Come non scivolare verso forme di demenza.

Come non scivolare verso forme di demenza.

“Invecchiare è un privilegio ed un obiettivo della società. Ma è anche una sfida, che avrà un impatto su tutti gli aspetti della società del XXI secolo.” – E’ questo uno dei messaggi proposti dall’ O.M.S. (W.H.O., 2005) sul tema della salute degli anziani, un argomento che ricopre sempre maggiore importanza in una società, la nostra, che sta vivendo una specie di rivoluzione demografica: di fatto, nel 2000, al mondo c’erano circa 550/600 milioni di persone con più di 60 anni; nel 2025 ce ne saranno 1,2 miliardi fino ad arrivare a 2 miliardi nel 2050 (l’O.N.U. prevede un totale di 9,1 miliardi di persone a metà di questo secolo…) con un rapporto donne-uomini di 2 a 1 nella fascia di popolazione molto anziana.

Non abbiate paura della terza età, non è detto che ai più giovani, anche se avete superato i settanta, dobbiate apparire “rimbambiti”. Preparatevi a tempo, programmate una vita riempita non solo di vacanze o riposo, ma anche di ginnastica cerebrale e fisica, conserverete quella mens sana in corpore sano.

L’età psicologica puo influenzare di molto l’età biologica, vediamo alcuni fattori :

  • Fattori che rallentano l’invecchiamento:
  •  Soddisfazione del proprio lavoro
  • Soddisfacente vita sessuale
  • Relazione stabile, matrimonio felice
  • Senso di felicitа personale
  • Capacitа di avere e mantenere amicizie intime
  • Senso dell’umorismo
  • Piacere nel trascorrere il tempo libero
  • Ottimismo
  • Capacitа di esprimere le emozioni
  • Sensazione di non mancare di mezzi finanziari
  • Capacitа di reagire creativamente ai cambiamenti
  • Fattori che accelerano l’invecchiamento:
  • Solitudine
  • Depressione
  • Preoccupazioni costanti ed eccessive
  • Insoddisfazione del proprio lavoro
  • Disperazione, rimpianti, ipercriticismo, irritabilitа
  • Eccesso di lavoro
  • Problemi finanziari
  • Incapacitа di esprimere le proprie emozioni

Per cominciare, certo, valgono le arci-note raccomandazioni generiche: non fumate, la carne mangiatela poco o per nulla, dedicatevi a un’attività sportiva almeno quattro volte la settimana, controllate sempre la pressione. E già sarete fisicamente e intellettualmente vent’anni più giovani di chi non prende queste precauzioni.

Guai a vedere con fatalismo l’invecchiamento come inevitabile processo deteriorativo delle facoltà di pensare, parlare, muoversi, far conti. L’anziano potrà essere più lento nei suoi processi cerebrali, ma se sa tenersi sveglio con esercizi adeguati conserva il vantaggio della sua maggiore esperienza. Inoltre, mantenersi sani in testa e nel corpo nella terza età richiede tanti sforzi, ma vale la pena.

Primo: facciamo piazza pulita di illusioni e luoghi comuni. I cruciverba, passatempo prediletto degli anziani, sembrano ginnastica cerebrale o mnemonica utile, invece no. Non servono a nulla: mantengono le conoscenze e capacità cerebrali del momento, ma non le migliorano.

Meglio dedicarsi a giochi che davvero richiedano fantasia, ragionamento, bisogno d’improvvisazione veloce. Primi fra tutti gli scacchi: il duello con le figure dell’avversario sulla scacchiera t’impone di concentrarti, ti obbliga a pensare anche con concetti matematici, insomma è una ginnastica mentale ideale.

Secondo: imparare il giapponese, o un’altra esotica e difficile lingua. Ti spinge a esercizi mnemonici ma soprattutto (al di là della difficoltà di ricordare gli ideogrammi, o i simboli del Katakana, i segni del giapponese moderno) ti aiuta a ragionare con la logica di un’altra lingua e di un’altra cultura.

Terzo: svolgere esercizi particolari, improbabili per i più. Provate a imparare a fare il giocoliere. Ottimo per il coordinamento tra muscoli e cervello, e per la velocità di reazione, come sia benefico stimolare un cervello anziano con sfide nuove. Cioè: guai a pensare che la vita da pensionato debba essere soprattutto riposo e relax. Un altro esempio di ginnastica mentale è la musica: se avete cessato l’attività lavorativa, studiate pianoforte o flauto, tanto più se non lo avete mai fatto prima nella vita. Studiare musica in età avanzata aiuta a contrastare la degenerazione della corteccia cerebrale frontale.

Restano poi altri consigli, più ovvii ma sempre utili: ginnastica o sport.
Per l’organismo di un anziano l’attività fisica è davvero di notevole importanza: è fondamentale dedicare del tempo all’esercizio fisico, vera e propria occasione per riappropriarsi della consapevolezza della propria vita, in quanto momento di socializzazione ed integrazione con altre persone.

Sarà importantissimo praticare un’attività motoria o sportiva medio-leggera – meglio ancora se all’aria aperta – e frequentare corsi collettivi o individuali di ginnastica per adulti o per anziani. L’attività fisica può trasformarsi in un profondo momento di contatto e di benefica interazione tra diverse generazioni, portando vantaggi psicologici a tutti, dal più grande al più piccino!

P.S.
Sebastiano Caboto organizzò, ultraottantenne, una spedizione alla ricerca di paesi e terre sconosciuti; Elisabetta I d’Inghilterra, a più di 70 anni, svolgeva i doveri di Corte concedendo, sempre in piedi, parecchie udienze nell’arco della giornata. Robert Koch, lo scopritore del batterio della tubercolosi, a 72 anni viaggiò in Africa per studiare la cosiddetta malattia del sonno; Sigmund Freud a 83 anni pubblicò il saggio “Mosé e la religione monoteistica”; Michelangelo Buonarroti a quasi 90 anni si dedicò con fervore alla “Pietà Rondanini” ed il grande pittore Tiziano Vecellio lavorò con assiduità fino alla veneranda età di novantanove anni!

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