Senza lattosio o senza senso?

Il mercato dei prodotti destinati a chi è intollerante.

 

Rispetto al 2007 il mercato di questi alimenti è aumentato del 100%. Tanto importanti, quanto inutili. Sembra un controsenso, ma non lo è. I prodotti senza zucchero tipico del latte, il lattosio, sono, da una parte, una manna del cielo per chi è davvero intollerante, dall’altra un’ inutile opzione per chi non ha alcun problema.

Eppure sono molte le persone che li acquistano senza averne effettivamente bisogno, alimentando la richiesta di quella che in origine era una nicchia di consumatori: il mercato dei prodotti lattiero caseari privi di lattosio è infatti cresciuto in modo esponenziale negli ultimi anni (in cinque anni è raddoppiato).

Il motivo non deve essere ricondotto solo a un aumento delle persone intolleranti: tra le ragioni c’è anche il miglioramento della tecnologia per la produzione del latte delattosato, che ha reso gli alimenti più appetibili, ma ahimè – anche la crescita dei casi di autodiagnosi.

 

Demonizzare un alimento – un approccio sbagliato.

 

Spesso chi ha problemi di digestione ne attribuisce la colpa al latte (o ai suoi derivati), deducendo di essere intollerante al lattosio e compie, agendo di propria iniziativa, uno di questi due errori: o rinuncia completamente ai latticini o si butta sui prodotti senza lattosio. Nel primo caso lo sbaglio è enorme, perché si improverisce la propria dieta di calcio, un elemento essenziale; nel secondo caso il danno è più che altro al portafoglio, ma si potrebbe anche innescare un approccio al cibo sbagliato, che demonizza erroneamente un alimento o un suo componente. Lo dimostra il fatto che, anche chi ha un`intolleranza reale al lattosio può consumare comunque alcuni latticini tradizionali, stando attento a non superare la propria soglia di tolleranza.

Soglia che non la si inventa, che cambia da persona a persona e deve essere definita dal medico dopo aver sottoposto il paziente a un test diagnostico valido (non quelli generici sulle intolleranze che si fanno nelle farmacie).

 

Per pochi, non per tutti.

 

Se si è intolleranti al lattosio si può integrare la propria dieta con alcuni alimenti delattosati. Ormai sono molte le aziende che li propongono: si trovano in tutti i supermercati, anche quelli piccoli e non specializzati. Questi alimenti che si definiscono “senza lattosio” dichiarano tuttavia in etichetta un contenuto minimo di lattosio: è corretto? E sono in regola con le indicazioni di legge?

In realtà si tratta di prodotti che hanno pochi obblighi: oggi c’è solo un’ indicazione del Ministero della Salute, secondo cui si può definire “senza lattosio” il prodotto che ha un residuo inferiore a 0,1 per 100g o ml. Insomma i prodotti senza lattosio in linea di massima vanno bene, ma se non servono, non ha senso comprarli.

 

Infatti:

 

  • La maggioranza degli intolleranti è in grado di digerire piccole quantità di lattosio, e perché i latticini essenziali sono necessarie per la salute, per il Calcio e vitamina D.
  • Il lattosio è presente nel latte di tutti i mammiferi, anche in quello di capra.
  • Senza lattosio non significa meno calorico. Il lattosio (uno zucchero) non viene tolto, ma “scisso”, dunque le calorie tra un prodotto con lattosio e uno senza sono uguali.
  • Poche persone nascono intolleranti al lattosio, le probabilità di diventarlo tendono ad aumentare con l’età.

Attenzione!!!

 

Il lattosio è uno dei principali eccipienti della maggior parte dei farmaci in commercio. Chi soffre di intolleranza deve quindi chiedere consiglio al medico o al farmacista prima di assumere una medicina, soprattutto se dovrà prenderla (come nel caso dell’antibiotico) per un periodo prolungato. Vietati anche i prodotti omeopatici in granuli. Questi farmaci contengono lattosio in percentuali che arrivano fino al 95%.

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