Senza lattosio o senza senso?

Il mercato dei prodotti destinati a chi è intollerante.

 

Rispetto al 2007 il mercato di questi alimenti è aumentato del 100%. Tanto importanti, quanto inutili. Sembra un controsenso, ma non lo è. I prodotti senza zucchero tipico del latte, il lattosio, sono, da una parte, una manna del cielo per chi è davvero intollerante, dall’altra un’ inutile opzione per chi non ha alcun problema.

Eppure sono molte le persone che li acquistano senza averne effettivamente bisogno, alimentando la richiesta di quella che in origine era una nicchia di consumatori: il mercato dei prodotti lattiero caseari privi di lattosio è infatti cresciuto in modo esponenziale negli ultimi anni (in cinque anni è raddoppiato).

Il motivo non deve essere ricondotto solo a un aumento delle persone intolleranti: tra le ragioni c’è anche il miglioramento della tecnologia per la produzione del latte delattosato, che ha reso gli alimenti più appetibili, ma ahimè – anche la crescita dei casi di autodiagnosi.

 

Demonizzare un alimento – un approccio sbagliato.

 

Spesso chi ha problemi di digestione ne attribuisce la colpa al latte (o ai suoi derivati), deducendo di essere intollerante al lattosio e compie, agendo di propria iniziativa, uno di questi due errori: o rinuncia completamente ai latticini o si butta sui prodotti senza lattosio. Nel primo caso lo sbaglio è enorme, perché si improverisce la propria dieta di calcio, un elemento essenziale; nel secondo caso il danno è più che altro al portafoglio, ma si potrebbe anche innescare un approccio al cibo sbagliato, che demonizza erroneamente un alimento o un suo componente. Lo dimostra il fatto che, anche chi ha un`intolleranza reale al lattosio può consumare comunque alcuni latticini tradizionali, stando attento a non superare la propria soglia di tolleranza.

Soglia che non la si inventa, che cambia da persona a persona e deve essere definita dal medico dopo aver sottoposto il paziente a un test diagnostico valido (non quelli generici sulle intolleranze che si fanno nelle farmacie).

 

Per pochi, non per tutti.

 

Se si è intolleranti al lattosio si può integrare la propria dieta con alcuni alimenti delattosati. Ormai sono molte le aziende che li propongono: si trovano in tutti i supermercati, anche quelli piccoli e non specializzati. Questi alimenti che si definiscono “senza lattosio” dichiarano tuttavia in etichetta un contenuto minimo di lattosio: è corretto? E sono in regola con le indicazioni di legge?

In realtà si tratta di prodotti che hanno pochi obblighi: oggi c’è solo un’ indicazione del Ministero della Salute, secondo cui si può definire “senza lattosio” il prodotto che ha un residuo inferiore a 0,1 per 100g o ml. Insomma i prodotti senza lattosio in linea di massima vanno bene, ma se non servono, non ha senso comprarli.

 

Infatti:

 

  • La maggioranza degli intolleranti è in grado di digerire piccole quantità di lattosio, e perché i latticini essenziali sono necessarie per la salute, per il Calcio e vitamina D.
  • Il lattosio è presente nel latte di tutti i mammiferi, anche in quello di capra.
  • Senza lattosio non significa meno calorico. Il lattosio (uno zucchero) non viene tolto, ma “scisso”, dunque le calorie tra un prodotto con lattosio e uno senza sono uguali.
  • Poche persone nascono intolleranti al lattosio, le probabilità di diventarlo tendono ad aumentare con l’età.

Attenzione!!!

 

Il lattosio è uno dei principali eccipienti della maggior parte dei farmaci in commercio. Chi soffre di intolleranza deve quindi chiedere consiglio al medico o al farmacista prima di assumere una medicina, soprattutto se dovrà prenderla (come nel caso dell’antibiotico) per un periodo prolungato. Vietati anche i prodotti omeopatici in granuli. Questi farmaci contengono lattosio in percentuali che arrivano fino al 95%.

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Il “Miracolo” contro il cancro non esiste.

Attenzione ai termini

 

Il progresso scientifico necessita di tempo per ottenere risultati convincenti. Attenzione quindi ai termini “scoperta scientifica” oppure “miracolo” in quanto anche una scoperta apparentemente plausibile ha bisogno di tempo per essere confermata. Saremo chiari: una cura universale non esiste. Non affidarsi a soluzioni troppo facili e né tantomeno cure miracolose.

Di seguito alcuni consigli:

 

  • Diffidare delle cure universali . Una cura universale non esiste;
  • Leggere attentamente: il progresso scientifico necessita di tempo per ottenere risultati convincenti;
  • Ricercare la “versione integrale” della storia: i report che si possono vedere in tv o leggere sui giornali sono troppo brevi per includere tutti i dettagli di un argomento;
  • Non affidarsi a soluzioni troppo facili: Il cancro è una malattia complessa che non può trovare soluzioni “magiche” né tanto meno cure miracolose. Anche l’organismo umano è una macchina complessa e il cibo che consumiamo con la dieta è ricco di centinaia, o addirittura migliaia, di composti diversi che possono interagire con il nostro organismo. La strategia migliore per la prevenzione oncologica va quindi cercata in uno stile di vita complessivo e non in un solo alimento;
  • Affidarsi a fonti istituzionali e riconosciute: prima di intraprendere dei cambiamenti drastici è sempre raccomandabile consultare il proprio medico. Esso sarà sicuramente in grado di dare un parere basato sulla validità scientifica della nuova strategia da intraprendere;
  • Mantenere un sano scetticismo: non è necessario screditare o diffidare di ogni articolo o report che leggiamo o vediamo, ma è sufficiente utilizzare il buonsenso. Probabilmente se una soluzione suona troppo facile e comoda per essere vera, probabilmente non lo sarà.

La lotta al cancro prevede un approccio integrato.

 

Chirurgia, radio e chemioterapia non vanno in soffitta. L’immunoterapia, che oggi ha già portato sul mercato diversi farmaci in grado di cambiare la storia di diversi tumori è una strategia ulteriore per eliminare il cancro ma non rappresenta la soluzione a tutto. Grazie alla combinazione di tutte queste armi i tumori potrebbero diventare una malattia controllabile e cronicizzabile.

 

Come e dove ottenere informazioni

 

Il paziente e le persone più vicine al paziente al fine di ottenere informazioni e risposte fanno ricerche frequenti su Internet, ma raramente possono ottenere un sopporto competente. In Italia c’è una realtà che si occupa per fornire informazioni su vari aspetti della malattia per i pazienti, la famiglia e gli amici per aiutarli lungo la strada, questa si chiama AIMaC ed è l’ Associazione Italiana dei malati di cancro:  https://www.aimac.it/

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Sette passi per vivere una vita lunga e sana.

 Come vivere una vita sana?

 

Le persone meritano di sapere esattamente che cosa fare per proteggersi dalle malattie. I farmaci non sono in grado di farlo: solo l’eccellenza nutrizionale ne ha la facoltà. È questa la migliore medicina. Chi vorrebbe finire in casa di cura con metà del corpo paralizzato, potendo evitarlo? Preferirebbe la demenza senile al benessere cognitivo ed emotivo in età avanzata? O una morte prematura invece di una lunga vita? Nessuno! Nessuno dovrebbe più preoccuparsi di incorrere in una crisi cardiaca o in un ictus.

Questi sette passi sono di vitale importanza se vuoi vivere una vita lunga e sana. Con essi, puoi guarire malattie “incurabili” come cancro, diabete, cardiopatie e altre, in modo naturale, senza farmaci, chirurgia o chemioterapia.

 

Fai del tuo meglio per seguirli tutti :

 

  • L’alimentazione è il fattore più importante per godere di buona salute. Una dieta corretta guarisce le malattie. Tutto il resto è secondario. Potrete trarre dalla vostra vita il massimo del piacere, della soddisfazione e della qualità, nella consapevolezza che, mangiando, non vi state distruggendo, bensì state facendo il meglio per la vostra salute.

 

  • Il tuo corpo ha bisogno ogni giorno di 90 nutrienti, di questi, raggruppati in 4 gruppi di micronutrienti, 60 sono minerali, di cui 17 essenziali, 16 sono vitamine, 11 sono aminoacidi essenziali, 3 sono gli acidi grassi essenziali

 

  • Equilibra i tuoi livelli ormonali. Vi sono quattordici ormoni fondamentali, e tutti devono lavorare in reciproca armonia.

 

  • Fai regolarmente esercizio, anche soltanto una passeggiata di trenta minuti al giorno. L’esercizio è vitale, ed è meglio che preveda una combinazione equilibrata di attività aerobica e allenamento alla resistenza.

 

  • Digiuna un giorno alla settimana, bevendo soltanto acqua tra una cena e la successiva. Il digiuno è uno dei più efficaci metodi terapeutici noti all’uomo. È essenziale che chi desidera intraprendere digiuni più lunghi si faccia seguire da un terapeuta professionista.

 

  • Non assumere farmaci, se non temporaneamente antibiotici o analgesici durante un’emergenza (naturalmente, c’è qualche eccezione. I diabetici, per esempio, devono prendere insulina).

 

  • Limita o elimina le cattive abitudini come alcol, caffè, droghe ricreative o dolci. Non occorre che diventi un santo, ma devi essere coerente con te stesso.

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La dieta anticancro di Umberto Veronesi

Siamo quel che mangiamo

 

Umberto Veronesi era sostenitore dello slogan “Siamo quel che mangiamo“, ha più volte affermato che l’alimentazione influisce sulla formazione dei carcinomi secondo una percentuale del 25-30%. Molto importante è contrastare il cancro attraverso una delle attività più rappresentative dell’uomo: l’alimentazione.

Umberto Veronesi, direttore dell’Istituto Europeo di Oncologia, studiò per anni quale relazione legava cibo e cancro. Il suo metodo fu dichiarato innovativo. La sua dieta non si allontana nettamente da quella mediterranea, ma è supportata da ulteriori regole:

1. Il consumo di frutta e verdura

Frutta e verdura dovrebbero venire consumati molte volte al giorno per il loro concentrato di benefici. Per quanto riguarda la frutta i momenti migliori sono la mattina e lo spuntino pomeridiano, lontano dal pranzo per non provocare una fermentazione intestinale, ma anche prima dei pasti per eliminare il senso impellente di fame. La verdura, invece, non dovrebbe mai mancare a pranzo e cena.

2. I cereali integrali

Un altro alimento che non dovrebbe mai mancare sono i cereali integrali, tra cui riso, quinoa, amaranto, grano, orzo, farro, molto importanti da inserire nella dieta grazie alla loro azione preventiva nei confronti di malattie come ictus e infarto. Regola fondamentale, però, è quella di variare sempre il tipo di cereale senza esagerare nelle dosi.

3. La frutta secca

Ogni giorno si dovrebbe consumare un’adeguata porzione di frutta secca ricca di omega 3. La dose consigliata è di 30 grammi giornalieri di noci, mandorle, nocciole, arachidi, pinoli o anacardi, in grado di apportare elementi nutritivi quali i grassi insaturi, proteine di alta qualità, fibre, vitamine e minerali utili per contrastare malattie come il diabete, cancro del colon, l’ipertensione e la sindrome metabolica.

4. Bere molta acqua

Elevate quantità d’acqua nell’organismo ogni giorno per aiutare a depurare l’organismo dalle scorie e dalle sostanze tossiche. Inoltre, bere la giusta dose d’acqua giornaliera, circa 2 litri, aiuta a mantenere la giusta idratazione del corpo, a stimolare il metabolismo e a rafforzare il sistema immunitario.

5. L’olio d’oliva come unico condimento

L’olio d’oliva è l’unico condimento possibile sulla tavola. Inoltre, il suo utilizzo dovrebbe essere a crudo per evitarne la tossicità. È dimostrato che l’olio d’oliva, se consumato regolarmente e nella dose consigliata di 3 cucchiai al giorno, riduce il rischio cardiovascolare, oltre ad avere numerose proprietà cosmetiche, curative e nutrizionali.

6. Il tipo di cottura

Secondo Veronesi, la cottura ha un ruolo fondamentale nell’ alimentazione ma molto spesso questo viene sottovalutato. I tipi di cottura da preferire sono quello in umido o al cartoccio, per evitare l’uso di alte temperature che bruciano il cibo rilasciando sostanze tossiche. Anche la cottura tramite marinatura è una cottura di tipo atossica perché non rilascia sostanze cancerogene.

La dieta anticancro di Umberto Veronesi

Suggerimento. Secondo Veronesi, una dieta anticancro predilige un regime alimentare quanto più vario ed equilibrato possibile, limitato nell’assunzione di determinate sostanze, più nocive che salutari, ma propenso verso un’alimentazione più naturale, come ad esempio quella vegetariana.

 

Di seguito gli alimenti da evitare o moderare:

 

  • Gli insaccati;
  • Le carni rosse;
  • Il sale;
  • I cibi soggetti a raffinazione, come lo zucchero e tutto ciò che lo contiene;
  • Le bevande alcoliche

Una dieta anticancro per prevenire i tumori deve essere naturale, semplice ed equilibrata, quindi con alimenti sani, quali per lo più verdura, frutta e cibi non raffinati. Umberto Veronesi era un convinto vegetariano da molto tempo per motivi etici, ambientalisti e di salute. Secondo le sue ricerche, i vegetariani vivono di più grazie al tipo di alimentazione che seguono. Nell’elenco dei cibi che proponeva infatti, nulla riguarda alimenti di origine animale.

 

Gli alimenti consigliati:

 

Gli alimenti consigliati sono: i pomodori, i broccoli, le arance, la zucca, i cavoli, i fagiolini verdi, la carota, le verdure a foglia verde, i legumi, l’aglio, la cipolla, i piselli, i peperoni, le patate, i cetrioli, il prezzemolo, i finocchi, gli asparagi, i carciofi, i funghi, i ravanelli, le erbe aromatiche.

E poi: le fragole, le mele, le pere, le albicocche, i lamponi, l’uva, il melone, l’anguria, i mirtilli, i frutti di bosco, le castagne. Ma anche: il tè verde, lo yogurt, i crostacei, i molluschi, il pesce in generale, l’olio d’oliva. 

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I decessi per cancro tra le donne.

I decessi per cancro tra le donne.

“Potremmo evitare milioni di morti di cancro con la conoscenza che già abbiamo”
David Hunter

Nuovi report effettuati da studi dell’American Cancer Society e Lancet affermano che i decessi per cancro tra le donne tenderanno a salire al 60% entro il 2030, indicando aumenti devastanti, soprattutto nei paesi più poveri, con diagnosi di cancro al seno stabiliti a quasi il doppio.  Le diagnosi di cancro al seno potrebbero quasi raddoppiare entro il 2030, secondo un rapporto su Lancet.

Questi due rapporti hanno avvertito di un’esplosione in decessi per cancro tra le donne, con una quota, soprattutto da cancro al seno, di circa 5,5 milioni all’anno entro il 2030 – parlando della popolazione della Danimarca.

Questo rappresenterà quasi un aumento del 60% in meno di due decenni, ha detta di un’analisi condotta dalla American Cancer Society (ACS), pubblicata il Martedì al World Congress Cancer a Parigi.

Poiché la popolazione mondiale cresce e matura, la quota massima sarà raggiunta tra le donne dei paesi poveri e medio reddito e la gran parte di essa da tumori, che sono in gran parte prevenibili.

Un secondo rapporto, pubblicato sulla rivista medica Lancet il Mercoledì, ha detto che il numero di donne con diagnosi di cancro al seno da solo potrebbe quasi raddoppiare a 3,2 milioni l’anno entro il 2030 da 1,7 milioni nel 2015.

Per quanto riguarda invece il cancro del collo dell’utero, il numero di diagnosi potrebbe “aumentare di almeno il 25% ad oltre 700.000 donne entro il 2030”, questo sempre principalmente nei paesi a basso e medio reddito, come si legge dal comunicato della Lancet.

Il cancro sta già uccidendo una donna su sette in tutto il mondo, ha detto che il rapporto di ACS ed è la seconda causa di morte dopo le malattie cardiovascolari.

Tutti e quattro i tumori più letali – della mammella, del colon-retto, del polmone e il cancro del collo dell’utero – sono per lo più prevenibili o possono essere diagnosticati precocemente, quindi il trattamento potrebbe avere più successo.

Secondo l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, ci sono stati 6,7 milioni di nuovi casi di cancro e 3,5 milioni di decessi tra le donne in tutto il mondo nel 2012. Di questi, il 56% dei casi e il 64% dei decessi sono stati nei paesi meno sviluppati.

“Questi numeri dovrebbero aumentare a 9,9 milioni di casi e 5,5 milioni di morti ogni anno tra le donne entro il 2030 come conseguenza della crescita e l’invecchiamento della popolazione”, ha detto il rapporto di ACS.

La maggiore concentrazione è in Asia orientale, con 1,7 milioni di casi e un milione di morti nel 2012, soprattutto in Cina.

La più alta percentuale di casi di cancro per gruppo di popolazione erano ancora segnalati in paesi ad alto reddito in Europa, nelle Americhe e in Asia, ma questo in parte è cambiato perché dovuto a un migliore accesso allo screening e al rilevamento. Le mortalità, tuttavia, sono in proporzione molto più alta nei paesi a basso e medio reddito, con ridotto accesso alle diagnosi e trattamento. I paesi con il tasso di mortalità più elevati sono stati Zimbabwe, il Malawi, il Kenya, la Mongolia e Papua Nuova Guinea.

Il cancro del polmone e della mammella sono i due tipi più comuni in entrambe le nazioni ricche e povere, con il cancro del colon-retto, il terzo per casi di mortalità, nei paesi sviluppati e il cancro cervicale in quelli meno sviluppati.

Il cancro della cervice può essere scongiurata dalla vaccinazione contro il papilloma virus umano che provocano il cancro (HPV) e può essere rilevato attraverso regolari Pap test Papanicolaou (PAP).

Il rapporto Lancet ha detto che un pacchetto di controllo del cancro di base potrebbe essere introdotto nei paesi a basso e medio reddito per un minimo di US $ 1.72 (£ 1.40) per persona – l’equivalente di appena il 3% della spesa sanitaria corrente in questi paesi.

Le vaccinazione contro l’HPV universale di tutti le ragazze di 12 anni potrebbe impedire 420.000 morti in tutto il mondo.

“La comunità globale non può continuare a ignorare il problema – centinaia di migliaia di donne muoiono inutilmente ogni anno”, ha detto Richard Sullivan del King College di Londra, che è co-autore del rapporto Lancet.

“Non solo sono i costi dei servizi essenziali di cancro per le donne inferiori del previsto, ma lo scale-up di servizi diagnostici, chirurgici e di trattamento sono un investimento altamente efficace rispetto al costo economico devastante per i paesi, le comunità e le famiglie.”

FONTE: https://www.theguardian.com/society/2016/nov/02/cancer-deaths-women-rise-warning-lancet

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Come rafforzare il sistema immunitario in modo naturale.

L’arrivo dell’autunno mette a dura prova il nostro sistema immunitario, tra variazioni climatiche, di temperatura, umidità e pressione, sono in molti a lamentare disturbi quali emicrania, senso di affaticamento, debolezza, mancanza di energie, depressione. In questi casi è d’obbligo rafforzare il sistema immunitario, responsabile della nostra salute psico-fisica.

Per prima cosa bisogna curare l’alimentazione al fine di garantire il giusto apporto di vitamine e minerali. Occorre consumare almeno 5 porzioni di frutta e verdura al giorno (kiwi, agrumi, peperoni, pomodori, broccoli, cavolo e verza). Tra i preziosi condimenti e le spezie: aglio e cipolla, spezie come curry, paprica e peperoncino, utilizzando il limone per insaporire.

Sistema immunitario.

Importante è l’assunzione di liquidi: oltre all’acqua, consumate infusi e tisane, ricche di vitamine e flavonoidi, brodi, zuppe; probiotici e prebiotici che equilibrano la flora intestinale. Riducete i livelli di stress attraverso il giusto riposo, praticando un hobby o un’attività sportiva.

Tra i rimedi naturali:

  • La Rosa Canina ha proprietà immunomodulanti, antinfiammatorie, antiallergiche, antiossidanti e tonificanti, a seconda della parte della pianta che si deciderà di utilizzare. Le bacche prodotte sono estremamente ricche di vitamina C – si dice addirittura 50 volte più degli agrumi – e deriva proprio da questa alta concentrazione l’effetto immediato sul sistema immunitario. Inoltre, quando ben maturi, i frutti sono ricchi di tannini, carotenoidi, riboflavina, acido malico e citrico, carboidrati e pectine. La polpa e la buccia, invece, presentano molti bioflavonoidi utili al sistema cardiocircolatorio. Dalle foglie e dalle radici, invece, si ottiene un effetto prettamente immunostimolante, utile negli stati di raffreddamento, a cui si aggiunge una lieve azione antistaminica.
  • Cistus Incanus. È dimostrato che questo arbusto ha la capacità di contrastare la formazione di radicali liberi e se assunto sottoforma di decotto è un ottimo detossinante, capace di stimolare il sistema immunitario. L’azione antinfiammatoria è supportata da una funzione antiossidante ed immunomodulante: modula la crescita dei globuli bianchi ed il rilascio delle citochine durante lo stato infiammatorio. Grazie alla sua composizione polifenica inoltre, il cisto vanta anche un’ottima attività antiossidante, antibatterica, antivirale, immunomodulante, spasmolitica e gastroprotettiva. L’estratto di questa pianta verrebbe infine impiegato anche nella cura di infezioni della pelle indotte da lieviti, come la “Candida albicans”, per via della sua azione antimicrobica. il Cistus, infatti, stimola la formazione della flora batterica positiva. Proprio questa sua capacità immunomodulante lo rende un ottimo antinfiammatorio, ideale per contrastare le reazioni allergiche, e come coadiuvante nella cura di infezioni polmonari e bronchiali. Utilizzato con assiduità nei periodi autunnali, è un ottimo rimedio per ostacolare l’insorgere di raffreddori e forme influenzali.

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  • Echinacea, che incrementa l’attività delle cellule immunocompetenti ed ha inoltre proprietà batteriostatiche e antivirali, astragalo, ricco di saponine triterpeniche, flavonoidi, polisaccaridi, ammine e isoflavoni con proprietà immunostimolanti, immunomodulati, antinfiammatorie ed antivirali; eleuterococco, proprietà immunostimolanti, toniche e rivitalizzanti.
  • Il Ginseng contiene 12 tipi di sostanze chimiche bioattive. Il ginseng presenta inoltre proprietà antiossidanti, antinfiammatorie, antidepressive e afrodisiache. E’ inoltre importante conoscere le proprietà nutritive del ginseng che possono essere utili a tutti, indipendentemente dall’età. Poiché stimola il funzionamento delle ghiandole endocrine, il ginseng accresce l’assorbimento delle vitamine e dei sali minerali. Inoltre è in grado di aiutare l’organismo ad adattarsi a condizioni esterne sfavorevoli, come il freddo, lo stress e la malnutrizione. Può essere utile per rivitalizzare un fisico debilitato e per ridurre il senso di stanchezza e la capacità di resistere alla fatica, in quanto il ginseng può stimolare la produzione di adrenalina. Per questo motivo, l’assunzione di ginseng è spesso raccomandata a coloro che devono sostenere ingenti sforzi fisici.
  • Il Colostro bovino ha dimostrato di essere in grado di ricostruire il sistema immunitario, distruggere virus, batteri, funghi, di velocizzare la cura dei tessuti del corpo, di aiutare nel recupero del peso perduto, di rallentare l’invecchiamento e di incrementare la massa muscolare e delle ossa. Le immunoglobuline contenute nel colostro (A, D, E ,G, M) sono utili per neutralizzare tossine e microbi nel sistema linfatico e circolatorio (la IgG), distruggere batteri (IgM), ed hanno un notevole effetto antivirale (IgE, ID).

Suggerimento. Il colostro contiene inoltre l’ormone PRP, che regola la ghiandola del timo, risultando quindi utile sia per stimolare il sistema immunitario sottotono, sia per diminuirne l’attività nelle malattie autoimmuni, caratterizzate da un’eccessiva reazione immunitaria, che si rivolta contro i tessuti del proprio organismo danneggiandoli (lupus, artrite reumatoide, allergie, sindrome della fatica cronica).

  • La lactofferina è una proteina antivirale, antibatterica, antinfiammatoria, contenuta nel colostro, che ha un effetto terapeutico nei confronti di HIV, cytomegalovirus, herpes, sindrome della fatica cronica, candida albicans, cancro e infezioni. Questa proteina rilascia ferro nei globuli rossi aumentando così l’ossigenazione dei tessuti, privandone i batteri che lo impiegano per la replicazione.

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Come rafforzare il sistema immunitario in modo naturale.

Per ultimo ma non per importanza abbiamo le proprietà benefiche del Ganoderma Lucidum (Reishi ) da cui derivano da 150 sostanze bioattive che questo fungo contiene quali: acidi Ganoderici (triterpene), amminoacidi, adenosine, steroli, lipidi, alcaloidi, polisaccaridi di alto peso molecolare, vitamine, minerali e più precisamente: germanio organico, ferro, calcio, magnesio, sodio, manganese, zinco, fosforo e le vitamine C, B, D incluso l’acido pantotenico, essenziale per la funzione nervosa.

Il Reishi è stato valutato positivamente per la sua attività antinfiammatoria grazie ad un componente che è stato isolato ed identificato come un analogo all’ idrocortisone, il quale però non possiede gli effetti collaterali tipici degli antinfiammatori steroidei e non steroidei. Il Ganoderma Lucidum può sia potenziare il meccanismo di difesa del corpo ma allo stesso tempo ridurre l’esagerata risposta immunitaria nel caso di iperattività del sistema immunitario.

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Effetto dei micronutrienti nella prevenzione del diabete.

Effetto dei micronutrienti nella prevenzione del diabete.

Può sorprendere che il diabete sia la malattia in più rapida crescita nel mondo. In tutto il mondo, il diabete è una delle malattie non trasmissibili più comuni ed è tra le più importanti sfide della salute pubblica di questo secolo. Negli ultimi due decenni, il numero di persone che soffrono di diabete è salito alle stelle e si prevede di aumentare da 171 milioni nel 2000 a 438 milioni nel 2030.

Il diabete di tipo II è stato considerato da molti come una malattia che colpisce le persone anziane e in sovrappeso; tuttavia, ora sono frequenti le diagnosi nei bambini, negli adulti di età inferiore ai 25 anni, così come negli individui normopeso.

Il diabete tipo II è caratterizzato da una incapacità delle cellule di rispondere all’insulina e di assorbire glucosio, che si traduce in livelli anormalmente elevati di glucosio nel sangue.

Il diabete è sempre collegato ad una bassa energia, ad un’elevata acidità dovuta ad acidi alimentari e metabolici e ad una crescita microbica in eccesso. Lo zucchero non è una fonte di energia, bensì un rifiuto acido prodotto dalla distruzione delle cellule corporee. Più zucchero mangiamo, più rischiamo un incremento di batteri, lieviti e muffe; le loro tossine sovraccaricano e avvelenano il pancreas, il fegato e le ghiandole surrenali.

Più informazioni le trovi qui: Acidità e diabete.

Precedono la malattia una varietà di sintomi definiti come sindrome metabolica: obesità, glicemia alta, ipertensione e colesterolo alto. E’ dimostrato che le diete ad alto contenuto di fruttosio possono causare la sindrome metabolica. Inoltre, non ci sono farmaci o trattamenti specifici. Tutti i prodotti alimentari trasformati, cereali per la colazione, bevande analcoliche, condimenti per insalata, ketchup e anche hot dog sono dolcificati con molto zucchero raffinato, fruttosio o sciroppo di fruttosio.

Per capire come avranno effetto i micronutrienti nella prevenzione come supporto alla terapia, dobbiamo sapere come il diabete funziona. Questo è il metabolismo normale, noi consumiamo gli alimenti, gli alimenti si trasformano in zuccheri, gli zuccheri entrano in circolo nel sangue.

Noi sappiamo che se ti mangi una cioccolata e una brioche ti saliranno gli zuccheri. Ma chi di voi pensava che mangiando carote e patate, pane, riso soffiato, purè ti va a salire? Esempio. Quando noi mangiamo gli alimenti, gli zuccheri entrano in circolo nel sangue, il pancreas rileva l’innalzamento degli zuccheri nel sangue è libera l’insulina. Quest’ultima va in ognuna delle cellule ed apre una  porta che si chiama ricettore, questo per far si che lo zucchero passi dal sangue all’interno della cellula dove viene utilizzato in forma di energia. Questo è quello che succede normalmente.

Ma cosa succede quando il metabolismo è malato o anormale? Consumiamo alimenti, si convertono in zuccheri nel nostro corpo, il pancreas rileva l’innalzamento dei livelli. Però che cosa succede? Il livello di insulina che libera è insufficiente oppure inefficace e non c’è chi si occupa di mettere gli zuccheri nelle cellule, quindi gli zuccheri rimangono nel sangue e ogni volta che mangi si alzano ancora di più. Per questo c’è una terapia medica che devi seguire, però il solo controllo del diabete attualmente se non hai micronutrienti è incompleto.

La pubblicazione dal titolo “Verso un trattamento totalmente nutrizionale del diabete di tipo II”, del marzo 2000 dice che il trattamento del diabete deve includere il Cromo per la resistenza all’insulina del muscolo, acidi grassi essenziali Omega 3 per la resistenza all’insulina delle cellule grasse, Biotina in alte dosi perché il fegato liberi meno zuccheri, Coenzima Q10 per proteggere il pancreas e quindi, se non hai tutto questo siamo incompleti e ciò non significa che non devi seguire la terapia medica, ma semplicemente con questi micronutrienti gli dai un gran supporto.

Il Collegio Americano della Nutrizione nel 1998 disse: Il cromo piccolinato migliora la quantità di glucosio, insulina e colesterolo nel diabete di tipo II e durante la gravidanza allevia anche i sintomi delle neuropatie senza effetti collaterali documentati.

Il diabete può colpire qualsiasi sistema e qualsiasi organo, se lo zucchero e in quantità normali è ottimo per la salute, se lo zucchero e in quantità eccessive è pericoloso ed agisce come un radicale libero, perché questa è una molecola molto pesante e va a colpire i nervi e le arterie più piccole del corpo. Il cromo può aiutare ad evitare problemi di erezione e per neuropatie, l’insieme del cromo con gli acidi grassi Omega 3 mantiene i nervi in buono stato.

Il Collegio Americano della Nutrizione ha scoperto inoltre che la carenza di Zinco nella dieta del diabetico lo predispone a pressione alta, colesterolo alto e malattie del fegato. Tre complicazioni mortali per la mancanza di un minerale che non è presente nella nostra alimentazione e che dobbiamo ottenerlo per mezzo degli integratori, oppure tu puoi tenere la tua razione quotidiana di zinco mangiando mezzo chilo di fegato tutti i giorni.

La vitamina A serve per 89 cose all’interno del nostro corpo e nel caso dei diabetici è molto importante. La vitamina A nutre la retina perché la tua vista sia buona, è materia prima per la pelle, rinforza il sistema immunitario, aiuta finché abbiamo una produzione adeguata di ormoni sessuali …

Una degli alimenti più ricchi di vitamina A è la carne bovina detta “svizzera”, oltre alla carne proveniente dai reni, dal fegato, ecc… inoltre alcuni vegetali sono principalmente ricchi di carotenoidi come le carote. Normalmente mangiando le carote il nostro corpo lo converte in vitamina A, però risulta che il diabetico non può fare questa conversione, pur mangiando tanti carotenoidi sarà carente di vitamina A.

Il diabetico deve mangiare vitamina A già fatta vitamina A e può solo ottenerla con gli integratori.
Quindi non è curioso che il diabetico dato che gli manca la vitamina A ha problemi agli occhi, ha problemi alla pelle, si infetta ovunque, nell’urina, nella gola, nella pelle, nello stomaco ed ha una produzione di ormoni sessuali bassa che può essere una delle principali cause di sofferenza dell’uomo diabetico?

Recenti studi hanno rivelato che alcuni integratori hanno effetti stabilizzanti dello zucchero nel sangue, tra questi troviamo:

Il Ganoderma Lucidum( Reishi) – lo zucchero nel sangue tende ad aumentare con l’età, ma i polifenoli ed i polisaccaridi contenuti nel Ganoderma Lucidum aiutano a ridurre il livello di zucchero nel sangue.

Il consumo di reishi:

  • Aiuta a diminuire il livello di zuccheri nel sangue e allo stesso tempo contribuisce ad incrementare la formazione di insulina nel pancreas;
  • Aiuta a controllare i picchi di glucosio successivi ai pasti, migliora l’efficacia di assorbimento degli zuccheri da parte dei muscoli, aiutando quindi anche la regolazione del livello zuccherino nel sangue;
  • Aumenta i livelli di insulina nel sangue e aiuta a proteggere il miocardio;
  • Aiuta a proteggere dai danni ai reni e può aiutare a migliorarne le funzioni.

Vedi anche: Reishi – Un tesoro della natura

L’Aloe Vera, è un elemento molto importante per il trattamento e la prevenzione del diabete. Il gel di Aloe Vera è ricco di Glucomannano, una fibra dietetica (polisaccaride) che si scioglie nell’acqua molto facilmente, riducendo la quantità di glucosio nel nostro corpo.

Il consumo di Aloe Vera:

Il gel di Aloe Vera contiene alcuni composti come gli Antrachinoni (fenoli organici con aroma specifico) e le Lectine (proteine che legano tra di loro i carboidrati), che aiutano a ridurre la presenza di glucosio nel sangue e a mantenerlo ad un livello costante nel lungo termine.

  • In circa 2 mesi si può abbassare il livello di zucchero nel sangue del 50%.
  • Disintossica tutto il corpo, aiutando ad eliminare l’eccesso di glucosio nel sangue.
  • Ha incredibili proprietà antiossidanti e antinfiammatorie che aiutano a tenere lontani altri disturbi collegati al diabete, come per esempio, ulcere, ferite e infezioni.
  • Riesce ad aumentare la secrezione dell’insulina nel corpo, rendendo più facile contrastare e prevenire il diabete.
  • A differenza dei farmaci utilizzati per il trattamento del diabete, l’Aloe Vera non avrà alcun effetto collaterale negativo.

Vedi anche: Aloe Vera: 10 Benefici dalla pianta dell’ Immortalità degli Egizi

Con la supplementazione di micronutrienti sicura, conveniente ed efficace, milioni di diabetici possono migliorare il loro metabolismo degli zuccheri e ridurre i numerosi fattori di rischio per le complicanze del diabete.

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Scopri quale approccio sia più efficace per la salute.

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Vitamine, minerali e altri micronutrienti sono necessari per le normali funzioni del nostro corpo e non agiscono singolarmente. Tutti i nutrienti nel nostro corpo partecipano a processi metabolici complessi e interagiscono con altri migliorando oppure opponendo la loro azione. La loro ottimale interazione e il rispettivo equilibrio cellulare sono alla base della salute.

Scopri quale approccio sia più efficace per la salute

Nei negozi la maggior parte degli integratori alimentari disponibili come mono preparati oppure con ingredienti combinati in modo casuale, spesso selezionati in base alle tendenze di marketing.

La ricerca ha introdotto un nuovo principio nella moderna alimentazione. Sulla base della corretta combinazione di micronutrienti selezionati possiamo ottimizzare l’effetto biologico desiderato, questo principio si chiama “sinergia di micronutrienti”.

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Assumere una grande dose di un solo nutriente può peggiorare la carenza di altri, l’impiego di combinazioni casuali di sostanze nutritive può col tempo creare uno squilibrio metabolico nel corpo.

Molti anni di ricerche scientifiche ci hanno confermato che l’integrazione più efficace si può ottenere mediante l’applicazione di specifiche combinazioni in cui i micronutrienti vengono debitamente selezionati per consentire una sinergia biologica. Sinergie di micronutrienti consentono di influire su molteplici aspetti biologici contemporaneamente.

Tali combinazioni di micronutrienti sono in grado di:

1. Aiutare a preservare i nutrienti attraverso il riciclaggio biologico – la sinergia dei nutrienti è un modo economico per produrre energia nelle cellule del nostro
corpo.
2. Massimizzare l’efficacia di ogni singolo componente della combinazione.
3. Eliminare la necessità di enormi dosi di ciascun nutriente e l’aumento della biodisponibilità di altri nutrienti.
4. Aiutare a mantenere il metabolismo cellulare in equilibrio.
Per esempio, hanno osservato che la vitamina C, lisina, prolina ed estratto di tè verde, quando utilizzati singolarmente, erano in grado di diminuire la crescita delle cellule tumorali del 26% ciascuno. Questi nutrienti utilizzati insieme possono diminuire ulteriormente la crescita delle cellule del cancro del 65 %, inoltre, la completa inibizione della crescita delle cellule tumorali (100 % ) potrebbe essere raggiunta includendo piccole quantità di pochi altri micronutrienti. Questo effetto auspicato è stato raggiunto senza aumentare le dosi dei singoli nutrienti nella mistura.

In breve, sinergia significa “di più con meno!” E ‘ importante ricordare che nessun nutriente lavora da solo nel corpo e che preso singolarmente o in combinazioni casuali, può provocare squilibri biochimici nel nostro corpo. La sinergia di nutrienti è la risposta giusta per un’ottima salute!

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I micronutrienti contro la perdita dell’udito indotta da acufene?

I micronutrienti contro la perdita dell’udito indotta da acufene?

L’esposizione a rumori forti o continui è un fenomeno molto comune nella nostra società moderna e la maggior parte delle persone non sono consapevoli delle implicazioni  e delle conseguenze nel lungo termine per l’udito.

L’acufene (tinnitus in lingua latina ed inglese) è un sintomo caratterizzato dalla percezione uditiva di rumore o ronzio nelle orecchie. I pazienti descrivono a volte dei sibili, delle pulsazioni, dei cicks o suoni simili.

Si stima che oltre 100 milioni di adulti in tutto il mondo sono siano affetti da tinnitus tinnito. Esso può disturbare la vita quotidiana in vari modi: perdita dell’udito, disturbi del sonno a lungo termine, cambiamenti nelle abilità cognitive, difficoltà sul lavoro e nelle relazioni, può causare depressione.

Mentre le cause esatte dell’acufene e la conseguente perdita di udito non sono chiare, tuttavia la causa più probabile può essere l’esposizione una sola volta o continua a rumori forti che distruggono le cellule ciliate dell’orecchio interno le quali se danneggiate sono difficili da rinnovare o sostituire.

L’acufene può anche derivare da blocchi di cerume nel canale auricolare, dalla crescita anormale di tessuto osseo, da anemia, da ipertensione o da altre malattie dei vasi sanguigni, dallo stress, da lesioni alla testa e al collo o da un tumore benigno chiamato neuroma acustico.

Oltre 200 farmaci, tra cui alcuni antibiotici, antidolorifici, diuretici e farmaci chemioterapici possono causare problemi all’udito e di equilibrio come effetti collaterali. Poiché la causa principale di dell’acufene è in gran parte sconosciuta, non esiste alcun trattamento efficace disponibile per la medicina convenzionale. La perdita dell’udito indotta da acufene è quindi gestita principalmente da apparecchi acustici, con risultati poco soddisfacenti.

L’infiammazione e il danno ossidativo alle cellule che rivestono il canale uditivo e l’orecchio interno è uno dei meccanismi patogeni di tinnito dell’acufene.

I micronutrienti come le vitamine C ed E, il glutatione, le vitamine del gruppo B, il coenzima Q-10, il magnesio ed altri sono noti per proteggere le varie strutture dell’apparato uditivo.

La prevenzione della perdita di udito indotta dal rumore è fondamentale.

Ecco i consigli per proteggersi:

  • Proteggere le orecchie, evitando l’esposizione al rumore, indossando tappi per le orecchie.
  • Limitare l’uso di farmaci dannosi per l’udito.
  • Dal punto di vista alimentare bisognerebbe utile un dieta ricca di folati e sali di acido folico. Proprio l`acido folico che è tanto utile per le donne in gravidanza serve infatti a ridurre il rischio di sordità. L’acido folico si trova in abbondanza in alcuni alimenti come le verdure a foglia verde (spinaci, broccoli, asparagi, lattuga), le arance (e il succo di arancia dal concentrato), i legumi, i cereali, frutta come limoni, kiwi e fragole, e nel fegato.)

I micronutrienti aiutano di indebolire l'attacco psoriasi.

  • I studi dimostrano che la supplementazione l’integrazione di micronutrienti appropriati può fornire sollievo a milioni di persone colpite da perdita dell’udito indotta da acufene.
  • L’esercizio fisico ha un ruolo fondamentale nella circolazione del sangue, favorendo la metabolizzazione di zuccheri e lipidi ed evitandone l’accumulo a livello dei vasi sanguigni. Anche attraverso questo meccanismo si contiene il rischio di formazione di trombi e coaguli. E quando il sangue circola meglio, l’apporto d’ossigeno e nutrimento alle cellule nervose dell’orecchio interno è più efficace.

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Microsoft: Guerra contro il cancro.

Microsoft: Guerra contro il cancro.

In un recente annuncio, il gigante delle tecnologie informatiche Microsoft ha sostenuto che riuscirà a “risolvere” il problema del cancro entro 10 anni “riprogrammando” le cellule malate e facendole ritornare ad uno stato sano. In un post sul sito ‘Microsoft Stories’, lo scrittore Allison Linn descrive come l’unione di scienziati, ingegneri e programmatori stanno cercando di utilizzare algoritmi e computer per capire nuovi metodi di trattamento di questa malattia. L’annuncio di Microsoft, “La guerra contro il cancro”, serve per presentare prossimamente in modo efficace il lancio pubblico di un nuovo hi-tech.

Il gigante nel campo dello sviluppo di software per PC e altri apparecchi – la società Microsoft – difficilmente può essere messa in relazione alla preoccupazione con la salute umana. Tuttavia, ha delicatamente ma con fermezza preso il suo posto nel mondo della ricerca medica. Già 150 scienziati e sviluppatori di software stanno lavorando su vari progetti di Microsoft Research nella divisione conosciuta chiamata «bioinformatica”, che comprende l’apertura di un nuovo laboratorio.

In questo laboratorio sono stati riuniti gli esperti di linguaggio macchina, di programmatori, di matematica e di biologia. Per decenni, queste discipline erano relativamente non confrontabili, ma con l’avvento di una tale scienza, come la bioinformatica, la situazione sta cominciando a cambiare.

Gran parte del lavoro degli esperti di Microsoft Research si propone a modellare la crescita e lo sviluppo delle cellule viventi, la loro proliferazione e la comprensione di come una cellula decide di diventare cancerose o morire.

Attraverso l’uso di tecnologie informatiche avanzate Microsoft afferma che sarà presumibilmente in grado di capire i metodi di trattamento contro il cancro, “individualizzare” quelli più efficaci per i pazienti.

Il progetto per riprogrammare le cellule tumorali è guidato dal capo di Microsoft Research Andrew Phillips. Insieme ai suoi colleghi, sta cercando di creare un linguaggio di programmazione per modellare la relazione tra i componenti biologici, successivamente di monitorare ogni movimento delle cellule. Le Sue parole sono state: “Se sarà possibile e riusciremo ad ottenere una risposta dalla cellula, agendo su di essa dall’interno, in questo modo saremo in grado di superare la malattia prima che si diffonda, “.

Secondo lo scienziato, uno dei problemi più gravi per la sua squadra è che i computer sono stati creati da persone e le cellule e le malattie sono il risultato di anni di evoluzione. Per risolvere questo problema si richiede un modello di calcolo con un livello estremo di complessità: “E ‘un processo lungo, ma penso che, tecnicamente è ancora possibile. In questi 10 anni, creeremo un sistema molecolare intelligente che porterà il cancro ad essere una malattia cronica gestibile.”

“Può sembrare che il campo della biologia e dei computer siano non simili tra loro, come il formaggio e il gesso” – dice Chris Bishop, responsabile del laboratorio, “ma i complessi processi che avvengono nelle cellule hanno alcune somiglianze con quello che accade in un normale personal computer”.

I rappresentanti della società dicono che il loro obiettivo finale è quello di imparare a riprogrammare le cellule viventi. Ciò cambierà drasticamente l’approccio per il trattamento di malattie come il cancro e nel breve termine, l’obiettivo dei ricercatori è quello cui attraverso la modellazione informatica si possano sviluppare gli strumenti che semplificano il processo di creazione di nuovi farmaci.

Fonte: https://news.microsoft.com/stories/computingcancer/

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