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Primo: Comunicare

Un diritto che rimane lettera morta.

 

L’89% dei pazienti vorrebbe dialogare di più con i medici. Secondo la Carta dei diritti dei pazienti oncologici d’Europa ogni cittadino europeo ha diritto a ricevere l’informazione più accurata possibile sia in merito alla malattia, sia in merito alle cure, e ad essere coinvolto nelle decisioni che riguardano la sua terapia.

Un diritto che in non pochi casi rimane lettera morta. In base ad una rilevazione, l’89% di malati e familiari che si occupano di assistere il malato (tipicamente si tratta di figli o coniugi) dice di voler essere coinvolto il più possibile nei processi decisionali, ma in un terzo dei casi (26%) questo non avviene e i medici prendono decisioni cliniche senza averne discusso con i pazienti e senza condividere con loro tutte le informazioni necessarie. Non solo: nel 17% dei casi, medici, pazienti e familiari si trovano in aperto disaccordo sia in merito alle opzioni di cura (55%) sia sulla loro valutazione (29%).

 

Il rapporto tra medico e paziente

 

Dottori che non sanno spiegare, pazienti che non sanno chiedere: il rapporto tra medico e paziente è alla base di una buona terapia. Eppure spesso non funziona. Da un’indagine risulta che il 75% dei pazienti non si ferma alla prima diagnosi, ma cerca voci ulteriori rivolgendosi o ad altri medici, o alla rete o alle associazioni di pazienti.

D’altro canto però risulta che il 26% dei medici agisca d’imperio, senza consultare i pazienti: non vi sembra ci sia  qualcosa che non va nel  rapporto tra  medico  e paziente? A quanto pare sì e il problema ha anche a che fare, per quanto pleonastico possa sembrare, con la comunicazione. Il medico ha bisogno di agire, ma il paziente ha bisogno di sicurezze e, in una situazione di incertezza come la malattia, queste possono essere date solo dall’informazione.

 

Informazione prima di tutto

 

I dottori danno generalmente ai loro malati tutte le informazioni del caso, solo che non sempre arrivano al malato e ai familiari in modo comprensibile, o perché indulgono a tecnicismi incomprensibili o perché il malato è in uno stato emotivo alterato e quindi non recettivo. Non a caso, infatti, i pazienti che chiedono supporto psicologico, per prima cosa lamentano il fatto di non aver capito che cosa sta loro succedendo. Detto questo quindi non ci sono “cattivi” nel rapporto di comunicazione tra medici e pazienti. Le difficoltà, in questo gioco delle parti, sono presenti in entrambi gli attori.

Dall’inchiesta emerge che molti pazienti però si rivolgono ad altre fonti: chiedono consulti ulteriori, aderiscono ad associazioni, navigano on line… La rete sembra una buona soluzione ma di rado lo è. E’ vero che rende accessibili centinaia di informazioni, queste informazioni sono non filtrate e non adeguate alla condizione clinica specifica del malato. La medicina oggi è sempre più personalizzata sul singolo individuo e questo difficilmente trova risposta online.

La comunicazione non deve solo essere completa ed esaustiva. Deve anche essere il più autentica e trasparente possibile, passando dall’ascolto reciproco di medico e paziente. Comunicazione significa “mettere in comune” e quindi prevede persone che “vogliono mettere in comune” e scambiare l’un l’altro le informazioni che possiedono. Solo in questo modo e sulla base di questo scambio il rapporto funziona.

 

I numeri:

 

  • 98% dei pazienti italiani riceve le cure di cui ha bisogno mediante il Servizio Sanitario Nazionale.
  • 75% dei pazienti e familiari non si ferma alle informazioni che riceve dal medico ma ne cerca di ulteriori, online o da altri specialisti.
  • 20% dei pazienti e familiari incontra difficoltà economiche per affrontare la cura e la terapia.
  • 6% dei pazienti e familiari si ritrova a dover chiedere un prestito.
  • 26% dei pazienti non viene consultato dai medici in merito alle decisioni cliniche

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Il “Miracolo” contro il cancro non esiste.

Attenzione ai termini!

 

Il progresso scientifico necessita di tempo per ottenere risultati convincenti. Attenzione quindi ai termini “scoperta scientifica” oppure “miracolo” in quanto anche una scoperta apparentemente plausibile ha bisogno di tempo per essere confermata. Saremo chiari: una cura universale non esiste. Non affidarsi a soluzioni troppo facili e né tantomeno cure miracolose.

Di seguito alcuni consigli:

 

  • Diffidare delle cure universali . Una cura universale non esiste;
  • Leggere attentamente: il progresso scientifico necessita di tempo per ottenere risultati convincenti;
  • Ricercare la “versione integrale” della storia: i report che si possono vedere in tv o leggere sui giornali sono troppo brevi per includere tutti i dettagli di un argomento;
  • Non affidarsi a soluzioni troppo facili: Il cancro è una malattia complessa che non può trovare soluzioni “magiche” né tanto meno cure miracolose. Anche l’organismo umano è una macchina complessa e il cibo che consumiamo con la dieta è ricco di centinaia, o addirittura migliaia, di composti diversi che possono interagire con il nostro organismo. La strategia migliore per la prevenzione oncologica va quindi cercata in uno stile di vita complessivo e non in un solo alimento;
  • Affidarsi a fonti istituzionali e riconosciute: prima di intraprendere dei cambiamenti drastici è sempre raccomandabile consultare il proprio medico. Esso sarà sicuramente in grado di dare un parere basato sulla validità scientifica della nuova strategia da intraprendere;
  • Mantenere un sano scetticismo: non è necessario screditare o diffidare di ogni articolo o report che leggiamo o vediamo, ma è sufficiente utilizzare il buonsenso. Probabilmente se una soluzione suona troppo facile e comoda per essere vera, probabilmente non lo sarà.

La lotta al cancro prevede un approccio integrato.

 

Chirurgia, radio e chemioterapia non vanno in soffitta. L’immunoterapia, che oggi ha già portato sul mercato diversi farmaci in grado di cambiare la storia di diversi tumori è una strategia ulteriore per eliminare il cancro ma non rappresenta la soluzione a tutto. Grazie alla combinazione di tutte queste armi i tumori potrebbero diventare una malattia controllabile e cronicizzabile.

 

Come e dove ottenere informazioni.

 

Il paziente e le persone più vicine al paziente al fine di ottenere informazioni e risposte fanno ricerche frequenti su Internet, ma raramente possono ottenere un sopporto competente. In Italia c’è una realtà che si occupa per fornire informazioni su vari aspetti della malattia per i pazienti, la famiglia e gli amici per aiutarli lungo la strada, questa si chiama AIMaC ed è l’ Associazione Italiana dei malati di cancro:  https://www.aimac.it/

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La dieta anticancro di Umberto Veronesi

Siamo quel che mangiamo.

 

 

Umberto Veronesi era sostenitore dello slogan “Siamo quel che mangiamo“, ha più volte affermato che l’alimentazione influisce sulla formazione dei carcinomi secondo una percentuale del 25-30%. Molto importante è contrastare il cancro attraverso una delle attività più rappresentative dell’uomo: l’alimentazione.

Umberto Veronesi, direttore dell’Istituto Europeo di Oncologia, studiò per anni quale relazione legava cibo e cancro. Il suo metodo fu dichiarato innovativo. La sua dieta non si allontana nettamente da quella mediterranea, ma è supportata da ulteriori regole:

 

1. Il consumo di frutta e verdura.

 

Frutta e verdura dovrebbero venire consumati molte volte al giorno per il loro concentrato di benefici. Per quanto riguarda la frutta i momenti migliori sono la mattina e lo spuntino pomeridiano, lontano dal pranzo per non provocare una fermentazione intestinale, ma anche prima dei pasti per eliminare il senso impellente di fame. La verdura, invece, non dovrebbe mai mancare a pranzo e cena.

 

2. I cereali integrali.

 

Un altro alimento che non dovrebbe mai mancare sono i cereali integrali, tra cui riso, quinoa, amaranto, grano, orzo, farro, molto importanti da inserire nella dieta grazie alla loro azione preventiva nei confronti di malattie come ictus e infarto. Regola fondamentale, però, è quella di variare sempre il tipo di cereale senza esagerare nelle dosi.

 

3. La frutta secca.

 

Ogni giorno si dovrebbe consumare un’adeguata porzione di frutta secca ricca di omega 3. La dose consigliata è di 30 grammi giornalieri di noci, mandorle, nocciole, arachidi, pinoli o anacardi, in grado di apportare elementi nutritivi quali i grassi insaturi, proteine di alta qualità, fibre, vitamine e minerali utili per contrastare malattie come il diabete, cancro del colon, l’ipertensione e la sindrome metabolica.

 

4. Bere molta acqua.

 

Elevate quantità d’acqua nell’organismo ogni giorno per aiutare a depurare l’organismo dalle scorie e dalle sostanze tossiche. Inoltre, bere la giusta dose d’acqua giornaliera, circa 2 litri, aiuta a mantenere la giusta idratazione del corpo, a stimolare il metabolismo e a rafforzare il sistema immunitario.

 

5. L’olio d’oliva come unico condimento.

 

L’olio d’oliva è l’unico condimento possibile sulla tavola. Inoltre, il suo utilizzo dovrebbe essere a crudo per evitarne la tossicità. È dimostrato che l’olio d’oliva, se consumato regolarmente e nella dose consigliata di 3 cucchiai al giorno, riduce il rischio cardiovascolare, oltre ad avere numerose proprietà cosmetiche, curative e nutrizionali.

 

6. Il tipo di cottura.

 

Secondo Veronesi, la cottura ha un ruolo fondamentale nell’ alimentazione ma molto spesso questo viene sottovalutato. I tipi di cottura da preferire sono quello in umido o al cartoccio, per evitare l’uso di alte temperature che bruciano il cibo rilasciando sostanze tossiche. Anche la cottura tramite marinatura è una cottura di tipo atossica perché non rilascia sostanze cancerogene.

La dieta anticancro di Umberto Veronesi

Suggerimento. Secondo Veronesi, una dieta anticancro predilige un regime alimentare quanto più vario ed equilibrato possibile, limitato nell’assunzione di determinate sostanze, più nocive che salutari, ma propenso verso un’alimentazione più naturale, come ad esempio quella vegetariana.

 

Di seguito gli alimenti da evitare o moderare:

 

  • Gli insaccati;
  • Le carni rosse;
  • Il sale;
  • I cibi soggetti a raffinazione, come lo zucchero e tutto ciò che lo contiene;
  • Le bevande alcoliche

Una dieta anticancro per prevenire i tumori deve essere naturale, semplice ed equilibrata, quindi con alimenti sani, quali per lo più verdura, frutta e cibi non raffinati. Umberto Veronesi era un convinto vegetariano da molto tempo per motivi etici, ambientalisti e di salute. Secondo le sue ricerche, i vegetariani vivono di più grazie al tipo di alimentazione che seguono. Nell’elenco dei cibi che proponeva infatti, nulla riguarda alimenti di origine animale.

 

Gli alimenti consigliati:

 

Gli alimenti consigliati sono: i pomodori, i broccoli, le arance, la zucca, i cavoli, i fagiolini verdi, la carota, le verdure a foglia verde, i legumi, l’aglio, la cipolla, i piselli, i peperoni, le patate, i cetrioli, il prezzemolo, i finocchi, gli asparagi, i carciofi, i funghi, i ravanelli, le erbe aromatiche.

E poi: le fragole, le mele, le pere, le albicocche, i lamponi, l’uva, il melone, l’anguria, i mirtilli, i frutti di bosco, le castagne. Ma anche: il tè verde, lo yogurt, i crostacei, i molluschi, il pesce in generale, l’olio d’oliva. 

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Microsoft: Guerra contro il cancro.

L’annuncio di Microsoft

 

In un recente annuncio, il gigante delle tecnologie informatiche Microsoft ha sostenuto che riuscirà a “risolvere” il problema del cancro entro 10 anni “riprogrammando” le cellule malate e facendole ritornare ad uno stato sano. In un post sul sito ‘Microsoft Stories’, lo scrittore Allison Linn descrive come l’unione di scienziati, ingegneri e programmatori stanno cercando di utilizzare algoritmi e computer per capire nuovi metodi di trattamento di questa malattia. L’annuncio di Microsoft, “La guerra contro il cancro”, serve per presentare prossimamente in modo efficace il lancio pubblico di un nuovo hi-tech.

Il gigante nel campo dello sviluppo di software per PC e altri apparecchi – la società Microsoft – difficilmente può essere messa in relazione alla preoccupazione con la salute umana. Tuttavia, ha delicatamente ma con fermezza preso il suo posto nel mondo della ricerca medica. Già 150 scienziati e sviluppatori di software stanno lavorando su vari progetti di Microsoft Research nella divisione conosciuta chiamata «bioinformatica”, che comprende l’apertura di un nuovo laboratorio. In questo laboratorio sono stati riuniti gli esperti di linguaggio macchina, di programmatori, di matematica e di biologia. Per decenni, queste discipline erano relativamente non confrontabili, ma con l’avvento di una tale scienza, come la bioinformatica, la situazione sta cominciando a cambiare.

 

Il progetto per riprogrammare le cellule tumorali

 

Gran parte del lavoro degli esperti di Microsoft Research si propone a modellare la crescita e lo sviluppo delle cellule viventi, la loro proliferazione e la comprensione di come una cellula decide di diventare cancerose o morire. Attraverso l’uso di tecnologie informatiche avanzate Microsoft afferma che sarà presumibilmente in grado di capire i metodi di trattamento contro il cancro, “individualizzare” quelli più efficaci per i pazienti.

Il progetto per riprogrammare le cellule tumorali è guidato dal capo di Microsoft Research Andrew Phillips. Insieme ai suoi colleghi, sta cercando di creare un linguaggio di programmazione per modellare la relazione tra i componenti biologici, successivamente di monitorare ogni movimento delle cellule. 

“Se sarà possibile e riusciremo ad ottenere una risposta dalla cellula, agendo su di essa dall’interno, in questo modo saremo in grado di superare la malattia prima che si diffonda, “Andrew Phillips.

Secondo lo scienziato, uno dei problemi più gravi per la sua squadra è che i computer sono stati creati da persone e le cellule e le malattie sono il risultato di anni di evoluzione. Per risolvere questo problema si richiede un modello di calcolo con un livello estremo di complessità: “E ‘un processo lungo, ma penso che, tecnicamente è ancora possibile. In questi 10 anni, creeremo un sistema molecolare intelligente che porterà il cancro ad essere una malattia cronica gestibile.”

“Può sembrare che il campo della biologia e dei computer siano non simili tra loro, come il formaggio e il gesso” – dice Chris Bishop, responsabile del laboratorio, “ma i complessi processi che avvengono nelle cellule hanno alcune somiglianze con quello che accade in un normale personal computer”.

I rappresentanti della società dicono che il loro obiettivo finale è quello di imparare a riprogrammare le cellule viventi. Ciò cambierà drasticamente l’approccio per il trattamento di malattie come il cancro e nel breve termine, l’obiettivo dei ricercatori è quello cui attraverso la modellazione informatica si possano sviluppare gli strumenti che semplificano il processo di creazione di nuovi farmaci.

Fonte: https://news.microsoft.com/stories/computingcancer/

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Come l’Acidosi può provocare gravi malattie.

Cos’è l’acidosi?

 

L’acidosi è una condizione anomala del nostro organismo caratterizzata da un incremento delle normali condizioni di acidità dei tessuti e dei liquidi organici. Se avete un problema di salute, probabilmente siete acidi. Le ricerche mostrano come il corpo, se il pH non è leggermente alcalino, non riesce a curarsi da solo. Quindi, a prescindere dal tipo di modalità che si sceglie per curare il proprio problema, questo non funzionerà fino a che il pH non aumenti. Se il pH del corpo non è bilanciato non si riescono ad assimilare in modo efficace le vitamine, i minerali e gli integratori alimentari. Il pH incide su ogni aspetto della salute.

Come la maggior parte degli esseri viventi sulla terra, il corpo deve avere un pH bilanciato altrimenti non funziona correttamente. Il livello alcalino è molto importante in quanto la ricerca ha già dimostrato che la malattia non può sopravvivere in uno stato alcalino mentre prospera in un ambiente acido.

Generalmente le condizioni di acidosi vengono attribuite al plasma sanguigno e fanno riferimento al pH quando scende a valori inferiori a 7,35. Quindi un organismo sano non dovrebbe mai scendere al di sotto di questo valore, solo in queste condizioni le cellule possono funzionare regolarmente nutrendosi ed eliminando le tossine e creando anche quelle sostanze di cui necessita l’organismo per mantenersi sano; questo significa equilibrio, energia, vitalità e di conseguenza quella buona salute che tutti abbiamo diritto ad avere.

 

Cause dell’acidosi.

 

Le cause fondamentali delle condizioni di acidosi sono date dal cibo che ingeriamo: pasti veloci, zuccheri raffinati, insaccati, alimenti precotti, cibi inscatolati e grassi sono i principali responsabili dell’acidosi. L’acidosi ostacola l’assimilazione di ossigeno da parte delle cellule le quali non possono svolgere adeguatamente le loro funzioni vitali ed eliminare le tossine, ne consegue uno stato di intossicazione che può degenerare in manifestazioni patologiche le più disparate. Inoltre l’organismo può reagire prelevando materiale basico come magnesio, calcio, bicarbonati ecc. dai vari organi che di conseguenza vengono notevolmente indeboliti e quindi più esposti all’azione patogena di virus, batteri e di altri fattori che possono provocare malattie anche gravi.

 

Che danni comporta l’acidosi al nostro corpo?

 

  • L’acidosi è uno stato pericoloso del nostro organismo: crea stanchezza, stati infiammatori nei tessuti, irritabilità del sistema nervoso, aumento delle tossine e quindi dei radicali liberi…
  • Un pH acido è una delle cause delle malattie degenerative
  • Malattie cardiovascolari: aterosclerosi, infarto, colpo apoplettico, colesterolo alto, ipertensione
  • Tutte le forme di cancro
  • Diabete, sensibilità all’insulina, obesità
  • Malattie neurologiche, MS, MD, ALS e Morbo di Parkinson
  • Malattie epatiche e renali
  • Senilità, Demenza, Alzheimer
  • Immunodeficienze
  • Osteoporosi, osteoartriti e perdita dei denti
  • Squilibri ormonali
  • Invecchiamento precoce, problemi di prostata negli uomini

10 motivi perchè evitare l’acidosi:

 

1. Corrode le arterie, le vene e i tessuti del cuore.

 

Come l’acido corrode il marmo, l’acidosi intacca e minaccia le membrane cellulari di cuore, arterie e vene, indebolendo le strutture cardiovascolari e i tessuti inter-connettivi

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2. Accelera il danno dei radicali liberi e l’invecchiamento precoce.

L’acidosi causa la scomposizione parziale dei lipidi e una cascata ossidante distruttiva. Questo accelera il danno da parte dei radicali liberi, alle pareti cellulari e alle strutture della membrana intracellulare, che si sgretolano uccidendo le cellule in questo processo. L’acidosi è quindi considerato il primo passo verso l’invecchiamento precoce, accelerando le cascate ossidanti della distruzione della parete cellulare, producendo rughe, macchie dell’età, disfunzione dei sistemi ormonali, interferendo con la vista, la memoria e altri fenomeni correlati all’età.

 

3. Causa aumento di peso, diabete e obesità.

Un pH acido ha influenza notevole nei problemi relativi al peso, inclusi diabete e obesità. Sembra che un pH costantemente acido possa causare direttamente un immediato aumento di peso. Ecco cosa succede quando un sistema è troppo acido. Ne risulta uno stato conosciuto come sensibilità all’insulina o Sindrome X, che spinge a produrre troppa insulina, così che il corpo ne viene inondato e non perde calorie, ma le converte in grasso.

Si pensa che un pH acido segnali immediatamente la potente risposta di una fame impellente, interagendo direttamente con l’asse insulina-glucagone, estremamente importante e molto sensibile. Questo fa produrre al corpo più insulina del normale e a sua volta, fa produrre e immagazzinare più grasso. In generale, più insulina è disponibile nel corpo, maggiore sarà la probabilità di produrre e conservare il grasso piuttosto che usarlo e bruciarlo come energia.

Un pH acido allerta quindi la risposta genetica della fame, aumentando la produzione di insulina e immagazzinando più grasso del normale. Al contrario, un pH corretto, leggermente alcalino, aziona una normale attività metabolica dei grassi, non richiede al corpo di sovraprodurre insulina e permette di bruciare e perdere naturalmente i grassi. Con un pH corretto è difficile avere l’effetto yo-yo o riprendere peso dopo una dieta. Fintantoché le riserve nutritive vengono mantenute, un pH corretto e leggermente alcalino permette al grasso di trasformarsi in energia, piuttosto che essere accumulato.

Con la maggiore richiesta di produzione di insulina, le cellule beta perdono il collegamento tra loro, la comunicazione cellulare è difficoltosa e il sistema immunitario inizia a reagire eccessivamente. Lo stress nelle cellule aumenta, rendendo difficile il loro corretto funzionamento e, successivamente, la loro sopravvivenza. In senso stretto, semplicemente si esauriscono! L’acidosi è quindi considerata un precursore importante, ma spesso sottovalutato, del diabete mellito. E’ interessante sapere che, prima dell’avvento dell’insulina sintetica, il diabete veniva storicamente trattato tamponando il sistema con polveri basiche o alcaline.

 

4. Causa la formazione delle placche di colesterolo.

Il colesterolo LDL si deposita, a un ritmo accelerato, all’interno di un ambiente chimico acido del sistema cardiovascolare, ricoprendo la rete vascolare e ostacolando la circolazione! La quantità di colesterolo nella dieta non è considerata un fattore importante per la formazione della placca di colesterolo. Piuttosto, lo stato del pH sembra essere il fattore maggiormente coinvolto, poiché l’acidosi permette al colesterolo di legarsi ai metalli pesanti e ad altre scorie cellulari.

 

5. Agisce sulla pressione sanguigna.

Con l’acidosi (pH<7.20) le arterie si dilatano. Tuttavia, il forte abbassamento del pH del sangue causa anche una persistente vasocostrizione venosa (una patologia che riguarda il calibro dei vasi sanguigni). Quando questo accade, il sangue periferico viene spostato più centralmente: più è acido il paziente, maggiore sarà la ridistribuzione del sangue nei vasi centrali. Questa ridistribuzione del sangue va ad aggiungersi al carico di lavoro del cuore e ne compromette la contrattilità.

 

6. Modifica il metabolismo dei lipidi e degli acidi grassi.

L’acidosi modifica il metabolismo generale dei lipidi e degli acidi grassi, all’interno del corpo. Gli acidi grassi sono intimamente coinvolti nella funzione nervosa e cerebrale. Quando il metabolismo degli acidi grassi è alterato, possono insorgere problemi neurologici come la sclerosi multipla, la degenerazione maculare e altre malattie, come pure problemi di bilancio ormonale nel sistema endocrino.

 

7. Inibisce il metabolismo delle riserve energetiche immagazzinate.

Un pH acido inibisce un efficiente metabolismo cellulare e corporeo. L’acidosi causa disturbi “chimici”, interferendo con le comunicazioni e le funzioni cellulari,riduce il legame delle proteine del plasma con il calcio, diminuendo l’efficacia di questo segnale intracellulare. L’acidosi porta, inoltre, a una disfunzione dello scambio di ioni calcio, provocando una riduzione della contrattilità cardiaca o della capacità del cuore di pompare ritmicamente e in modo efficace.

 

8. Inibisce la rigenerazione cellulare e la sintesi DNA-RNA.

Per la sintesi del DNA-RNA e una sana proliferazione cellulare, il pH della cellula non deve essere acido. Le cellule cancerogene crescono bene in ambienti acidi, quindi un pH acido accelera e aumenta la possibilità di degenerazioni cellulari (cancro).

 

9. Impedisce all’ossigeno di arrivare ai tessuti.

L’acidosi, o un pH acido, riduce la quantità di ossigeno che può essere portato alle cellule, facendo ammalare le cellule sane, fino a farle morire.

 

10. Inibisce l’attività vitale degli elettroliti.

Le funzioni vitali essenziali, vengono disattivate dall’acidosi. Questo ha degli effetti a distanza a livello cardiovascolare, in quanto senza una sufficiente gestione degli elettroliti è probabile che si verifichi un infarto cardiaco. Senza un’adeguata gestione degli elettroliti, il cuore smette letteralmente di battere. L’inibizione dell’attività elettrolitica incide anche sul modo in cui ci sentiamo e ci comportiamo ed è strettamente legata ai livelli di energia che proviamo.