l’insieme del cromo con gli acidi grassi Omega 3 mantiene i nervi in buono stato.

Suggerimento. Il Collegio Americano della Nutrizione ha scoperto inoltre che la carenza di Zinco nella dieta del diabetico lo predispone a pressione alta, colesterolo alto e malattie del fegato. Tre complicazioni mortali per la mancanza di un minerale che non è presente nella nostra alimentazione e che dobbiamo ottenerlo per mezzo degli integratori, oppure tu puoi tenere la tua razione quotidiana di zinco mangiando mezzo chilo di fegato tutti i giorni.

La vitamina A serve per 89 cose all’interno del nostro corpo e nel caso dei diabetici è molto importante. La vitamina A nutre la retina perché la tua vista sia buona, è materia prima per la pelle, rinforza il sistema immunitario, aiuta finché abbiamo una produzione adeguata di ormoni sessuali …

Una degli alimenti più ricchi di vitamina A è la carne bovina detta “svizzera”, oltre alla carne proveniente dai reni, dal fegato, ecc... inoltre alcuni vegetali sono principalmente ricchi di carotenoidi come le carote. Normalmente mangiando le carote il nostro corpo lo converte in vitamina A, però risulta che il diabetico non può fare questa conversione, pur mangiando tanti carotenoidi sarà carente di vitamina A.

Il diabetico deve mangiare vitamina A già fatta vitamina A e può solo ottenerla con gli integratori. Quindi non è curioso che il diabetico dato che gli manca la vitamina A ha problemi agli occhi, ha problemi alla pelle, si infetta ovunque, nell’urina, nella gola, nella pelle, nello stomaco ed ha una produzione di ormoni sessuali bassa che può essere una delle principali cause di sofferenza dell’uomo diabetico?

Recenti studi hanno rivelato che alcuni integratori hanno effetti stabilizzanti dello zucchero nel sangue, tra questi troviamo:

 

Il Ganoderma Lucidum( Reishi).

 

Lo zucchero nel sangue tende ad aumentare con l’età, ma i polifenoli ed i polisaccaridi contenuti nel Ganoderma Lucidum aiutano a ridurre il livello di zucchero nel sangue.

Il consumo di reishi:

  • Aiuta a diminuire il livello di zuccheri nel sangue e allo stesso tempo contribuisce ad incrementare la formazione di insulina nel pancreas;
  • Aiuta a controllare i picchi di glucosio successivi ai pasti, migliora l’efficacia di assorbimento degli zuccheri da parte dei muscoli, aiutando quindi anche la regolazione del livello zuccherino nel sangue;
  • Aumenta i livelli di insulina nel sangue e aiuta a proteggere il miocardio;
  • Aiuta a proteggere dai danni ai reni e può aiutare a migliorarne le funzioni.

Vedi anche: Reishi – Un tesoro della natura

 

L’Aloe Vera

 

L’Aloe è un elemento molto importante per il trattamento e la prevenzione del diabete. Il gel di Aloe Vera è ricco di Glucomannano, una fibra dietetica (polisaccaride) che si scioglie nell’acqua molto facilmente, riducendo la quantità di glucosio nel nostro corpo.

Il consumo di Aloe Vera:

Il gel di Aloe Vera contiene alcuni composti come gli Antrachinoni (fenoli organici con aroma specifico) e le Lectine (proteine che legano tra di loro i carboidrati), che aiutano a ridurre la presenza di glucosio nel sangue e a mantenerlo ad un livello costante nel lungo termine.

  • In circa 2 mesi si può abbassare il livello di zucchero nel sangue del 50%.
  • Disintossica tutto il corpo, aiutando ad eliminare l’eccesso di glucosio nel sangue.
  • Ha incredibili proprietà antiossidanti e antinfiammatorie che aiutano a tenere lontani altri disturbi collegati al diabete, come per esempio, ulcere, ferite e infezioni.
  • Riesce ad aumentare la secrezione dell’insulina nel corpo, rendendo più facile contrastare e prevenire il diabete.
  • A differenza dei farmaci utilizzati per il trattamento del diabete, l’Aloe Vera non avrà alcun effetto collaterale negativo.

Vedi anche: Aloe Vera: 10 Benefici dalla pianta dell’ Immortalità degli Egizi

Con la supplementazione di micronutrienti sicura, conveniente ed efficace, milioni di diabetici possono migliorare il loro metabolismo degli zuccheri e ridurre i numerosi fattori di rischio per le complicanze del diabete.

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Acidità e diabete

Il diabete è sempre collegato con  un’elevata acidità

 

Il diabete è sempre collegato con una bassa energia e un’elevata acidità dovuta ad acidi alimentari e metabolici e a una crescita microbica in eccesso. Lo zucchero non è una fonte di energia, bensì un rifiuto acido prodotto dalla distruzione delle cellule corporee. Più zucchero o acido mangiamo, più rischiamo un incremento di batteri, lieviti e muffe; le loro tossine sovraccaricano e avvelenano il pancreas, il fegato e le ghiandole surrenali.

Nel diabete tipo 1 esiste una carenza di insulina, che è proprio un ormone alcalinizzante che controlla lo zucchero (acido) nel sangue; il glucosio nel sangue è un acido e viene aumentato da uno stile di vita stressante e da una dieta acida. I diabetici hanno livelli di zucchero nel sangue bassi o normali quando il pH delle urine è alcalino (superiore a 7,2) e livelli elevati quando il pH è basso. Il diabete tipo 2 è il risultato finale del consumo di enormi quantità di zucchero, di carboidrati raffinati e di proteine animali, specialmente in mancanza di una regolare attività fisica, che potrebbe aiutare a compensare tali comportamenti dietetici.

 

Grassi idrogenati e acidità

 

I grassi idrogenati creati dall’industria, non esistono in natura, quindi non vengono riconosciuti correttamente dall’organismo e creano grossissimi problemi alla salute, provocando disturbi cardiocircolatori, obesità, danni alle membrane cellulari, malattie autoimmuni (diabete); diminuiscono le HDL e aumentano le LDL; aumentano le infiammazioni e interferiscono con l’insulina.

I grassi idrogenati si trovano nelle cosiddette margarine, quindi nella stragrande maggioranza dei prodotti da forno, gelati, cioccolate, dolci, ecc. Pure gli oli vegetali, prodotti a caldo e quelli che vengono fritti, si snaturano completamente diventando tossici per le cellule e quindi per l’organismo umano.

 

Insulino-resistenza e acidità

 

Tutte le proteine di origine animali e tutti gli alimenti raffinati e pastorizzati (cereali, farine, zuccheri, ecc.), dopo il metabolismo rilasciano ceneri acide che hanno come risultato far aumentare l’acidità. L’acidità, oltre a mettere in allarme l’intero organismo e far scattare i meccanismi di protezione (alcalinizzazione degli acidi), induce alti livelli di cortisolo (l’ormone dello stress) secreto dalle ghiandole surrenali, con lo scopo di contrastare le infiammazioni.

L’aumento di cortisolo da una parte fa aumentare la glicemia, e dall’altro provoca una errata distribuzione del tessuto adiposo nel corpo, soprattutto nella pancia che si sa essere un grasso che partecipa all’insulino-resistenza. Le cellule hanno sulla membrana esterna dei recettori specifici per l’insulina: cioè delle speciali serrature che si aprono solamente quando arriva l’insulina, facendo così entrare il glucosio e togliendolo dalla circolazione sanguigna.

Tutti i grassi saturi di derivazione animale (carne, uova, pesce, latte e latticini) e tutti i grassi idrogenati, si depositano nelle membrane esterne delle cellule, provocano la deformazione dei recettori. Risultato: le cellule diventano sorde all’insulina. Nonostante il pancreas funzioni correttamente e vi sia insulina in circolazione, le cellule non sono in grado di usare al meglio l’ormone, e quindi si ha iperglicemia (diabete).

 

Caseina e acidità

 

La capacità delle proteine del latte vaccino di causare l’insorgenza del diabete di tipo1 è ben documentata. La spiegazione è abbastanza semplice e logica: se frammenti proteici di caseina finiscono nel sangue, il sistema immunitario interviene subito. Infatti nel «liquido peculiare» – come lo definiva il grande Goethe – non possono esserci sostanze estranee a quelle predisposte dalla Natura.

Siccome la proteina del latte (caseina per l’80-85% circa) è quasi identica alle proteine del pancreas (cellule Beta), il sistema immunitario, in una situazione di tossiemia generalizzata, potrebbe finire per attaccare le cellule del pancreas che producono insulina. Risultato: diabete infantile di Tipo 1.

 

Sangue e acidità

 

Il sangue, definito dal grandissimo illuminato Johann Wolfgang von Goethe un “liquido molto peculiare”, è fondamentale per l’intero organismo e la sua vita. Bagna e permea tutte le cellule del corpo, trasporta il “calore” e i nutrienti fondamentali, come l’ossigeno, e dall’altra porta via gli scarti tossici del catabolismo.

Un sangue ottimale, liquido, con un pH tra i 7,35 – 7,45, permette la vita e quindi la salute; viceversa un sangue denso, colloso, pregno di sostanze tossiche tra cui i grassi saturi animali predispone a tutte le malattie, compreso il diabete. In quest’ultima patologica condizione, nonostante la funzionalità normale del pancreas, l’insulina non potrà mai svolgere il suo compito (far entrare il glucosio nelle cellule), proprio per l’impossibilità di arrivare correttamente nei recettori posti nelle membrane cellulari.

 

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Come l’Acidosi può provocare gravi malattie.

Cos’è l’acidosi?

 

L’acidosi è una condizione anomala del nostro organismo caratterizzata da un incremento delle normali condizioni di acidità dei tessuti e dei liquidi organici. Se avete un problema di salute, probabilmente siete acidi. Le ricerche mostrano come il corpo, se il pH non è leggermente alcalino, non riesce a curarsi da solo. Quindi, a prescindere dal tipo di modalità che si sceglie per curare il proprio problema, questo non funzionerà fino a che il pH non aumenti. Se il pH del corpo non è bilanciato non si riescono ad assimilare in modo efficace le vitamine, i minerali e gli integratori alimentari. Il pH incide su ogni aspetto della salute.

Come la maggior parte degli esseri viventi sulla terra, il corpo deve avere un pH bilanciato altrimenti non funziona correttamente. Il livello alcalino è molto importante in quanto la ricerca ha già dimostrato che la malattia non può sopravvivere in uno stato alcalino mentre prospera in un ambiente acido.

Generalmente le condizioni di acidosi vengono attribuite al plasma sanguigno e fanno riferimento al pH quando scende a valori inferiori a 7,35. Quindi un organismo sano non dovrebbe mai scendere al di sotto di questo valore, solo in queste condizioni le cellule possono funzionare regolarmente nutrendosi ed eliminando le tossine e creando anche quelle sostanze di cui necessita l’organismo per mantenersi sano; questo significa equilibrio, energia, vitalità e di conseguenza quella buona salute che tutti abbiamo diritto ad avere.

 

Cause dell’acidosi.

 

Le cause fondamentali delle condizioni di acidosi sono date dal cibo che ingeriamo: pasti veloci, zuccheri raffinati, insaccati, alimenti precotti, cibi inscatolati e grassi sono i principali responsabili dell’acidosi. L’acidosi ostacola l’assimilazione di ossigeno da parte delle cellule le quali non possono svolgere adeguatamente le loro funzioni vitali ed eliminare le tossine, ne consegue uno stato di intossicazione che può degenerare in manifestazioni patologiche le più disparate. Inoltre l’organismo può reagire prelevando materiale basico come magnesio, calcio, bicarbonati ecc. dai vari organi che di conseguenza vengono notevolmente indeboliti e quindi più esposti all’azione patogena di virus, batteri e di altri fattori che possono provocare malattie anche gravi.

 

Che danni comporta l’acidosi al nostro corpo?

 

  • L’acidosi è uno stato pericoloso del nostro organismo: crea stanchezza, stati infiammatori nei tessuti, irritabilità del sistema nervoso, aumento delle tossine e quindi dei radicali liberi…
  • Un pH acido è una delle cause delle malattie degenerative
  • Malattie cardiovascolari: aterosclerosi, infarto, colpo apoplettico, colesterolo alto, ipertensione
  • Tutte le forme di cancro
  • Diabete, sensibilità all’insulina, obesità
  • Malattie neurologiche, MS, MD, ALS e Morbo di Parkinson
  • Malattie epatiche e renali
  • Senilità, Demenza, Alzheimer
  • Immunodeficienze
  • Osteoporosi, osteoartriti e perdita dei denti
  • Squilibri ormonali
  • Invecchiamento precoce, problemi di prostata negli uomini

10 motivi perchè evitare l’acidosi:

 

1. Corrode le arterie, le vene e i tessuti del cuore.

 

Come l’acido corrode il marmo, l’acidosi intacca e minaccia le membrane cellulari di cuore, arterie e vene, indebolendo le strutture cardiovascolari e i tessuti inter-connettivi

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2. Accelera il danno dei radicali liberi e l’invecchiamento precoce.

L’acidosi causa la scomposizione parziale dei lipidi e una cascata ossidante distruttiva. Questo accelera il danno da parte dei radicali liberi, alle pareti cellulari e alle strutture della membrana intracellulare, che si sgretolano uccidendo le cellule in questo processo. L’acidosi è quindi considerato il primo passo verso l’invecchiamento precoce, accelerando le cascate ossidanti della distruzione della parete cellulare, producendo rughe, macchie dell’età, disfunzione dei sistemi ormonali, interferendo con la vista, la memoria e altri fenomeni correlati all’età.

 

3. Causa aumento di peso, diabete e obesità.

Un pH acido ha influenza notevole nei problemi relativi al peso, inclusi diabete e obesità. Sembra che un pH costantemente acido possa causare direttamente un immediato aumento di peso. Ecco cosa succede quando un sistema è troppo acido. Ne risulta uno stato conosciuto come sensibilità all’insulina o Sindrome X, che spinge a produrre troppa insulina, così che il corpo ne viene inondato e non perde calorie, ma le converte in grasso.

Si pensa che un pH acido segnali immediatamente la potente risposta di una fame impellente, interagendo direttamente con l’asse insulina-glucagone, estremamente importante e molto sensibile. Questo fa produrre al corpo più insulina del normale e a sua volta, fa produrre e immagazzinare più grasso. In generale, più insulina è disponibile nel corpo, maggiore sarà la probabilità di produrre e conservare il grasso piuttosto che usarlo e bruciarlo come energia.

Un pH acido allerta quindi la risposta genetica della fame, aumentando la produzione di insulina e immagazzinando più grasso del normale. Al contrario, un pH corretto, leggermente alcalino, aziona una normale attività metabolica dei grassi, non richiede al corpo di sovraprodurre insulina e permette di bruciare e perdere naturalmente i grassi. Con un pH corretto è difficile avere l’effetto yo-yo o riprendere peso dopo una dieta. Fintantoché le riserve nutritive vengono mantenute, un pH corretto e leggermente alcalino permette al grasso di trasformarsi in energia, piuttosto che essere accumulato.

Con la maggiore richiesta di produzione di insulina, le cellule beta perdono il collegamento tra loro, la comunicazione cellulare è difficoltosa e il sistema immunitario inizia a reagire eccessivamente. Lo stress nelle cellule aumenta, rendendo difficile il loro corretto funzionamento e, successivamente, la loro sopravvivenza. In senso stretto, semplicemente si esauriscono! L’acidosi è quindi considerata un precursore importante, ma spesso sottovalutato, del diabete mellito. E’ interessante sapere che, prima dell’avvento dell’insulina sintetica, il diabete veniva storicamente trattato tamponando il sistema con polveri basiche o alcaline.

 

4. Causa la formazione delle placche di colesterolo.

Il colesterolo LDL si deposita, a un ritmo accelerato, all’interno di un ambiente chimico acido del sistema cardiovascolare, ricoprendo la rete vascolare e ostacolando la circolazione! La quantità di colesterolo nella dieta non è considerata un fattore importante per la formazione della placca di colesterolo. Piuttosto, lo stato del pH sembra essere il fattore maggiormente coinvolto, poiché l’acidosi permette al colesterolo di legarsi ai metalli pesanti e ad altre scorie cellulari.

 

5. Agisce sulla pressione sanguigna.

Con l’acidosi (pH<7.20) le arterie si dilatano. Tuttavia, il forte abbassamento del pH del sangue causa anche una persistente vasocostrizione venosa (una patologia che riguarda il calibro dei vasi sanguigni). Quando questo accade, il sangue periferico viene spostato più centralmente: più è acido il paziente, maggiore sarà la ridistribuzione del sangue nei vasi centrali. Questa ridistribuzione del sangue va ad aggiungersi al carico di lavoro del cuore e ne compromette la contrattilità.

 

6. Modifica il metabolismo dei lipidi e degli acidi grassi.

L’acidosi modifica il metabolismo generale dei lipidi e degli acidi grassi, all’interno del corpo. Gli acidi grassi sono intimamente coinvolti nella funzione nervosa e cerebrale. Quando il metabolismo degli acidi grassi è alterato, possono insorgere problemi neurologici come la sclerosi multipla, la degenerazione maculare e altre malattie, come pure problemi di bilancio ormonale nel sistema endocrino.

 

7. Inibisce il metabolismo delle riserve energetiche immagazzinate.

Un pH acido inibisce un efficiente metabolismo cellulare e corporeo. L’acidosi causa disturbi “chimici”, interferendo con le comunicazioni e le funzioni cellulari,riduce il legame delle proteine del plasma con il calcio, diminuendo l’efficacia di questo segnale intracellulare. L’acidosi porta, inoltre, a una disfunzione dello scambio di ioni calcio, provocando una riduzione della contrattilità cardiaca o della capacità del cuore di pompare ritmicamente e in modo efficace.

 

8. Inibisce la rigenerazione cellulare e la sintesi DNA-RNA.

Per la sintesi del DNA-RNA e una sana proliferazione cellulare, il pH della cellula non deve essere acido. Le cellule cancerogene crescono bene in ambienti acidi, quindi un pH acido accelera e aumenta la possibilità di degenerazioni cellulari (cancro).

 

9. Impedisce all’ossigeno di arrivare ai tessuti.

L’acidosi, o un pH acido, riduce la quantità di ossigeno che può essere portato alle cellule, facendo ammalare le cellule sane, fino a farle morire.

 

10. Inibisce l’attività vitale degli elettroliti.

Le funzioni vitali essenziali, vengono disattivate dall’acidosi. Questo ha degli effetti a distanza a livello cardiovascolare, in quanto senza una sufficiente gestione degli elettroliti è probabile che si verifichi un infarto cardiaco. Senza un’adeguata gestione degli elettroliti, il cuore smette letteralmente di battere. L’inibizione dell’attività elettrolitica incide anche sul modo in cui ci sentiamo e ci comportiamo ed è strettamente legata ai livelli di energia che proviamo.